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Banca Generali: «Piano 2019-21 incentrato sulla figura del consulente private»

Banca Generali: «Piano 2019-21 incentrato sulla figura del consulente private»

Non accade così spesso che una banca si presenti al mercato legando la riuscita del suo piano industriale al ruolo del consulente finanziario. È successo ieri a Londra nel corso della presentazione delle linee guida strategiche di Banca Generali, che ha annunciato un obiettivo di masse gestite di 76-80 miliardi di euro (contro 58,5 miliardi a fine settembre 2018), con una raccolta netta totale nel periodo di 14,5 miliardi. «Crediamo fortemente nella validità del nostro modello di business incentrato sulla figura del consulente private per la protezione dei patrimoni che andiamo a rafforzare grazie all’arricchimento delle soluzioni di investimento e a nuovi servizi di wealth management», ha detto agli investitori l’amministratore delegato della banca Gian Maria Mossa. Le linee guida strategiche per il triennio 2019-21 hanno l’obiettivo di essere la prima banca private per valore del servizio, innovazione e sostenibilità. Il dato di 76-80 miliardi include un apporto di 3,1-4,4 miliardi dalla Svizzera,includendo sia l’acquisizione del gestore patrimoniale Valeur (per il quale è stata presentata un’offerta vincolante sul 90% del capitale) sia il piano di sviluppo organico sul mercato elvetico. In Italia, peraltro, Banca Generali ha acquisito la sgr Nextam Partners e sta per rendere operativa la partnership con SAXO Bank, leader mondiale nel settore del trading online e del fintech.

La strategia – si legge nel comunicato – si fonda sulla forte convinzione che il mercato del personal financial services in Italia sia un mercato di ampie dimensioni, ancora non adeguatamente servito, in procinto di affrontare una grande trasformazione che rafforzerà l’attenzione alla qualità del servizio avvantaggiando le migliori professionalità.
Nel piano presentato da Mossa, al di là dei numeri a più fanno gola agli investitori (per esempio, un dividendo non inferiore a quello di 1,25 euro per azione distribuito nel 2017 e un pay-out al 70-80%), è ampia l’attenzione riservata alla rete, dove si vuole «promuovere nuove modalità di attività e favorire il confronto e la diffusione delle best-practice tra i circa 2 mila professionisti, tra wealth managers, private bankers, financial planners e relationship managers, rafforzando ulteriormente l’impegno nella formazione».

Il nuovo piano prosegue in questo senso nella continuità di sviluppo del precedente, sebbene prevedendo elementi di discontinuità che ne garantiranno rinnovato slancio di fronte alle nuove sfide del contesto economico, tecnologico e regolamentare. La banca guidata da Mossa vuole consolidare il brand e accelerare l’innovazione digitale dando enfasi alla nuova immagine e ai nuovi servizi. In particolare, è previsto un ampliamento dell’offerta con strumenti e soluzioni direttamente studiati per la clientela, completando quel processo di trasformazione avviato inizialmente con il supporto dell’operatività dei consulenti e continuato successivamente con la digitalizzazione dei processi della banca.