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Capital Group: “Ottimisti sulla solidità dei bond Em in valuta locale”

Capital Group: “Ottimisti sulla solidità dei bond Em in valuta locale”

Il contributo di Jeremy Cunningham, investment specialist di Capital Group, dedicata ai bond emergenti in valuta locale

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I Bond emergenti in valuta locale vengono considerati una buona opzione per diversificare la componente obbligazionaria del portafoglio. Qual è il livello dei flussi cedolari attualmente offerti dal segmento e cosa aspettarsi in termini di oscillazioni delle quotazioni in uno scenario di tassi al rialzo?

I bond degli Em in valuta locale rendono attualmente intorno al 6%. Nonostante la volatilità dovuta ai tassi d’interesse Usa in crescita, legati alle preoccupazioni su scambi, geopolitica e sentiment globale, siamo ottimisti rispetto alla solidità dell’asset class, soprattutto se consideriamo la crescita globale, stabile o in miglioramento.

Molte economie dei mercati emergenti sono ora in grado di resistere meglio a rendimenti dei Treasury più elevati, per una serie di ragioni. In primis il ribilanciamento in corso, tra cui una riduzione del disavanzo delle partite correnti e di quello fiscale, oltre a un passaggio dei prestiti da valuta forte a valuta locale. Diverse banche dei mercati emergenti, inoltre, stanno allentando le politiche monetarie, il che dovrebbe essere di supporto per il prezzo dei bond e per la crescita economica. Infine, le valutazioni di diversi mercati emergenti oggi riflettono meglio i fondamentali dei singoli Paesi rispetto al taper tantrum del 2013.

È importante però evidenziare che il debito emergente non è più una asset class omogenea e i singoli Paesi reagiranno in maniera differente a una crescita dei tassi Usa. I bond messicani, ad esempio, tendono a seguire la propensione al rischio generale, mentre quelli indiani sono per natura idiosincratici.

Ritenete che in questa fase di mercato la potenziale spinta alla performance di medio-lungo termine dell’asset class derivante dalla rivalutazione delle divise locali possa rappresentare un’opportunità per l’investitore europeo?

Sì, in Capital Group ci aspettiamo che il dollaro inizi un ciclo di indebolimento pluriennale, passando da sopra a sottovalutato, anche se il momento esatto in cui il dollaro raggiungerà il massimo è imprevedibile. Ci aspettiamo che il dollaro si indebolisca con il crescere del deficit delle partite correnti, di quello fiscale e dell’inflazione Usa, che ribalterebbero l’effetto positivo dei tassi Usa più alti. Si tratta di una view sui 2-3 anni, ed è possibile che la valuta sia interessata da un ultimo rimbalzo nel breve periodo quando il mercato prezzerà in pieno il ciclo di rialzo dei tassi della Fed.
Per i mercati emergenti le divise più sottovalutate rispetto ai fondamentali sono la lira turca, il peso colombiano e il peso messicano, anche se tutte e tre potrebbero essere influenzate da eventi a breve termine che andrebbero a intaccare le correzioni di lungo periodo (politica, prezzo del petrolio, volatilità degli emergenti in generale).

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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