Brexit: altra bocciatura per la premier May

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che segna +0,11%. Sessione di scambi a due colori sulla piazza azionaria di Wall Street. Brexit: secca bocciatura da parte del parlamento britannico all’accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier May con la Ue

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che sale dello 0,11%. Vola Juventus (+18%) dopo il passaggio di turno in Champions League. Partenza sprint anche per Ferragamo (+4,5%) dopo la pubblicazione dei conti 2018. Tra i ribassi, si segnala Prysmian (1,3%) e Banco Bpm (-1,1%).

Appuntamento clou con le aste di metà mese in cui il Tesoro mette a disposizione degli investitori EUR 6,25-7,75 mld in tre titoli di cui il nuovo Btp a 3 anni, luglio 2022, nonché le riaperture dei Btp a 7 e 20 anni. I rendimenti sono visti in rialzo per la scadenza più breve e per quella più lunga e in calo per il Btp a 7 anni.

Ferragamo (EUR 18,00): ha chiuso il 2018 con un calo del 14% del Mol, indebolito dai costi del piano di risanamento. Il gruppo del lusso, che ha tagliato il dividendo a EUR 0,34 per azione, dice di avere poca visibilità nell’attuale contesto macroeconomico e di mercato, ed è impegnato a ripristinare una crescita sostenibile a medio termine.

Mediaset (EUR 2,80): ha chiuso il 2018 con un calo del 4% dei ricavi netti e vede per il 2019 risultati economici Ebit e risultato netto consolidato in miglioramento rispetto allo scorso esercizio. Il Cda ha deciso di proporre all’assemblea di riportare l’utile a nuovo, riservandosi di esaminare nuovamente la decisione nel Cda del 25 luglio.

Saipem (EUR 4,77): la Consob ha irrogato sanzioni pecuniarie amministrative per EUR 200 mila nei confronti dell’AD e per 150 mila nei confronti del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari in carica al momento dell’aumento di capitale del 2016. Ha condannato inoltre la società, quale responsabile in solido, al pagamento di EUR 350 mila.

TIM (EUR 0,52): il proxy advisor Iss ha consigliato agli azionisti Telecom di votare contro la proposta di revoca dei consiglieri che Vivendi porterà in assemblea il prossimo 29 marzo.

Sessione di scambi a due colori sulla piazza azionaria di Wall Street dopo la chiusura in netto rialzo della vigilia. A conclusione delle contrattazioni infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,38%, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,52% e l’S&P 500 lo 0,30%. Tra le Blue Chips, nel settore della difesa e dell’aerospazio, le azioni della The Boeing Co. hanno lasciato sul parterre il 6,15%, bissando il netto rosso di lunedì, causato dal disastro aereo in Etiopia. Nel tardo pomeriggio, l’Italia ha annunciato – unendosi così a Regno Unito, Francia, Germania e gran parte dei paesi europei, nonché ad Australia, Singapore, Cina, Indonesia e Malaysia – di aver bandito tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8, modello alla seconda incidente mortale nel giro di pochi mesi. Nel settore dei servizi IT, le azioni della Hewlett Packard Entreprise hanno perso il 2,96% dopo che gli analisti di Ubs hanno abbassato la raccomandazione del titolo da Neutral a Sell con un prezzo obiettivo a USD 13 per azione. Infine, nel settore auto, Tesla ha vissuto un’altra giornata all’insegna delle vendite, con gli esperti di Morgan Stanley che hanno abbassato il prezzo obiettivo sul titolo da USD 283 a USD 260.

Le Borse asiatiche sono rimaste ghiacciate dall’attesa del voto del parlamento britannico chiamato a decidere se sostenere un’uscita dal blocco senza accordo, conclusosi con la secca bocciatura all’accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier May con la Ue. Tokyo chiude in calo di quasi un punto percentuale dopo la caduta, inattesa, degli ordini di macchinari in gennaio: -5,4% su dicembre. Mercati cinesi dominati dalla preoccupazione per la Brexit e per l’esito del confronto Usa-Cina sul commercio internazionale: Shanghai cede l’1,09%, mentre Hong Kong limita le perdite, scambiando con una flessione intorno al mezzo punto percentuale.

Dati Giappone: a gennaio gli ordinativi per macchinari hanno registrato un calo al ritmo più rapido da quattro mesi. Gli ordinativi ‘core’ hanno evidenziato una flessione di 5,4% su mese a fronte di attese per un calo ben più contenuto di 1,7%.

Cambi: Eur/Usd a 1,1285. Protagonista della seduta la sterlina che si apprezza in seguito alla turbolenza seguita alla bocciatura del parlamento britannico dell’accordo sulla Brexit. Gli investitori però si preparano per una nuova ondata di volatilità in vista del nuovo voto in agenda per stasera.

Commodities: petrolio Wti a USD 57,25 al barile. Prezzi in rialzo sostenuti dai tagli alla produzione da parte dell’Opec e dalle sanzioni Usa nei confronti di Iran e Venezuela.

Obbligazionario: futures Bund in rialzo di 6 tick a 164,6 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 249 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,532%.

Brexit: secca bocciatura da parte del parlamento britannico all’accordo sulla Brexit raggiunto dalla premier May con la Ue. La sconfitta – 391 voti contro 242 – spinge la Gran Bretagna in una crisi ancor più profonda e costringe il Parlamento a decidere se sostenere un’uscita dal blocco senza accordo o cercare un rinvio dell’ultimo minuto. I parlamentari voteranno alle 20 di oggi ora italiana se Londra dovrà abbandonare la Ue senza un accordo, in uno scenario che i rappresentanti delle imprese avvertono potrebbe determinare una situazione altamente caotica. Se verrà respinto il piano di un’uscita “nodeal”, si terrà un altro voto domani sull’estensione della data di addio fissata per il 29 marzo.

Macroeconomia: sul fronte macro da segnalare il dato di gennaio della produzione industriale dell’intero blocco dell’Eurozona per il quale le attese proiettano una lettura a 1,0% su mese e una flessione di 2,1% su anno. Il dato, se confermato, rappresenterebbe un miglioramento rispetto al calo di 0,9% su mese e di 4,2% su anno visto a dicembre.