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Borse asiatiche in calo, Tokyo -1,32%

Borse asiatiche in calo, Tokyo -1,32%

Piazza Affari e Borse europee in moderato rialzo. Il mercato azionario statunitense ha aperto la settimana in terreno misto, trascinato dal settore tech. Le Borse asiatiche toccano il punto più basso da 17 mesi

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in moderato rialzo, con il Ftse Mib (+0,6%) che tenta il recupero sui cali di ieri, in linea con gli altri principali listini europei.
Saipem e Leonardo guadagnano oltre due punti percentuali in avvio.

Nella maggioranza di governo si stanno ipotizzando delle contromisure se il differenziale dovesse impennarsi ulteriormente a seguito del verdetto di S&P e Moody’s sul rating, atteso per fine mese, tra cui un roadshow di Conte e Tria nelle capitali della finanza e l’appello agli italiani affinché acquistino il debito del Paese.

Astaldi (EUR 0,70): rassicura il Comune di Milano sulla “piena operatività” di tutti i cantieri aperti in città. Secondo il Corriere, ci sarebbe anche
l’ipotesi di un passaggio sotto il controllo di Salini Impregilo, che sarebbe disponibile a rilevarla ma solo con una contestuale conversione di parte dei debiti bancari in azioni.

Banco Bpm (EUR 1,93): è pronta a valutare una razionalizzazione delle attività nel credito al consumo e con questo obiettivo potrebbe assegnare un mandato ad un advisor per studiare le possibili soluzioni di capital managament, inclusa una cessione della quota in Agos Ducato.

Eni (EUR 15,85): ha firmato una lettera d’intenti che avvia il processo di assegnazione alla major italiana di una quota del 42,5% nell’exploration and Production Sharing Agreement (Epsa) di BP in Libia.

FCA (EUR 14,81): Mediobanca Securities, che stima un Ebit in aumento del 10% annuo nel terzo trimestre rispetto al +7% delle stime, si aspetta buoni riscontri sostenuti da forti volumi nell’area Nafta che dovrebbero più che compensare la performance più debole di Maserati.

Il mercato azionario statunitense ha aperto la settimana in terreno misto, trascinato dal settore tech, che soffre ancora del possibile rianimarsi delle tensioni con la Cina. L’indice S&P500 limita i ribassi allo 0,04%, il Dow Jones guadagna un lieve 0,15%, mentre il Nasdaq 100 cede lo 0,62%. In particolare, giornata negativa per Alphabet che chiude a USD 1155,92 registrando un calo dell’1,02%, dopo che Google ha ufficialmente deciso di non concorrere per il programma di Cloud del Pentagono valutato a USD 10 mld. Sale del 3,26% General Electric sulla scia dei commenti di Barclays sul nuovo AD Larry Culp, che fanno eco all’ottimismo degli investitori sottolineando come il manager sarà in grado di guidare una ristrutturazione più robusta del gruppo.

Le Borse asiatiche toccano il punto più basso da 17 mesi, con la Cina che permette alla sua moneta di scivolare al di sotto di una barriera psicologica nel pieno di pesanti perdite nel mercato interno. La mossa di Pechino ha spinto altre valute emergenti a deprezzarsi per rimanere competitive. La Banca centrale cinese ha infatti fissato il cambio dello yuan a 6,9019 per 1 dollaro, rompendo così la barriera fissata a 6,9000 e portando gli speculatori ad alzare il valore del dollaro fino a 6,9320 yuan nello spot market. Tokyo chiude in perdita dell’1,32%, dopo aver toccato il punto più basso da tre settimane nella mattinata a causa delle difficoltà registrate dai titoli delle compagnie più esposte verso la Cina. Hong Kong guadagna lo 0,3%. Shanghai è piatto.

Cambi: Eur/Usd a 1,147. Yen in rialzo sulle piazze asiatiche, supportato dallo scarso appetito per il rischio, in un contesto dove non mancano i
motivi di nervosismo: dal trend rialzista dei tassi dei titoli di Stato Usa alla guerra commerciale tra Washington e Pechino, oltre alle tensioni tra Roma e Bruxelles sul bilancio.

Commodities: Petrolio Wti a USD 74,68 al barile. Quotazioni petrolifere in rialzo, sostenute da segnali sempre più evidenti di un rallentamento dell’export dall’Iran, terzo produttore Opec, con l’avvicinarsi della reintroduzione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. A spingere verso l’alto i prezzi contribuisce anche l’uragano che sta interessando il Golfo del Messico.

Obbligazionario: il Bund future di dicembre ha aperto invariato a 157,56 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 304 pts, con il rendimento del nostro decennale al 3,53%. A tenere alta la pressione sulla carta italiana l’avvicinarsi delle aste di metà mese, di cui il Tesoro in serata ha completato il quadro con i dettagli del collocamento a medio-lungo termine in agenda giovedì di questa settimana. Saranno offerti fino a 6,5 miliardi di euro quattro titoli a medio-lungo termine.

Macroeconomia: Giornata priva di spunti macroeconomici. In arrivo in mattinata in Gran Bretagna l’indice delle vendite al dettaglio di settembre.

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