Azioni e yuan, come muoversi con la guerra dei dazi?

Azioni e yuan, come muoversi con la guerra dei dazi? L’incertezza è aumentata poiché la maggior parte degli investitori riteneva che il rischio si fosse ridotto e fosse sulla via di una sorta di soluzione. Q&A con il team di Amundi

Come valutate il possibile impatto di nuovi dazi?

Dazi più alti faranno male a tutti, agli esportatori cinesi così come ai consumatori statunitensi. Con un possibile ritardo di uno o due mesi, l’inflazione negli Stati Uniti sarà influenzata dal fatto che un numero maggiore di beni di consumo sarà colpito dai dazi e che occorrerà tempo perché le aziende statunitensi possano cambiare la loro catena di approvvigionamento. La capacità delle multinazionali statunitensi di assorbire i maggiori costi inciderà sulla loro redditività. Tuttavia, sulla base di diversi gradi di interventi politici, l’impatto sulla crescita globale e sugli scambi dovrebbe essere contenuto in una certa misura, mentre non prevediamo uno scenario recessivo assoluto né in Cina né negli Stati Uniti. A differenza di quanto accaduto nel 2018, le autorità cinesi sono meglio attrezzate per compensare lo shock esterno e il sentiment locale sembra meno fragile; dall’altra parte la posizione della Federal Reserve è più accomodante di quanto non fosse l’anno scorso. Sarà necessaria una nuova valutazione delle prospettive, qualora venissero applicati dazi sulle restanti merci importate (circa $ 300 miliardi).

Come posizionarsi sul mercato azionario cinese?

Gli investitori stranieri hanno iniziato ad alleggerire le posizioni poche settimane fa, visti gli scarsi risultati attesi per il secondo trimestre, mentre gli investitori locali sono stati meno propensi a chiudere le posizioni e prendere profitto. In termini generali, il consenso è che l’economia cinese toccherà il punto di minimo della crescita nel secondo trimestre di quest’anno; pensiamo che ci vorrà un po’ più del previsto, in realtà. In termini relativi, riteniamo che al momento il mercato delle azioni A (emesse da società cinesi, denominate in renminbi e quotate sulle borse locali di Shanghai e Shenzen) sia più rischioso del mercato delle azioni H (di società cinesi, quotate ad Hong Kong in dollari di Hong Kong), con una previsione per il primo di un’ulteriore correzione del 5% nei prossimi tre mesi. Tuttavia, a nostro avviso, alcuni settori potrebbero offrire un valore migliore rispetto ad altri nel mercato A-share, in quanto la domanda interna, ben supportata da una politica fiscale espansiva, funzionerà bene come cuscinetto per assorbire l’impatto negativo dei dazi. Inoltre, settori come istruzione, farmaceutica, semiconduttori e information technology continueranno a vedere forti investimenti dal governo centrale con l’obiettivo di ridurre il divario tecnologico con gli Stati Uniti. Per quanto riguarda la nostra preferenza settoriale, siamo più costruttivi su consumi non ciclici e società tecnologiche, mentre siamo meno positivi su finanziari, comunicazioni, industrie cicliche ed energetiche.

Quali sono i paesi e i settori più a rischio nella regione asiatica e quali potrebbero essere i prossimi punti di attenzione che gli investitori dovrebbero tenere sotto controllo, se ce ne sono?

L’aumento dai dazi può avere un impatto significativo sulla regione asiatica, considerando sia l’elevata correlazione con il commercio globale che il ruolo economico della Cina nell’area. I paesi più colpiti dai dazi potrebbero essere la Corea, Hong Kong e Taiwan, mentre l’India dovrebbe essere la meno impattata tra i paesi della regione. Nel complesso, la maggior parte dei paesi asiatici ha beneficiato del trend della globalizzazione negli ultimi 25 anni e ora soffrirà dello stallo di tale trend. Tra i settori, l’industria automobilistica è quella che occupa la posizione più debole insieme al resto del settore industriale. Le principali valute asiatiche rispetto al dollaro USA sono sicuramente un fattore molto importante da monitorare. Il dollaro di Hong Kong (HK $), lo yuan cinese (RMB) e il won coreano (KRW) hanno recentemente iniziato a mostrare segni di debolezza e, finché tali valute rimarranno deboli, lo scenario di “risk-off” per i mercati azionari emergenti sarà in campo.