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Arca Fondi: “Positive le emissioni di debito estero in euro”

Arca Fondi: “Positive le emissioni di debito estero in euro”

La partecipazione di Francesco Merli, Fixed Income portfolio manager di Arca Fondi Sgr, all’inchiesta di Fondi&Sicav sui government bond emergenti

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Francesco Merli, Arca Fondi Sgr

Francesco Merli, Arca Fondi Sgr

Dopo un 2018 negativo, condizionato dalla forza del dollaro Usa e dalle strette della Fed, i government bond emergenti hanno recuperato parte del terreno perso. Ritenete che si tratti di un rimbalzo di breve termine o che si possa guardare all’asset class con fiducia?

Da un punto di vista fondamentale gli argomenti per investire nei bond dei Paesi emergenti non sono stati inficiati dalla volatilità dei mercati dello scorso anno: il peso delle economie emergenti sia in termini assoluti sia in termini di contributo alla crescita mondiale è oltre il 50%; le interconnessioni tra il mondo sviluppato e quelle dei Paesi in via di sviluppo nei flussi di materie prime, nei volumi del commercio internazionale, nella supply chain delle multinazionali è così importante che le sorti dei Paesi sviluppati sono e saranno sempre di più legate a quelle delle economie emergenti. Il livello di debito dei Paesi emergenti rispetto al Pil è quasi la metà di quello dei Paesi sviluppati, soprattutto escludendo la Cina o i Paesi che non hanno vere prospettive di ripagare il debito con la crescita economica (Libano o Venezuela).
Tra le fine del 2018 e i primi giorni del 2019 abbiamo aumentato l’esposizione all’asset class perché lo spread offerto era a livelli attraenti rispetto ai fondamentali e perché abbiamo intravisto due elementi tattici di supporto: un senso di panico tra gli investitori, scottati dalle performance negative del 2018, e messaggi di cautela sul rialzo dei tassi da parte della Fed. Ci attendiamo che il resto dell’anno continuerà a dipendere più da fattori esterni ai mercati emergenti che non saranno più nell’occhio del ciclone come l’anno scorso, quando le crisi valutarie colpirono Argentina e Turchia.

Quali emerging government bond – per Paese, duration e valuta- state sovrappesando nel vostro portafoglio?

In generale siamo positivi su quei Paesi che sono sotto vigilanza da parte dell’Imf (Argentina, Ucraina, area sub-sahariana) e che potrebbero presto accordarsi per esserlo (Ecuador, Sri Lanka): il coinvolgimento dell’Imf garantisce che questi Paesi con potenziali di crescita economica tengano sotto controllo i bilanci e implementino riforme credibili.
Abbiamo preferenza in generale per le emissioni di debito estero in euro, perché offrono rendimenti più alti rispetto a quelle denominate in dollari una volta tenuto conto del costo di copertura al rischio di cambio.
Dal punto di vista delle valute, l’elevata volatilità delle stesse suggerisce sempre un approccio diversificato per l’investitore retail che non deve cadere nel tranello della cedola elevata.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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