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Assumere rischi sui tassi di interesse: per ora è troppo presto

Assumere rischi sui tassi di interesse: per ora è troppo presto

Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato Investimenti di Carmignac, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav sui fondi obbligazionari globali

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Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato Investimenti di Carmignac

Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato Investimenti di Carmignac

I rendimenti di molti segmenti obbligazionari si sono mossi al rialzo negli ultimi mesi. Credete che gli attuali livelli rappresentino un’opportunità d’ingresso o che sia ancora troppo presto per incrementare alcune posizioni?

Generalmente si ritiene che la maggiore debolezza dei mercati obbligazionari sia dovuta in particolare al miglioramento dei dati economici, giustificando la normalizzazione dei tassi. Sfortunatamente, la questione non è sempre così semplice. Attualmente, l’attività economica globale svolge una funzione di notevole supporto. Tuttavia, i principali indicatori economici hanno iniziato a invertire la propria rotta, come già si può vedere in Giappone ed Europa e come inizia ad accadere anche negli Stati Uniti, nonostante l’espansionismo fiscale di Trump.

In realtà, negli Usa in particolare, i rendimenti obbligazionari stanno crescendo, per due principali motivi: innanzitutto, per una mera questione di domanda e offerta. Il programma economico dell’Amministrazione Trump ha costretto il Tesoro Usa a intraprendere un pesantissimo piano di provvedimenti ed emissioni obbligazionarie (Bills e Bond), in contemporanea con la riduzione del bilancio della Fed. Allo stesso modo, i rendimenti delle obbligazioni Usa convergono verso un prezzo di mercato di compensazione, accettabile per gli investitori istituzionali esteri, che richiedono un’alta remunerazione per l’acquisto di asset statunitensi, tanto più che i costi di hedging sono ormai divenuti proibitivi. Infatti, i tassi a breve termine statunitensi sono più alti rispetto a quelli di Giappone o Eurozona.

In secondo luogo, le aspettative di inflazione sono aumentate e stanno mettendo pressione al rialzo sui rendimenti a lungo termine. Questa è una caratteristica tipica dell’ultima fase del ciclo economico. Ma tutto ciò è inasprito dalle attuali tensioni sui prezzi del petrolio. Perciò, ora è di certo troppo presto per assumere rischi sui tassi di interesse. Ma la seconda metà del 2018 potrebbe segnare una svolta. Nel momento in cui il ciclo economico si inverte, i consueti stabilizzatori appariranno molto poco influenti: su entrambe le sponde dell’Atlantico si registra un margine di manovra fiscale molto ridotto e le banche centrali stanno andando verso l’inasprimento delle politiche monetarie. Questa situazione potrebbe portare a una regressione economica ancor più grave rispetto alle aspettative iniziali.

In quali tipologie di obbligazioni ritenete ci possa essere del valore e quali sono ancora da evitare perché caratterizzate da un rapporto rischio/rendimento poco conveniente?

In un tale scenario, le aspettative inflazionistiche crollerebbero, i programmi di investimento sarebbero ridotti e l’avversione al rischio riporterebbe i flussi di capitale verso i titoli di stato rifugio. Quando ci avvicineremo a questo punto di flesso, probabilmente verso metà anno, sarà il momento giusto per vendere debito sovrano di emittenti di minore qualità nel segmento del credito e, all’interno dell’Eurozona, anche alcune emissioni dei paesi periferici più deboli, dato che gli spread sovrani potrebbero tornare nuovamente a divergere. Allo stesso tempo, sarà il momento giusto per aumentare la duration dei portafogli obbligazionari facendo affidamento sui titoli di stato a lungo termine di migliore qualità.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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