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Aumentano le chance di una soft Brexit

Aumentano le chance di una soft Brexit

Brexit, il Regno Unito sembra destinato a rimanere in un limbo, né dentro né fuori dall’Unione Europea. Léon Cornelissen, chief economist di Robeco

Il Regno Unito si sta quindi avvicinando sempre più a una Brexit solo di nome, o BRINO, che sarebbe anche il risultato più positivo per gli investitori. Molto semplicemente, le alternative sono decisamente peggiori.

Theresa May non è riuscita a temporeggiare oltre, e al momento ha sulla propria scrivania un documento di 120 pagine – che deve ancora essere pubblicato – in cui viene illustrata la strategia per una soft-Brexit. Ha rinunciato a diversi elementi che venivano considerati inaccettabili dall’UE ed è sicuramente un passo avanti verso la BRINO, tuttavia è aumentato il rischio per il governo che questa soluzione non soddisfi i sostenitori di una hard-Brexit. Il problema del confine irlandese sarebbe risolto, ma molto probabilmente l’UE vedrebbe inaccettabile il tentativo di limitare il libero movimento dei lavoratori come, quindi andrebbero fatte ulteriori concessioni per il raggiungimento di un accordo.

Il tempo stringe, ed è necessario fare una serie di passi avanti sulle questioni legate al confine con l’Irlanda, ai lavoratori stranieri e alla procedura di uscita definitiva entro ottobre. In caso contrario, il Regno Unito si troverebbe fuori dall’UE senza alcun tipo di accordo. Il compromesso è inevitabile dato che tutte le alternative a cui si trova di fronte il governo sono decisamente peggiori.

Si parla di un possibile cambio di leadership per il partito conservatore, se non addirittura di nuove elezioni. Appare improbabile, dato che difficilmente i sostenitori di una hard-Brexit riuscirebbero ad avere il sostegno dei 48 membri del Parlamento necessari per spodestare Theresa May, e ancor più difficile sarebbe avere un hard-Brexiteer a capo del partito Tory. È molto più probabile che il governo continui sulla sua strada.

Altri dicono che sia il momento di un secondo referendum sul leave, che sembra altrettanto improbabile dato che l’opinione pubblica, nonostante qualche passo avanti in favore del remain, non sembra essere sufficientemente contro la Brexit da garantire un risultato positivo. Inoltre, non ci sono i tempi necessari per un referendum ben organizzato.

Il Regno Unito potrebbe anche chiedere all’Unione Europea di posticipare l’uscita del 29 marzo – teoricamente possibile in caso di voto a favore di tutti gli altri Stati membri, ma è probabile che l’UE rifiuti.

Nel frattempo, gli investimenti continueranno a essere danneggiati e la sterlina sarà sempre vista come una valuta rischiosa. Tutta l’attenzione sarà sul prossimo incontro della Bank of England, in programma per il 2 agosto. Attualmente i mercati attribuiscono a un rialzo dei tassi una probabilità del 74%, comprensibile visti i toni recenti ma comunque improbabile secondo Robeco, in parte a causa dell’incertezza che continua a pesare sugli investimenti di lungo termine. Tuttavia il numero di membri dell’MPC favorevoli ad un rialzo continua ad aumentare, quindi mai dire mai.