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Azioni in ripresa dopo la debacle di ottobre

Azioni in ripresa dopo la debacle di ottobre

Azioni in ripresa dopo la debacle di ottobre. Ottobre è stato un mese duro per le azioni, con quasi tutti i settori e le aree geografiche in territorio negativo. Tuttavia, Pictet ritiene che ci siano molte opportunità per le azioni di recuperare terreno

Dopo aver perso quasi il 10% in quattro settimane, le azioni globali sono ora convenienti: le valutazioni delle azioni mondiali sono inferiori rispetto alla media storica degli ultimi 20 anni per la prima volta in due anni. Il rapporto price-to-earnings per l’Msci Acwi è sceso a solo 13,3 x a fine ottobre da 15,0 x del mese precedente e 16,9 x registrato a gennaio. A livello regionale, l’Asia pare particolarmente conveniente, così come la maggior parte dei mercati emergenti (America Latina esclusa).

In particolare, l’inversione massiccia di prezzi e valutazioni non è stata seguita da grandi variazioni nei fondamentali economici o societari. In effetti, i nostri indicatori del ciclo economico suggeriscono entrambi che l’economia globale è in una posizione solida. A livello globale, anche se la crescita degli utili aziendali ha raggiunto il picco nella prima metà del 2018, rimane solida a un ritmo annuo del 15-20%.

La tempesta che si è abbattuta sugli attivi globali nel mese di ottobre ha lasciato ampi spazi interessanti nel mercato azionario, almeno per il prossimo trimestre. Una brusca ridefinizione dei prezzi azionari – con l’indice azionario mondiale MSCI che ha perso il 10% in quattro settimane, la flessione mensile peggiore dal 2012 – hanno portato le valutazioni azionarie ad un livello inferiore alla media degli ultimi tre decenni per la prima volta in due anni. Uno spostamento in contraddizione con i fondamentali.

La stagionalità favorevole, data l’abitudine delle azioni di guadagnare terreno verso fine anno, rafforza la convinzione di Pictet circa un imminente rimbalzo di mercato. I titoli ciclici e dei mercati emergenti potrebbero beneficiare molto di questo rimbalzo nel breve termine. Nonostante le numerose evidenze che l’inversione di tendenza nella crescita economica globale e degli utili societari sia già in atto rispetto al picco di inizio anno, la storia ci insegna che è ancora più pericoloso vendere nella fase finale e più evanescente di un ciclo rialzista, piuttosto che vendere quando è troppo tardi.

I titoli più penalizzati nei mesi scorsi sono stati quelli ciclici globali. Hanno sottoperformato il mercato del 12% dal picco di inizio giugno e sono adesso i più ipervenduti da sette anni a questa parte; situazione che ha aperto alcune sacche di valore.

Di conseguenza, il team di Pictet ha mantenuto la preferenza per i mercati ciclici poco costosi, soprattutto i mercati emergenti e il Giappone. I mercati emergenti asiatici offrono un valore particolarmente interessante dopo aver subito per buona parte dell’anno le preoccupazioni legate alle guerre commerciali e al rallentamento in Cina.
Ogni segno di riavvicinamento tra Stati Uniti e Cina sui dazi, che potrebbe emergere alla riunione del G20 di novembre, potrebbe innescare un robusto ritorno delle azioni dei mercati emergenti in particolare.

Nel frattempo, Pictet ha portato a sovraponderazione i titoli industriali a seguito delle recenti vendite massicce che hanno portato le relative valutazioni ai minimi degli ultimi sei anni su base relativa, malgrado una previsione ancora positiva per la spesa globale in conto capitale. Contemporaneamente, è stata assunta una posizione di sottopeso sul comparto IT. Anche dopo un’oscillazione verso il basso, il settore è rimasto il più costoso e i titoli “growth” continueranno ad essere sotto pressione se, come prevediamo, i rendimenti obbligazionari continueranno a crescere.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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