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Cicale e formiche in attesa del cambio del ciclo

Cicale e formiche in attesa del cambio del ciclo

Cicale e formiche in attesa del cambio del ciclo. Debito pubblico e costi legati all’invecchiamento della popolazione, le due sfide irrisolte che segneranno la capacità di far fronte alle sfide imposte dalla prossima recessione

Nessun è in grado di indicare con precisione quando arriverà la prossima recessione. L’unica cosa certa è che ogni anno che passa rende più vicino l’approssimarsi della fine del ciclo positivo in cui ci troviamo. Secondo i calcoli tradizionalmente utilizzati dalle principali agenzie di rating, l’espansione nei paesi industrializzati, considerati come un solo insieme, dura già da più di nove anni consecutivi. Anche se non ci sono segnali evidenti di forte rallentamento, il passaggio a una diversa fase del ciclo non può essere molto lontano. Si tratta di un passaggio naturale in un’economia di mercato.

Quello che preoccupa è la presenza di margini di manovra limitati per far fronte ai potenziali danni che una recessione apporterà alle finanze pubbliche e all’economia reale in generale. La mancata correzione del debito pubblico in molti paesi industrializzati avrà un peso di primo piano sui programmi che i governi dovranno implementare in termini di stabilizzatori automatici del welfare (prestazioni a favore dei disoccupati o altre misure di spesa a supporto di coloro che verranno espulsi dal mercato del lavoro).

Le cicale…
I paesi non affronteranno la prossima recessione disponendo delle stesse armi. Paesi come Grecia, Portogallo, Cipro, Francia e Italia non hanno approfittato del lungo letargo dei tassi provocato dal quantitative easing della Bce per mettere a posto i propri conti pubblici e lasciarsi dei margini di manovra sufficienti a far fronte al potenziale arrivo di una fase del ciclo economico meno favorevole. In tutti questi paesi, i governi hanno fatto poco o nulla per invertire il trend di aumento del debito pubblico nel lungo termine.

E le formiche..
Sul versante opposto, quello dei paesi dai conti pubblici virtuosi, troviamo Svezia, Irlanda, Svizzera, Olanda e Danimarca, che hanno puntato a ridurre i rispettivi livelli di indebitamento pubblico in questo lungo periodo di tassi prossimi allo zero (e tassi reali negativi) per favorire la costruzione di ammortizzatori tali da offrire ampio spazio di manovra alla politica fiscale in caso di scenario negativo.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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