Acqua: inquinata, scarsa e sempre più preziosa

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Due anni fa le autorità distrettuali del dipartimento della Yonne in Francia vietarono agli abitanti di Etais-la-Sauvin di bere l’acqua del rubinetto. Venne detto loro che l’acqua non era potabile a causa della presenza, ben oltre i livelli consentiti, di un’elevata percentuale di vari pesticidi (incluso il Metazaclor) nel bacino imbrifero.
Il problema è che il consiglio cittadino non ha le risorse necessarie per costruire un impianto di purificazione delle falde acquifere inquinate. In alternativa, l’acquedotto comunale, che è indipendente, potrebbe essere connesso, a pagamento, al sistema idrico della Fédération des Eaux Puisaye-Forterre, più sicuro e meglio attrezzato. Ma il sistema idrico di Etais-la-Sauvin è obsoleto e inadeguato: oltre il 50% dell’acqua che transita al suo interno viene persa lungo il tragitto. Di conseguenza connetterlo agli impianti vicini potrebbe determinare problemi nelle forniture dell’acqua ad altre cittadine.

Al di là dello specifico contesto di questa vicenda, e degli aspetti di politica locale e degli interessi privati dei soggetti coinvolti, la disavventura di Etais-la-Sauvin è un caso che illustra appieno alcuni dei fattori di crescita e trasformazione del settore dell’acqua nel prossimo futuro. L’esempio riportato riguarda un villaggio in Francia, ma il problema dell’approvvigionamento è il medesimo in molte altre regioni, sebbene con caratteristiche differenti, e per risolverlo devono essere messe in atto, e al più presto, una serie di provvedimenti.

Innanzitutto, è necessario che i governi rivedano le pratiche agricole, gli standard di potabilità dell’acqua devono essere resi più stringenti, ma devono anche essere necessariamente effettuati adeguati investimenti in apparecchiature che consentano di intercettare ed eliminare le molecole di sostanze nocive presenti nelle falde acquifere.
In secondo luogo, gli impianti fatiscenti vanno rinnovati o riparati: l’acqua sta diventando una risorsa scarsa e costosa, per cui ogni goccia sarà sempre più preziosa.
Inoltre, in alcuni paesi devono essere legiferati dei provvedimenti che consentano ai governi locali con poche risorse economiche di non doversi accollare da soli il peso di questi investimenti.

Ci sono poi altri fattori di crescita che completano il quadro disegnato dalla vicenda di questo piccolo paesino francese. Si possono citare la crescita demografica, i cambiamenti nello stile di vita in atto nei paesi emergenti e il conseguente aumento del consumo di acqua, e infine il cambiamento climatico, che trasformerà i sistemi di immagazzinamento e trattamento delle risorse idriche.

L’impatto e la permanenza di questi driver nel lungo termine saranno il catalizzatore di importanti investimenti; gli esperti prevedono che nell’arco dei prossimi 25 anni nel settore dell’acqua verranno spesi a livello globale 25.000 miliardi di dollari, una cifra che corrisponde più o meno alla metà del Pil annuale della Francia.

Un altro dato parla da solo: secondo un recente report dell’Ocse sul tema, alle condizioni attuali, gli investimenti nelle forniture e nel trattamento dell’acqua dovranno essere triplicati per raggiungere il sesto degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite, ovvero “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”. Questo corrisponde ad un tasso di crescita annuale del 7,6% nei prossimi 15 anni, e senza mettere in conto il ruolo di tutta una serie di altri fattori: innanzitutto gli effetti del riscaldamento globale e gli investimenti che si renderanno necessari per gestirli (riciclaggio delle acque reflue, raccolta e immagazzinamento dell’acqua, desalinizzazione dell’acqua di mare, irrigazione a goccia); in secondo luogo i criteri più restrittivi che inevitabilmente verranno introdotti per migliorare la pessima qualità dell’acqua che beviamo (dovuta alla presenza di pesticidi e interferenti endocrini); terzo, il costo della moltitudine di test necessari a garantirne la purezza, e infine le innovazioni digitali per monitorarne i consumi (sensori, impianti a ultrasuoni per la rilevazione di perdite, ecc.).

Tutti questi elementi concorrono a far sì che l’universo dell’acqua sia un settore strategico per gli asset manager, i cui sviluppi ed evoluzioni vanno attentamente studiati in modo da prendere le decisioni corrette e adottare le migliori strategie nella gestione dei fondi d’investimento sostenibili.