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Borse cinesi in rialzo

Borse cinesi in rialzo

Partenza positiva per Piazza Affari con il Ftse Mib che registra +0,4%. I mercati cinesi sono animati dall’ottimismo per i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Lo spread Btp/Bund a quota 286 pb

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,40%. In testa al listino Juventus (+2,7%), seguita da Banco Bpm (+2,2%) e STM (+2%). Ottima partenza anche per Ubi Banca (+1,9%). Leggermente sotto la parità Brembo (-0,3%) e Ferrari (-0,1%).

Al centro del dibattito nel fine settimana la presa di posizione dei partiti di governo contro la riconferma di Signorini nel direttorio di Bankitalia. Per Salvini il direttorio di Via Nazionale e i vertici della Consob, colpevoli di non aver vigilato adeguatamente sulle crisi bancarie, andrebbero azzerati. Sulla stessa linea Di Maio. Tria, da parte sua, ha sottolineato la necessità di difendere l’indipendenza dell’Istituto.

Banco Bpm (EUR 1,73): ha superato ampiamente i requisiti patrimoniali fissati dalla Bce. Secondo la notifica inviata dalla Bce, la banca ha un Common Equity Tier 1 pari al 12,1% contro il target di 9,25%, un Tier 1 ratio del 12,3% oltre il 9,31% fissato dalla Bce e un Total Capital ratio del 14,7% che si confronta con un 12,8% dell’autorità di vigilanza.

MPS (EUR 1,23): secondo Affari e Finanza, il governo starebbe cercando una soluzione all’eventualità che l’istituto non riesca a emettere il bond subordinato da EUR 750 mln necessario a evitare un possibile nuovo intervento pubblico.

Ubi Banca (EUR 2,13): la Bce ha assegnato alla banca nell’ambito dello Srep 2019 un requisito minimo Cet1 al 9,25% fully loaded, un Total Srep capital requirement al 10,25%, un Pillar2 al 2,25%. Incluso nelle linee guida anche un requisito di Capital conservation buffer pari a 2,50% e un requisito minimo Total capital ratio di vigilanza pari al 12,75%.

Chiusura di settimana in terreno misto per la piazza azionaria di Wall Street, con il Nasdaq 100 che ha guadagnato lo 0,12%, con l’S&P 500 che non è andato oltre un rialzo frazionale dello 0,07%, mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,25%. tra le Blue Chips, vendite su Walmart (-1,18%), Chevron (-0,52%) e UnitedHealth (-2,68%). Hanno invece mostrato resistenza ai ribassi United Technologies Corp. (+1,47%), Pfizer Inc. (+1,27%), Cisco System (+1,05%) e Merck&Co. (+0,93%). Nel settore dei servizi per l’IT, le azioni della DXC Tech. Co. hanno guadagnato il 3,88% dopo che la società ha alzato il velo su una trimestrale con utili e ricavi oltre le aspettative. Nel dettaglio, la società ha archiviato il terzo trimestre dell’anno fiscale con un utile per azione a USD 2,23 rispetto ai USD 2,04 per azione pronosticati dagli analisti. Il fatturato, a USD 5,18 mld, si è attestato seppur di poco al di sopra delle previsioni di consenso posizionate a USD 5,16 mld.

Ritorno oggi alla contrattazione per gran parte delle borse asiatiche, dopo le festività per il Capodanno Lunare, con i timori per la crescita globale e la politica Usa che agitano di nuovo gli investitori, anche se i mercati cinesi sono animati dall’ottimismo per i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina. Shanghai guadagna oltre l’1%, mentre ripartono a Pechino i colloqui tra la delegazione statunitense e quella cinese, al fine di evitare il raddoppio dei dazi sui beni cinesi già fissato per il 2 marzo. L’indice delle Blue Chip è in rialzo di quasi l’1,5%. C’è anche sollievo per la fine di una stagione dei risultati trimestrali delle aziende non molto incoraggiante. Hong Kong cresce dello 0,3%. Taiwan ha chiuso in rialzo dello 0,7%. Tokyo oggi chiusa per festività.

Cambi: Eur/Usd a 1,1324. Il dollaro viaggia sui massimi da sei settimane sulle principali controparti valutarie, sostenuto dai timori degli investitori sullo stato di salute della crescita globale e l’incertezza sullo stato dei colloqui sul commercio tra Stati Uniti e Cina, che riprendono oggi a Pechino.

Commodities: petrolio Wti a USD 52,27 al barile. Quotazioni petrolifere in discesa, appesantite dall’aumento dell’attività di trivellazione negli Usa e dai timori riguardo l’andamento dei colloqui sul commercio tra Pechino e Washington.

Obbligazionario: futures Bund marzo in rialzo di 7 tick a 166,59 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 286 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,952%.

Macroeconomia: in arrivo da Bankitalia i principali indicatori bancari di dicembre. La statistica di novembre aveva messo in evidenza un calo dei depositi in conto corrente di circa EUR 10 mld a 1.083,8 mld e una flessione delle sofferenze lorde a 117,5 mld da 120,1 di ottobre. Via Nazionale pubblica anche i dati sui titoli di Stato italiani detenuti da banche residenti a fine dicembre. Nuove conferme della fase di rallentamento dell’economia italiana potrebbero arrivare dall’Ocse, che pubblica il leading indicator di dicembre.

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