Cambi Eur/Usd a 1,2314

Cambi Eur/Usd a 1,2314

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre poco mossa, il Ftse Mib perde circa lo 0,05%. Avvio di seduta sulla parità anche per gli altri principali listini europei. Ubi Banca ha smentito categoricamente l’esistenza di un dossier o di qualsiasi tipo di negoziazione con Monte dei Paschi. Entra nel vivo con l’offerta a medio lungo la tornata di aste di metà mese del Tesoro, che mette a disposizione EUR 6,25-7,75 mld in Btp a 3,7 e 30 anni. Nel dettaglio saranno offerti 2-2,5 mld del Btp ottobre 2020 che, in chiusura sul secondario, offriva un rendimento in area 0,08% contro 0,04% dell’asta di gennaio; a disposizione inoltre 2,5-3 mld del Btp novembre 2024, il cui rendimento in chiusura sul secondario si attestava in area 1,44% contro 1,35%, rendimento di aggiudicazione dell’asta di un mese fa. Infine, saranno offerti 1,75-2,25 mld del Btp marzo 2048, riaperto l’ultima volta ad ottobre, quando venne assegnato al rendimento di 3,33%, mentre in chiusura sul secondario ieri passava di mano ad un tasso di 3,14%.

Banca Mediolanum (EUR7,30): ha archiviato il 2017 con un utile netto di 380 mln (-3%) ed un incremento del 15% delle commissioni di gestione a 976 mln grazie alla raccolta netta in fondi e gestioni. Eni (EUR13,48): la produzione dell’enorme giacimento offshore Zohr, nel Mediterraneo egiziano, raggiungerà i 2,9 mld di piedi cubi (bfc) di gas al giorno entro metà 2019, secondo l’AD Claudio Descalzi.

Dopo una settimana difficile, quella appena trascorsa, la piazza azionaria di Wall Street ha inaugurato la nuova ottava all’insegna dello shopping. Prolungando il rimbalzo di venerdì scorso, infatti, il Dow Jones al suono della campanella di chiusura ha guadagnato l’1,70% a 24.601,27 pts. Molto bene al close anche il Nasdaq, +1,56% a 6.981,96 pts, e l’S&P 500, +1,39% a 2.656 pts. Nel settore dei servizi ICT, le azioni della CSRA hanno messo a segno un rally del 31,12% dopo che la General Dynamics ha lanciato un’offerta d’acquisto sulla società a USD 40,75 per un controvalore complessivo dell’operazione che è pari all’incirca a USD 9,6 mld.

La borsa giapponese ha chiuso oggi ai minimi degli ultimi 4 mesi dopo aver inizialmente aperto in rialzo recuperando momentaneamente il brusco tonfo della settimana scorsa. L’indice Nikkei ha perso lo 0,65% a 21.244,68 pts. La borsa è apparsa più tonica rispetto ai giorni passati (ieri era chiusa per festività) ma gli investitori sono rimasti cauti in attesa dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti che saranno pubblicati questa settimana. Shanghai chiude in rialzo dell’1%, mentre Hong Kong guadagna l’1,12%.

Usa: il presidente Usa ha presentato il proprio piano di bilancio federale che prevede, tra l’altro, la mobilitazione di USD 200 mld di fondi per il rinnovo delle infrastrutture, capaci di stimolare 1.500 mld di investimenti in 10 anni.

BoJ: dai commenti di alcuni esponenti politici giapponesi, tra cui il premier Abe, arrivano conferme, seppur indirette, alle indiscrezioni stampa secondo cui il governo avrebbe deciso di confermare Kuroda alla guida di Banca del Giappone per altri 5 anni.

Cambi Eur/Usd a 1,2314. Dollaro in discesa nei confronti della principali controparti, in un contesto di rinnovato appetito di rischio, dopo le turbolenze sull’azionario della settimana scorsa, che ha incentivato le puntate contro la valuta Usa.

Commodities: petrolio Wti a USD59,60 al barile. Secondo le stime dell’Opec, che ha varato un piano di tagli per ridurre l’eccesso di offerta, la domanda mondiale di greggio aumenterà più del previsto nel 2018, complice la buona salute dell’economia globale, ma il mercato tornerà in equilibrio solo verso la fine dell’anno e non prima, perchè le pressioni sui prezzi incoraggeranno gli Usa e altri paesi non aderenti all’organizzazione ad aumentare la produzione.

Obbligazionario: il Bund future di marzo ha aperto stamane in calo di 6 tick a 157,97. Lo spread Btp/Bund 10y è a quota 127,3 pts, con il rendimento del nostro decennale al 2,027%.

Macroeconomia: a mercati ancora chiusi, è in arrivo dalla Francia il dato sulle retribuzioni trimestrali misurato dall’indice ‘Non-farm payrolls’ atteso in mattinata dal Regno Unito il dato sull’inflazione dato dell’indice Cpi; la rilevazione, relativa al mese di gennaio, è attesa in calo sia su base mensile che su base annua. A chiusura mercati, oltreoceano, è in arrivo il dato API sulle scorte di greggio su base settimanale.