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Axa: “Importante lo stock picking, puntare su società in grado di crescere”

Axa: “Importante lo stock picking, puntare su società in grado di crescere”

Le risposte di Gilles Guibout, gestore del fondo PIR Axa Wf Framlington Italy di Axa Investment Managers, alle domande di Fondi&Sicav sull’azionario Italia

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GIlles Guibout, Axa

GIlles Guibout, Axa Investment Managers

La Borsa italiana è tornata sui livelli del primo trimestre 2015 dopo aver recuperato più del 25% rispetto ai minimi registrati a giugno 2016. Quali sono le vostre aspettative per l’anno in corso e nel medio termine (3-5 anni)?

Per l’anno in corso il nostro è un ottimismo contenuto. Sull’Europa non siamo troppo pessimisti perché, dato il rallentamento dell’economia, i governi si sono mossi con stimoli finanziari e fiscali. Per esempio, in Francia il presidente Emmanuel Macron ha bloccato 10 miliardi di euro dopo le proteste dei Gilets Jaunes sull’alto costo della vita. In Spagna, il governo ha deciso di aumentare lo stipendio minimo del 22%.
In Italia, con la Legge di Bilancio 2019, il governo ha introdotto il reddito di cittadinanza come misura contro la povertà. Fuori dall’Europa, la Cina ha messo in atto stimoli a sostegno della crescita e queste misure dovrebbero sostenere la domanda interna con un impatto positivo anche per l’Eurozona. Dunque prevediamo che ci possa essere un rallentamento dell’economia, ma che non sarà un rallentamento violento, un hard-landing. Non crediamo per quest’anno in una recessione generalizzata.

Potremmo avere un po’ più d’ottimismo se avessimo maggiori elementi sull’esito della Brexit e sulle politiche messe in atto dal governo italiano. Con il rialzo dei mercati nei primi mesi dell’anno, l’eccesso di pessimismo è stato corretto e oggi lo sconto sui titoli che si era creato non è più cosi ovvio. Pensiamo quindi che il mercato, da qui a fine anno, non abbia uno spazio enorme di rialzo. Non escludiamo, tuttavia, che possa andare più su a seconda di possibili annunci positivi sulle varie vicende. Ci aspettiamo volatilità durante l’anno, ma se l’economia va come pensiamo, il mercato non avrà tutto questo spazio di rialzo.

Per questo è importante prestare attenzione alla selezione dei titoli, allo stock picking. Nel medio termine (3-5 anni), a livello micro pensiamo che ci saranno sempre società che sono in grado di crescere e quindi ci saranno opportunità per chi le sa cogliere; a livello macro, invece, ci sono rischi che possono avere un impatto negativo. Tra tutti, il rischio di una messa in discussione del progetto europeo e di un’esplosione dell’euro. Questo è un tema che ha di sicuro un’importanza sul medio e lungo periodo. Oggi gli investitori esteri guardano all’Europa con un po’ di sfiducia. E’ importante capire quanto gli europei saranno in grado di consolidare il progetto della costruzione dell’Europa e di fare le riforme necessarie, specie in un contesto di polarizzazione del mondo tra Stati Uniti e Cina. L’Europa deve andare avanti con le riforme per continuare a esistere.
L’altro rischio è posto dall’elevato debito nel sistema. Oggi il debito mondiale è su livelli mai visti prima e questo problema va monitorato.

Quali variabili ritenete siano in grado di alimentare il rialzo del listino nel medio termine?

Innanzitutto la Cina, che oggi ha un peso talmente importante che la sua crescita ha un impatto su tutti. Il sostegno della domanda interna in Europa, invece, è una variabile più a breve termine per il rialzo del listinoUn rallentamento degli Stati Uniti è già scontato dai mercati perché ora la disoccupazione è ai minimi. Le banche centrali sono un’altra variabile perché i cambiamenti di politica monetaria hanno senz’altro un impatto sulle scelte di asset allocation. Fino a oggi le banche hanno giocato in modo consapevole il proprio ruolo. Ma abbiamo visto che nel momento in cui è stata attuata una politica monetaria meno espansiva, c’è stato un effetto immediato sui mercati. Va tuttavia monitorata soprattutto l’economia, perché le banche centrali attuano politiche in conseguenza a determinate situazioni economiche.

Quali sono le vostre scelte in termini di asset allocation? Rispetto a quali settori o tipologie di azioni mantenete un sovrappeso all’interno del vostro portafoglio?

Visti i tanti punti d’incertezza, vogliamo mantenere dei portafogli che non siano troppo esposti a una singola tematica o a un singolo settore sottostante. Vogliamo avere una buona diversificazione sia a livello geografico (per esempio non vogliamo troppa esposizione al mercato domestico) sia settoriale (non vogliamo troppa esposizione a un singolo settore) e società che non siano troppo indebitate. Infatti, queste società sono quelle che alla fine hanno maggiore flessibilità per la crescita esterna o per far fronte a difficili condizioni di mercato. E in una fase come l’attuale, di rallentamento dell’economia, ci vuole tale flessibilità.