Tre colpi alle pensioni
Nell’articolo di settembre non siamo riusciti a parlare di un altro intervento, approvato proprio negli stessi giorni, che ha ulteriormente variato il quadro normativo-previdenziale che abbiamo descritto. È stato un agosto infuocato, dunque: difatti, a soli due mesi di distanza dal precedente Dlg 11/2011, per adeguarsi alle sollecitazioni dell’Unione europea, è stato necessario un ulteriore intervento correttivo (il Dlg 138/2011 convertito in legge ai primi di settembre) che, in ambito previdenziale, accelera la messa a regime dell’età di pensione delle donne. Tutti i provvedimenti, come già abbiamo ribadito, mirano al contenimento della spesa negli anni a venire tramite l’inasprimento dei requisiti di età per il pensionamento di vecchiaia e anzianità .
Difficile misurare gli effetti di questo perverso combinato-disposto di regole intricate, che si sovrappongono ed accavallano. Ecco perché riteniamo utile esporre una serie di quadri di sintesi, speriamo chiari ed esaustivi, seguiti da un panel di esempi che evidenziano ciò che è successo e quali sono stati gli impatti sulle varie categorie di lavoratori italiani.
Quadro di sintesi degli interventi

Tabella riepilogativa dell’evoluzione dei requisiti di vecchiaia per gli uomini
In questa prima tabella di sintesi si evidenzia l’intervento di innalzamento automatico dei requisiti per la pensione di vecchiaia (1 – Legge 122/2010) in aggiunta all’inserimento della finestra mobile (2 – L. 111/2011). Il combinato disposto dei due interventi porta, a titolo di esempio, nel 2025 il requisito di età pensionabile per vecchiaia da 65 anni alla bellezza di 67 anni e 8 mesi per i dipendenti e 68 anni e 2 mesi per gli autonomi, età in cui si percepirà l’effettivo assegno pensionistico.

Ricorda: Si aggiungono ulteriori 3 mesi in caso di raggiungimento del requisito per pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione.
Tabella riepilogativa dell’evoluzione dei requisiti di vecchiaia per le donne
Nella tabella, oltre ai due interventi precedenti, viene evidenziato il periodo transitorio dal 2014 al 2026 (L. 138/2011) per le donne relativo al raggiungimento del requisito degli uomini che si sovrappone appunto a quello di base già spiegato nella precedente tabella di sintesi.

Nota: Si aggiungono ulteriori 3 mesi in caso di raggiungimento del requisito per pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione.
Tabella riepilogativa dell’evoluzione dei requisiti di vecchiaia e di anzianitÃ
In questa tabella si mostra l’evoluzione dei requisiti per la pensione di vecchiaia anticipata, ossia quella pensione raggiungibile con un duplice requisito: età minima e anzianità contributiva. In questo caso è facile evincere come, anche qui, ci siano stati importanti interventi in merito al cambiamento e innalzamento dei requisiti minimi.

Nota: Si aggiungono ulteriori 3 mesi in caso di raggiungimento del requisito per pensione di anzianità con 40 anni di contribuzione.
La situazione, anche con i riquadri di sintesi esplicitati nelle tabelle, è alquanto articolata e complessa, difficile da decifrare. Di seguito anche alcuni esempi che possono aiutare a capire cosa realmente è successo. Gli schemi comparativi mostrano come, a parità di contribuzione, hanno impattato le tre leggi previdenziali susseguitesi da luglio 2010 a settembre 2011. Un ipotetico confronto, puramente teorico essendo già diventati operativi questi nuovi requisiti, che fa chiarezza su cosa è effettivamente successo. In tutti i casi c’è un allungamento più o meno consistente dei requisiti di entrata in pensione.
Gli esempi
Caso 1 – Uomo – Co.co.pro
Data di nascita: marzo 1975
Contribuzione accreditata a oggi: 9 anni
Reddito netto annuo: 22.000 euro – Carriera 2%
Sistema di calcolo: contributivo

Caso 2 – Donna – Co.co.pro
Data di nascita: marzo 1981
Contribuzione accreditata a oggi: 1 anno
Reddito netto annuo: 15.000 euro – Carriera 1%
Sistema di calcolo: contributivo



