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Brexit: si apre una settimana decisiva

Brexit: si apre una settimana decisiva

Piazza Affari apre sui guadagni (Ftse Mib +0,34%). Moody’s ha lasciato invariato il proprio giudizio sul rating sovrano italiano a ‘Baa3’ con outlook stabile. Brexit: settimana cruciale per il futuro del percorso di uscita di Londra dalla Ue

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in rialzo, con il Ftse Mib che sale dello 0,34%. In testa ai rialzi Leonardo (+1,9%), seguita dal settore bancario: Banco Bpm +1,7%, UBI Banca +1,3%. Più staccate Intesa SanPaolo (+0,8%) e Bper Banca (+0,6%). Tra i ribassi, Juventus a -1,1%, Ferrari a -0,7% e STM a -0,6%.

L’agenzia di rating statunitense Moody’s ha lasciato invariato il proprio giudizio sul rating sovrano italiano a ‘Baa3’ con outlook stabile dopo il downgrade di un notch del rating operato lo scorso ottobre. Il prossimo appuntamento è quello con S&P che sarà chiamata a pronunciarsi sul rating sovrano (attualmente ‘BBB’ con outlook negativo) il 26 aprile, a un mese esatto dalle elezioni europee.

Atlantia (EUR 22,00): l’Ad Giovanni Castellucci, chiedendo se la società fosse interessata alla privatizzazione dell’operatore aeroportuale di Parigi, ha detto al Corriere della Sera che si tratta di un progetto complesso e che la tempistica dell’operazione è imprevedibile.

Mediaset (EUR 2,82): l’Ad Pier Silvio Berlusconi ha detto in un’intervista al Corriere della Sera che il gruppo punta a crescere all’estero e a diventare l’unico emittente televisivo free-to-air europeo.

Salini Impregilo (EUR 2,08): ha svalutato l’esposizione verso il Venezuela per 165,5 mln e ha chiuso il 2018 con un utile netto in crescita a 180 mln.

Saipem (EUR 4,82): sta cercando di coinvolgere i grandi concorrenti statunitensi in joint venture, ma finora non è riuscita a garantirsi accordi per partecipazioni in operazioni di perforazione valutate fino a 1,5 mld.

TIM (EUR 0,54): Vivendi chiede a Consob e al collegio sindacale un’indagine sulla governance di Tim. CDP, che detiene la metà di Open Fiber e ha una partecipazione di poco inferiore al 10% in Telecom Italia, ha una serie di colloqui in programma con gli azionisti tra cui Vivendi purché siano d’accordo sull’idea di una rete unica, secondo Il Messaggero domenica.

Chiusura di settimana sui guadagni per la piazza azionaria di Wall Street dopo il close poco mosso della vigilia. A conclusione della giornata di scambi infatti, il Nasdaq 100 ha guidato l’ascesa con un +0,88%. Bene a fine giornata pure il Dow Jones a +0,54% e l’S&P 500 a +0,50%. Nel settore delle telecomunicazioni, i titoli della At&t hanno strappato un rialzo dell’1,32% dopo che gli analisti di Raymond James hanno migliorato la raccomandazione sul titolo ad Outperform da Market Perform, fissando un prezzo obiettivo a USD 34 per azione. Nel settore dei semiconduttori, le azioni della Broadcom hanno piazzato un rally dell’8,24% in scia dei conti del primo trimestre dell’anno fiscale che hanno evidenziato profitti al di sopra delle attese. Nel settore auto, Tesla ha invece lasciato sul parterre il 5,01% nonostante l’annuncio relativo al lancio del nuovo SUV compatto Model Y. Il veicolo non sarà disponibile fino alla seconda metà del 2020, più tardi del previsto, e condividerà circa il 75% delle componenti della Model 3, permettendo così di contenere i costi di produzione. Il prezzo di lancio è stato fissato a USD 39 mila.

L’azionario dell’Asia chiude in rialzo, sulle aspettative di una Fed dovish: il Fomc si riunirà nelle giornate di martedì e mercoledì, con il mercato che prevede tassi fermi ai livelli attuali e un outlook posizionato su minori strette monetarie a causa di un’economia più debole. Tokyo ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,62% a 21.584,50 punti, trainata dai guadagni dei titoli hi-tech dopo la performance positiva, lo scorso venerdì, di Wall Street. Positiva anche la borsa di Shanghai, con un rialzo fino a +1,86%; Hong Kong +0,98%, Sidney +0,25%, Seoul +0,12%.

Dati Giappone: in febbraio le esportazioni hanno segnato un calo per il terzo mese di fila registrando -1,2% a perimetro dopo il +8,4% di gennaio. L’import nello stesso mese ha visto un -6,7% su anno. Quanto alla bilancia commerciale, è stato registrato un surplus di 339,0 miliardi di yen a fronte di attese per 310,2 miliardi.

Cambi: Eur/Usd a 1,1338. Il dollaro si lecca le ferite dopo che i dati Usa hanno alimentato le scommesse che la Fed possa tagliare i tassi nel corso dell’anno, mentre la sterlina scambia in area massimo di nove mesi sulle speranze di un rinvio della Brexit.

Commodities: petrolio Wti a USD 58,38 al barile. Prezzi misti, da un lato, zavorrati dai timori che un rallentamento dell’economia possa intaccare la richiesta di greggio, dall’altro, sostenuti dai tagli alla produzione Opec e alle sanzioni Usa contro Iran e Venezuela.

Obbligazionario: futures Bund in rialzo di 3 tick a 164,17 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 241 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,464%.

Brexit: si apre una settimana cruciale per il futuro del percorso di uscita di Londra dalla Ue. Mercoledì il parlamento sarà chiamato a esprimersi sull’accordo raggiunto dalla premier May con Bruxelles. Giovedì è in agenda il summit Ue in cui i leader europei prenderanno in esame la richiesta britannica di rinvio della Brexit oltre la data del 29 marzo.

Usa-Cina: la scorsa settimana era emerso che l’incontro tra il presidente Donald Trump e Xi Jingping sarebbe stato rimandato ad aprile. Nelle ultime ore invece, citando fonti anonime, il South China Morning Post riporta che l‘incontro sarebbe stato spostato addirittura a giugno.

Macroeconomia: inizio di settimana povero di indicazioni di rilievo. L’agenda macro di oggi prevede la sola pubblicazione della bilancia commerciale dell’Eurozona. Le attese degli analisti prevedono un netto peggioramento del dato, che dovrebbe scendere in deficit di EUR 8 mld, con la rilevazione precedente che invece evidenziava un surplus di 17 mld.

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