Conta l’effetto positivo che generiamo

ambientale positivo

di Heidi Foppa

Tutto ciò che facciamo ha un impatto sociale e ambientale positivo o negativo, inclusi i nostri investimenti. L’impatto dei capitali utilizzati è la somma di obiettivi e performance dell’azienda e dell’azione e del coinvolgimento personale. Puntare su soluzioni che hanno lo scopo di raggiungere e monitorare un effetto positivo specifico si rivela molto stimolante.

Per esempio, se acquistiamo un fondo di venture capital che investe in start-up specializzate in soluzioni accessibili di energie rinnovabili, generiamo un impatto sociale favorevole: tramite l’accesso energetico, infatti, le famiglie escluse da infrastrutture pubbliche possono avere una vita migliore. Per di più contribuiamo positivamente al climate change. 

Con l’investimento in un fondo di microfinanza aiutiamo a ridurre la povertà: l’accesso al capitale finanziario offre a oltre 2 miliardi di persone sotto la soglia di povertà una chance per svilupparsi, mandare a scuola i propri figli, migliorare la vita insomma, senza dovere più lasciare il proprio paese per cercare opportunità altrove. Offrire il capitale in cambio di un rendimento finanziario e di un ritorno sociale o ambientale dichiarato e monitorato (il che implica una parte attiva nella gestione dell’azienda) è il modo migliore per ottenere un effetto positivo nel tempo.  

Questo è uno dei principali motivi per cui nell’impact investing si considerano solamente le realtà che hanno obiettivi sociali o ambientali chiari e definiti, monitorabili e comunicati in modo trasparente. Le relative pratiche sono perciò parte integrante del processo di gestione e di investimento. Se l’impatto non è misurabile, diventa un effetto collaterale, un’esternalità, sia pure proficua, non attribuibile però alla performance dell’azienda. In definitiva, l’investimento non risulta sostenibile nel tempo. Guardando i rischi globali noti a tutti, oggi è fondamentale supportare con i nostri investimenti le aziende che generano un impatto fruttuoso per la società e per il pianeta.  

Le cinque dimensioni

Un crescente numero d’investitori e intermediari è motivato nel contribuire attivamente, con intenzioni o limitazioni variegate. C’è chi vuole “ridurre i rischi”, come un fondo pensione che persegue l’abbattimento delle emissioni Co2 e chi vuole beneficiare i suoi stakeholder per contribuire a sviluppare business con effetto positivo sulla società. Chi, invece, vuole contribuire alle soluzioni, come, per fare un esempio, la lotta alla malnutrizione in Africa.

Per identificare, selezionare e monitorare i relativi investimenti, è consigliabile come primo passo definire i propri obiettivi d’impatto attraverso l’analisi delle cinque dimensioni:

1) Cosa: qual è l’effetto che vogliamo ottenere (outcome) da un certo intervento (output); 

2) Chi: il beneficiario dell’azione;

3) Quanto: la dimensione necessaria; 

4) Livello di contribuzione: il contributo effettivo dell’azienda/servizio/prodotto rispetto a quanto accadrebbe in assenza di intervento;

5) Rischi: quali fattori potrebbero impedire di raggiungere l’outcome.

FARE ALCUNE SCELTE

Certamente dovremo fare alcune scelte ed essere pragmatici. È intuitivo che un solo investimento non può impattare su tutti i problemi di questo mondo.  Una scuola per popolazioni emarginate potrebbe, ad esempio, avere un impatto negativo in termini di emissioni CO2.

Un’utile guida per  selezionare il proprio raggio di azione e il proprio cosa, nonché per analizzare ogni idea d’investimento, è costituita dai 17 Sustainable development goal (Sdg), individuati nel 2016 all’interno dei United National development program. 

Questi obiettivi oltre a essere urgenti da raggiungere sono diventati la piattaforma di riferimento internazionale per comunicare a livello internazionale (per saperne di più: www.undp.org). La domanda da porsi è dunque: a quale Sdg voglio contribuire attraverso il mio investimento a impatto sociale? È questa una domanda fondamentale, in quanto se l’obiettivo non è definito, si finisce per incastrarsi in discussioni astratte e soggettive. Si rischia inoltre di banalizzare troppo e di limitarsi a volere genericamente “fare del bene”, aumentando il rischio che l’investimento scelto non abbia un vero focus sulla performance sociale. Impact management project  (www.impactmanagementproject.com), frutto della collaborazione di oltre 2 mila investitori ed esperti, ha sviluppato linee guida e pratiche per aiutare investitori e aziende a misurare, comparare, comunicare e migliorare l’impatto degli investimenti. Sono state identificate diverse impact class per mappare gli investimenti con caratteristiche simili e basate sui dati dei relativi obiettivi e performance. In base al tipo di impatto che si desidera ottenere le pratiche di investimento e di misurazione possono variare molto.

«Credo che fra meno di 10 anni nessuna società o investitore che voglia essere rispettato e preso sul serio potrà permettersi di dire che i soldi sono l’unica motivazione per fare business», ha detto sir Ronald Cohen, il padre dell’impact investing e venture capital e presidente del Global steering group of impact investments.