Azioni Usa, le società innovative guideranno i rendimenti

Christopher Sierakowski, portfolio manager, Fundamental Growth and Core Equity, State Street Global Advisors, partecipa all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata al mercato azionario statunitense

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Christopher Sierakowski, State Street Global Advisors
Christopher Sierakowski, State Street Global Advisors

Nell’ultimo decennio la performance dello Standard and Poor’s 500 ha beneficiato molto della spinta dei titoli tecnologici in generale. Credete che le sorti dell’equity Usa saranno ancora legate a quelle di questo settore o che il cambio del ciclo comporti variazioni dell’asset allocation settoriale dei portafogli d’investimento?

Nell’ultimo decennio, terminato il 31 dicembre del 2018, i ritorni dell’indice S&P500 su base total return si sono attestati al 243%. Solo tre settori hanno sovraperformato l’indice in quel periodo di tempo. I comparti migliori sono stati l’Information Technology e il Consumer Discretionary, entrambi con crescita del 439%, seguiti dal settore dellHealthcare (+292%).

Riteniamo che sia proprio la crescita degli utili a trainare le performance azionarie nel lungo periodo e l‘innovazione è uno dei principali driver della crescita sostenibile. I tre settori che nell’ultimo decennio hanno sovraperformato hanno tutti una cosa in comune: hanno fatto affidamento sull’innovazione per guidare la crescita. Il comparto della tecnologia è l’esempio più lampante, con la crescita esponenziale di software, semiconduttori, dispositivi elettronici e servizi Internet. Il settore Consumer Discretionary comprende molti dei nomi che hanno rivoluzionato il mondo dell’e-commerce, con tre delle quattro maggiori aziende che spiccano rispetto alle altre, ovvero Amazon, Booking.com ed Expedia. L’Healthcare, inoltre, è un altro baluardo dell’innovazione, con i nomi più performanti dell’ultimo decennio appartenenti all’universo del Biotech e dei Medical Technology Devices.

Per il futuro stimiamo che la performance del mercato azionario statunitense continuerà ad essere trainata da società innovative in grado di creare nuovi prodotti o servizi e sottrarre quote di mercato agli operatori tradizionali. Il settore tecnologico dovrebbe continuare a essere uno dei principali beneficiari dei trend secolari di crescita legati al cloud computing, alle infrastrutture wireless, all’intelligenza artificiale e ai nuovi dispositivi connessi, come i veicoli a guida autonoma e l’IoT industriale. Stiamo inoltre assistendo a continui cambiamenti di portata dirompente nell’ambito dell’e-commerce che fungono da driver per il Consumer Discretionary, mentre l’Healthcare dovrebbe essere protagonista di una nuova ondata di innovazione nel campo della terapia genica, della chirurgia robotica e dei nuovi dispositivi medici.

Quali variabili potrebbero offrire nuova linfa alla Borsa Usa? Sarà una Fed più dovish -dopo la fine degli effetti della riforma fiscale sui risultati aziendali- a offrire nuovo carburante all’equity?

Gli investimenti in nuove tecnologie e i nuovi modi di fare business sono attualmente il focus di molte società statunitensi. In tutti i settori industriali le aziende stanno cercando di accelerare l’adozione delle tecnologie in grado di incrementare la produttività, mentre le società del comparto finanziario vogliono aumentare la velocità e ridurre i costi legati ai processi. Molte aziende stanno cercando di migliorare la propria customer experience attraverso nuove applicazioni, come la tecnologia distributed ledger, il machine learning e i big data. In questo modo le imprese possono disporre di ulteriori mezzi per incrementare non solo le vendite e l’utile operativo, ma anche l’efficienza delle stesse società.

Senza dubbio i tagli fiscali introdotti a partire dal 2017 hanno dato una spinta agli utili, mentre le riforme fiscali e regolamentari offriranno importanti incentivi agli investimenti e alla crescita per molti anni.

Nonostante in qualsiasi scenario ci siano sempre rischi downside, questi fattori pongono le basi per una crescita media degli utili sostenibile a un ritmo costante. Riteniamo, tuttavia, che alcune aziende faranno molto meglio di altre.

Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.