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Carmignac, l’anno della svolta

Carmignac, l’anno della svolta

«Il 2018 è stato un anno sfidante, ma allo stesso tempo è stato anche un anno di svolta per il gruppo». Con queste parole Didier Saint-Georges, managing director e membro del comitato d’investimento di Carmignac, ha dato il via alla tradizionale international press conference organizzata ogni anno a Parigi dalla società francese di asset management.

«E’ stato un anno impegnativo perché i mercati sono stati difficili, e le performance non sono state quelle che ci aspettavamo» ha spiegato Saint-Georges «di conseguenza i nostri fondi hanno visto riscatti per 9 miliardi di euro. Gli asset under management si sono attestati a fine anno a 42 miliardi di euro».
Ma il 2018 rappresenta anche un anno di svolta, perché Edouard Carmignac, storico fondatore e cio della casa francese di asset management, che quest’anno festeggia il suo trentennale, ha annunciato il suo ritiro dalla gestione diretta del fondo Carmignac Patrimoine, che è stato per lungo tempo il fiore all’occhiello della società, e che oggi vanta un patrimonio di circa 14,5 miliardi di euro. Edouard passa il testimone ai co-gestori Rose Ouahba e David Older, rispettivamente responsabili del comparto obbligazionario e del comparto azionario.

Il nuovo comitato d’investimento strategico

Edouard Carmignac rimarrà comunque cio della società e si focalizzerà sull’attività del nuovo comitato d’investimento strategico, costituito lo scorso anno, e di cui fanno parte anche Rose Ouahba, David Older, il responsabile del cross-asset Frédéric Leroux, e Didier Saint-Georges.

Il nuovo Strategic Investment Committee di Carmignac

Il nuovo Strategic Investment Committee di Carmignac

«Il ruolo di Edouard sarà quello di portare le sue riflessioni strategiche e il suo ben noto talento nell’individuare i trend di lungo periodo, competenze che storicamente sono state la principale fonte delle nostre performance e che sono una risorsa che va mantenuta» ha puntualizzato Saint-Georges.

«Abbiamo cercato di analizzare il problema delle performance che la società ha dovuto affrontare negli ultimi anni, per cercare di comprendere come mai, dopo un lungo periodo di ottimi rendimenti, i nostri fondi globali hanno iniziato ad avere qualche difficoltà» ha proseguito il managing director. Dopo aver esaminato tutta la gamma globale il team si è reso conto che «anche se stavamo producendo delle ottime analisi macroeconomiche, abbiamo lasciato che la capacità di trarre conclusioni in termini di direzione del mercato ci sfuggisse tra le dita» ha spiegato.

In questo quadro caratterizzato da alcune ombre non mancano però delle luci. Se va corretto il tiro nell’approccio top-down, l’impegno profuso negli ultimi anni nel produrre analisi bottom-up ha portato ottimi risultati, tanto è vero che nell’ultimo anno diversi fondi con strategie bottom-up hanno sovraperformato i loro benchmark di riferimento. «Il nostro fondo Long-Short European Equities» ha spiegato ancora Saint-Georges «l’anno scorso si è posizionato nel primo decile nella sua categoria» e dal lancio ha sempre sovraperformato l’indice di riferimento. Un risultato che è stato ottenuto proprio ed esclusivamente all’approccio bottom-up.

«Quindi la buona notizia è che la parte bottom-up del contributo alle performance è ormai consolidata ed è diventata una quota importante degli asset. Ora dobbiamo fare lo stesso lavoro sulla parte di strategie top-down, ed è su questo compito che si focalizzerà il comitato d’investimento strategico» ha concluso il manager.
Dopo trent’anni, per la società francese di asset management è giunto il momento di aprire un nuovo capitolo.