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Debito Em, scenario favorevole ai bond in valute forti e locali

Debito Em, scenario favorevole ai bond in valute forti e locali

Debito Em, scenario favorevole ai bond in valuta forte. Il debito emesso dalle economie emergenti è interessante nell’ambito del mercato obbligazionario. Pictet Am

Una crescita economica resiliente, una bassa inflazione e un dollaro che dovrebbe restare stabile o indebolirsi dovrebbero concorrere a sostenere nei prossimi mesi il debito dei mercati emergenti sia in valuta locale, sia in dollari. Pertanto stiamo portando il debito in valuta forte dei mercati emergenti alla posizione di sovrappeso, e manteniamo la nostra opinione positiva sulle obbligazioni in valuta locale.

Malgrado la controversia commerciale tra USA e Cina abbia scatenato un rallentamento nelle esportazioni globali e un deterioramento del business sentiment, le economie emergenti stanno andando meglio di quelle sviluppate, in parte grazie agli stimoli fiscali e monetari della Cina. Ciò si riflette in un aumento del divario tra i nostri indicatori anticipatori per le economie in via di sviluppo e per quelle industrializzate a livelli che non si vedevano dal 2013. Un differenziale di crescita maggiore tra mercati emergenti e mercati sviluppati tende a essere favorevole al debito in valuta forte dei mercati emergenti.

I dati che coprono gli ultimi 25 anni indicano che gli spread di rendimento sulle obbligazioni in dollari dei mercati emergenti si sono di norma compressi, quando questa dinamica economica ha prevalso. Si tratta di un dato significativo, in quanto il calo degli spread di credito è una fonte di rendimento sempre più importante per questa classe di attivi in un momento in cui un brusco crollo della volatilità nel mercato obbligazionario statunitense significa che i guadagni derivanti dalla duration, originati da qualsiasi ulteriore flessione dei rendimenti dei Treasury USA a più lunga scadenza, sono destinati a essere contenuti. Una dinamica dell’inflazione favorevole supporta ulteriormente le obbligazioni dei mercati in via di sviluppo.

L’inflazione nelle economie dei mercati emergenti rimane al 3,1%, prossima a un minimo record. La differenza tra inflazione dei mercati emergenti e sviluppati è al minimo dal 2000. Uno scenario economico robusto per il mondo in via di sviluppo supporta anche la nostra opinione che le valute dei mercati emergenti, scambiate circa il 25% al di sotto di ciò che consideriamo il valore equo, nei prossimi mesi dovrebbero incrementare i recenti guadagni sul dollaro, rafforzando i rendimenti del debito dei Paesi emergenti in valuta locale. Nei mercati sviluppati, è difficile trovare investimenti accettabili, ad eccezione dei Treasury USA, su cui rimaniamo sovrappesati.

La Fed non solo ha fermato temporaneamente la sua politica triennale di aumenti dei tassi d’interesse, ma la banca centrale sembra anche disposta a ridurre il suo programma di vendite di attivi nel corso dell’anno. Anche le valutazioni per le obbligazioni statunitensi rimangono interessanti rispetto ad altri titoli a reddito fisso, in base ai nostri metodi di calcolo. Abbiamo ridotto al sottopeso le obbligazioni investment grade statunitensi. Il credito dei mercati sviluppati ci pare poco interessante in un periodo in cui la crescita degli utili societari ha raggiunto il picco e i rating sono in via di deterioramento.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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