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Brexit: Consiglio europeo estende deadline

Brexit: Consiglio europeo estende deadline

Piazza Affari apre in leggero ribasso 8-0,07%). Wall Street chiude in terreno positivo, mentre le borse asiatiche si prendono una pausa allontanandosi dai massimi degli ultimi otto mesi. Brexit: Consiglio europeo estende deadline

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in lieve ribasso, con il Ftse Mib che perde lo 0,07%. Tonfo Prysmian (-6,3%) sui problemi del collegamento WesternLink. Male Saipem (-2,2%) e Juventus (-2,0%). Tra i rialzi si segnala Moncler (+2%), Ferragamo (+1,8%) e Pirelli (+0,9%).

Dalla pubblicazione del Def emerge che la manovra per il 2020 parte da quota EUR 26,3 mld. ai 23,1 mld che il governo dovrà trovare per sterilizzare Iva e accise si dovranno di fatto aggiungere i 3,2 mld necessari a finanziare le maggiori spese previste nello scenario a politiche invariate (cassa integrazione, missioni all’estero, manutenzione di strade e ferrovie).

Assicurazioni Generali (EUR 16,67): ha annunciato che investirà 1 miliardo di euro nel primo fondo della nuova società di gestione Threesixty Investments.

Banca Carige (0,0015): la Bce ha esteso al 10 maggio il termine per presentare le offerte vincolanti. Lo scrive Il Messaggero, aggiungendo che i commissari avrebbero scritto al fondo Varde invitandolo a tornare in campo.

Mediobanca (EUR 9,30): è pronta ad annunciare l’acquisizione di una quota del 66% nella merchant bank francese Messier Maris, dice una fonte vicina alla situazione a Reuters.

Nexi: termina l’Ipo iniziata il 29 marzo. Gli ordini sotto 9 euro rischiano di non essere evasi, secondo l’indicazione di un bookrunner che segnala che i libri risultano sottoscritti più volte a questo livello.

Prysmian (EUR 16,30): ha deciso di riesaminare il bilancio approvato lo scorso 5 marzo dopo le problematiche relative al collegamento sottomarino WesternLink. Prysmian, che stima possano incidere sull’Ebitda rettificato 2018 per EUR 60-80 mln.

Saes Getters (EUR 22,15): la Consob ha chiesto la sospensione dei termini di Opa volontaria lanciata dalla società, chiedendo maggiori informazioni riguardo i dettagli della stessa.

Chiusura in luce verde oggi per la piazza azionaria di Wall Street. A conclusione delle contrattazioni infatti, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,03% mentre l’S&P 500 lo 0,35%. Ha fatto meglio il Nasdaq 100, che al close segnava +0,57%. Tra le Blue Chips, le azioni di Apple hanno chiuso con un rialzo dello 0,56% nonostante gli analisti di HSBC abbiano abbassato la raccomandazione sul titolo da Hold a Reduce. Sempre tra le large caps, positivi anche Caterpillar (+0,87%), Wallmart (+0,92%) e Cisco System (+1,16%). Nel settore dei trasporti aerei, i titoli della Delta Air Lines hanno strappato un aumento dell’1,60% dopo che la società ha reso noto d’aver chiuso il primo trimestre fiscale del 2019 con un utile per azione a USD 0,96 rispetto ai USD 0,90 per azione pronosticati dagli analisti. Sopra le attese pure il fatturato che, a USD 10,47 mld, si è attestato al di sopra delle previsioni di consenso, posizionate a USD 10,38. Per quanto riguarda il capitolo Alitalia, Delta non ha ancora preso una decisione in merito al salvataggio, ma avverte che una dimensione di una eventuale partecipazione sarebbe limitata. Infine, nel settore dei componenti e dei macchinari per l’industria, MSC Industrial Direct Co. ha lasciato sul terreno il 2,52% sulla scia della pubblicazione di conti trimestrali che hanno deluso le attese sia in termini di utile per azione che in termini di fatturato.

Le borse asiatiche si prendono una pausa allontanandosi dai massimi degli ultimi otto mesi, mentre il dollaro flette, con gli investitori che si mostrano intimiditi dopo gli allarmi lanciati dalle banche centrali di Usa ed Europa sulle prospettive di crescita dell’economia mondiale e sulle conseguenze delle politiche protezionistiche. Tokyo (+0,11%) chiude in lieve rialzo. Shanghai (-0,76%) e Hong Kong (-0,70%) si muovono in sintonia e in territorio negativo spinte al ribasso dalle preoccupazioni per le nuove tensioni sul commercio internazionale fra Usa ed Europa.

Cambi: Eur/Usd a 1,1276. La sterlina è in leggero rialzo grazie alle notizie sull’estensione della deadline per Brexit. Il dollaro scende invece per la quarta seduta consecutiva contro un basket delle principali valute.

Commodities: petrolio Wti a USD 64,27 al barile. Prezzi poco mossi dopo i decisi rialzi degli ultimi giorni che lo hanno portato sopra sogli a USD 64 al barile.

Obbligazionario: futures Bund in ribasso di 4 tick a 165,85 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 243 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,42%.

Brexit: il Consiglio europeo ha deciso di accordare al Regno Unito altri sei mesi di tempo per lasciare l’Ue in modo ordinato, rinviando così la data sulla Brexit al prossimo 31 ottobre. I leader europei hanno però precisato che il paese potrà lasciare l’Unione anche prima, nel caso in cui il Parlamento ratificherà il Withdrawal Agreement raggiunto con Bruxelles lo scorso novembre. Il Regno Unito sarà così portato a partecipare alle elezioni europee che si terranno alla fine di maggio, ma nel caso non volesse parteciparvi dovrà lasciare l’Ue il primo giugno, anche in assenza di un via libera parlamentare.

Macroeconomia: in Cina, i prezzi alla produzione sono saliti per la prima volta in nove mesi a marzo, uscendo dalla deflazione, in un segnale che gli sforzi del governo per sostenere l’economia stanno iniziando a rivitalizzare la domanda interna. Anche i prezzi al consumo sono balzati al massimo da ottobre 2018, grazie anche all’aumento dei prezzi della carne di maiale per l’allarme sulla febbre suina. In Germania, l’inflazione armonizzata finale a marzo si è confermata a +1,4% rispetto allo stesso periodo del 2018.

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