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Albarelli lascia Azimut, il titolo va giù

Albarelli lascia Azimut, il titolo va giù

L’amministratore delegato e direttore generale di Azimut Sergio Albarelli ha annunciato oggi le sue dimissioni con effetto dal 25 gennaio 2019. L’annuncio è stato dato oggi dalla società presieduta da Pietro Giuliani, che ha parlato di «scelta personale e in pieno accordo con gli organi sociali» da parte di Albarelli. La risoluzione consensuale prevede che, oltre all’erogazione di quanto già maturato a titolo di remunerazione ed emolumenti, Albarelli riceva una buona uscita complessiva di 933mila euro lordi, a latere di un patto di non concorrenza.

Sergio Albarelli

Sergio Albarelli

La notizia ha colto di sorpresa Piazza Affari, dove nel pomeriggio il titolo Azimut è arrivato a perdere più del 5% (vedi grafico), anche perché al momento non è noto il nome del successore: la società ha precisato che verrà nominato dall’assemblea degli azionisti prevista per il prossimo aprile.

Il cda della società ha ringraziato Albarelli uscente «per la collaborazione prestata». Fino alla nomina del nuovo amministratore delegato, Azimut ha confermato «le deleghe già attribuite ai componenti del consiglio di amministrazione per consentire la gestione ordinaria e straordinaria del gruppo». Il percorso svolto in Azimut – ha dichiarato Albarelli, ringraziando Giuliani e tutto il team di collaboratori – «è stato un percorso di successo che ha visto nascere oltre 60 progetti di ammodernamento dei processi interni e di introduzione di nuovi. Un articolato lavoro, che doterà il gruppo a luglio 2019 di uno dei più avanzati sistemi informatici in grado di garantire un servizio ancora più efficiente sia verso la clientela che verso la rete distributiva».

Il manager ha sottolineato che dall’ottobre 2016, quando ha assunto l’incarico, a oggi le masse gestite ed amministrate del gruppo sono passate da 42 a 52 miliardi con oltre 11 miliardi di raccolta netta di cui 7 all’estero. «La forte presenza internazionale è frutto di un processo strutturato ed è l’esempio più significativo della validità di un progetto di crescita, non solo domestico, avviato diversi anni fa che ha registrato traguardi importanti e vede oggi un quarto del business di gruppo al di fuori dell’Italia», ha concluso Albarelli, rivendicando i risultati conseguiti sotto il suo mandato.