Apertura debole per le borse europee

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Apertura debole per le borse europee. Attesi dati su inflazione aprile in Eurozona. Spread Btp/Bund a 278 pts. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Apertura in calo per le borse europee, con Piazza Affari che cede circa lo 0,20% nelle prime battute. Deboli i titoli bancari, in calo CNH Industrial, Ferrari, Recordati, Stm, Amplifon, Pirelli, Prysmian e Saipem. In rialzo Enel e Juventus. Attesi in Europa i risultati trimestrali di Richemont e Easyet.

Wall Street ha archiviato la terza seduta positiva consecutiva, con gli indici in netto rialzo: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,84%, S&P 500 +0,89% e Nasdaq Composite a +0,97%. Tra le Blue Chips, nel settore della grande distribuzione organizzata, Walmart ha guadagnato l’1,42% dopo aver riportato una trimestrale a due velocità, con un utile per azione a USD 1,13, ben oltre i USD 1,02 pronosticati dagli analisti. Il fatturato del 1Q è stato invece pari a USD 123,9 mld, in questo caso leggermente sotto le attese. Brillano al Nasdaq le azioni di Cisco Systems e di NetEase, che guadagnano entrambe oltre il 6%. Vendite invece su Goodyear (-4%), dopo che Morgan Stanley ha tagliato il target price sul titolo, e sulla catena discount Fred’s (- 22%), che chiuderà entro fine giugno altri 104 negozi non performanti.

Le borse asiatiche sono contrastate anche stamane, con la borsa di Tokyo che ha chiuso in rialzo dello 0,89% e i listini principali cinesi in calo. Le continue tensioni tra Pechino e Washington, culminate 2 giorni fa nella decisione di Donald Trump di dichiarare lo stato di emergenza per la tecnologia Usa e di inserire Huawei nella lista nera delle società con cui evitare di fare affari viene scontata dall’azionario cinese. Lo Shanghai cede oltre il 2%, Hong Kong in ribasso dell’1% circa. Tra gli altri indici dell’area Asia-Pacifico, Sidney +0,59%, Seoul -0,55%.

Brexit: la premier Theresa May stabilirà quando lasciare l’incarico a inizio giugno, dopo il quarto tentativo di far approvare dal Parlamento britannico il suo accordo per l’uscita dall’Ue, hanno detto ieri i Conservatori.

Cambi: Eur/Usd a 1,1175. Il dollaro si mantiene vicino ai massimi da 2 settimane contro un paniere di valute, sostenuto da dati macro forti e da un
rimbalzo nei rendimenti dei Treasuries.

Commodities: petrolio Wti poco mosso stamane a USD 62,95 al barile sui timori di potenziali problemi alle forniture alimentati dalle crescenti tensioni in Medio Oriente.

Obbligazionario: il Bund future segna stamane un rialzo di 17 tick a quota 167,12, mentre lo spread Btp/Bund 10y è a 278 pb, con il tasso del Btp
decennale che rende il 2,68%.

Macroeconomia: sul fronte macro sono oggi in arrivo i dati sull’inflazione di aprile in Eurozona, mentre negli Stati Uniti verrà diffuso l’indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dalla Michigan University.

La Banca Centrale del Giappone monitorerà “senza preconcetti” i rischi che
la ripresa della crescita all’estero si realizzi più lentamente del previsto, ha
detto il governatore Kuroda, chiarendo che quando la BoJ dice che terrà i
tassi bassi per un “prolungato periodo di tempo” intende un lungo periodo