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Argentina, Egitto e Nigeria da sovrappesare

Argentina, Egitto e Nigeria da sovrappesare

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav su andamento e prospettive dei mercati di frontiera con la partecipazione di John Delaney, portfolio manager del team Asia & Emerging Markets Equities di Fideuram Asset Management Ireland
fideuram

 

 

 

Delaney

“Romania e Kuwait hanno registrato performance a doppia cifra”. John Delaney

Fino a questo momento il 2018 non è stato un anno facile per l’universo degli EM. Come si sono comportati i Frontier Markets in questo lasso di tempo?

I Frontier Markets hanno avuto nel 2018, in media, una flessione molto simile a quanto osservato più in generale nell’universo dei mercati emergenti. Sul fronte azionario infatti, gli indici dei mercati di frontiera e degli emergenti hanno perso, a fine ottobre, poco più del 10% in euro (considerando anche i dividendi). Le determinanti della correzione sono legate alla politica più restrittiva da parte della Fed (dollaro e tassi in rialzo) e all’atteggiamento più aggressivo di Trump verso i partner commerciali, soprattutto la Cina. All’interno dei mercati di frontiera, si è registrata una certa dispersione delle performance per temi legati ai singoli Paesi. L‘Argentina, in particolare, ha ceduto quasi metà del valore a seguito della crisi di fiducia e del crollo della divisa domestica. Il Pakistan ha sofferto più della media, a seguito del crescente deficit commerciale, del calo delle riserve e dell’incertezza politica. Il Vietnam è riuscito a mantenersi invariato per buona parte dell’anno, salvo cedere in ottobre per allinearsi alla media dei Paesi di frontiera. Ci sono stati anche spunti positivi. Romania e Kuwait hanno avuto ritorni positivi a due cifre, grazie rispettivamente a politiche fiscali pro-cicliche e ai flussi di investimento.

In quali frontier markets ritenete ci sia del valore e quali invece è opportuno evitare a causa di fondamentali poco solidi o in deterioramento?

In termini valutativi i mercati di frontiera trattano a multipli superiori rispetto ai mercati emergenti. Allo stesso tempo, guardando agli ultimi dieci anni, si può dire che i livelli attuali siano più convenienti rispetto alla media storica. In generale, preferiamo i Paesi dove le prospettive di crescita sono migliori, dove gli squilibri di bilancia corrente e fiscale sono in correzione, e dove le condizioni di accesso al credito migliorano. I Paesi che sembrano essere più interessanti sono quindi Egitto, Nigeria e Argentina. In Egitto, ci si attende una discesa dell’inflazione che dovrebbe permettere alla banca centrale di tagliare i tassi. In Nigeria, il consumo domestico e l’attività di credito dovrebbero accelerare dopo le elezioni. L’Argentina infine, sotto l’ipotesi che il presidente Macri riesca a mantenere il potere e implementare il piano Fmi, rappresenta una storia di miglioramento di lungo periodo.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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