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Cina: “Meglio concentrarsi su stock picking e valutazioni di singole azioni”

Cina: “Meglio concentrarsi su stock picking e valutazioni di singole azioni”

Hayian Li, analista Cina di Carmignac, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata all’azionario Cina

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Li-Labbé Haiyan, Carmignac

Hayan Li, Carmignac

Le azioni cinesi presentano un ratio P/e di 12,85, nettamente inferiore a quello dei listini azionari dei Paesi industrializzati. Secondo voi il dato indica una reale convenienza delle azioni cinesi o è un valore meno rilevante nel processo di valutazione di questo mercato?

Ad oggi, riteniamo che il mercato azionario cinese sia valutato correttamente. Tuttavia, ci sono numerosi mercati che necessitano di una diversificazione:

L’indice Msci China che scambia a 11,2 volte il rapporto prezzo/utili prospettico a 12 mesi. L’inclusione nell’indice di internet e del settore tecnologico dovrebbero contribuire a far aumentare le valutazioni. Ciononostante, è necessario far notare che le società tech di recente introduzione, caratterizzate da modelli di business disruptive, stanno spingendo al ribasso le valutazioni delle società retail e di consumo tradizionali.

Il mercato cinese H-share (comprende le società quotate alla Borsa di Hong Kong), che presenta valutazioni inferiori e che scambia a 8 volte gli utili dei prossimi 12 mesi. Tuttavia, considerando che l’indice è composto principalmente da società cicliche nei settori energetico e finanziario (di cui il 55% del comparto finanziario) e da società statali che registrano multipli inferiori, lo sconto rispetto ai mercati sviluppati e ad altri mercati cinesi sembra giustificato.

-Infine, il mercato cinese A-share che scambia a 10,4 volte gli utili a 12 mesi, al di sotto della sua media di lungo termine. Osserviamo molte società di qualità, ma la selettività in questo caso è essenziale perché le small cap tendono a registrare multipli più alti, mentre le società blue-chip hanno valutazioni più interessanti rispetto agli omologhi internazionali.

Preferiamo focalizzarci sullo stock picking e guardare alle valutazioni di ogni singola azione.

Molti indicano il ratio debito privato/Pil -attualmente al 160%- come una delle mine vaganti per il mercato finanziario cinese. Quali altri fattori potrebbero mettere in discussione le opportunità offerte dai listini domestici del gigante asiatico?

Il rapporto tra debito privato e Pil cinese ha raggiunto un livello elevato, il che significa che la Cina non può più fare affidamento sulla crescita alimentata dal credito e fintanto che il divario tra crescita del credito e Pil rimane sostanziale, la qualità della crescita ne sarà penalizzata. Tuttavia, questo dovrebbe essere pensato in prospettiva.

-Il governo cinese è consapevole di questo problema e ha fatto molti sforzi in termini di riduzione della leva, attraverso l’implementazione di molte misure volte a tenere a freno i prestiti ombra. La crescita complessiva del credito sembra essersi stabilizzata o è addirittura diminuita lievemente negli ultimi due anni;

-Se guardiamo ai dati del debito netto (al posto del lordo), questi sono di molto inferiori, poiché i governi locali e molte imprese statali detengono livelli significativi di denaro in contanti.

-La maggior parte del debito cinese è interno (ovvero detenuto dal governo cinese e da investitori locali). Infatti, nei mercati emergenti, l’alto debito estero ha dato avvio a gravi crisi. A questo proposito, la Cina ha un lieve debito estero che incide per l’8% sul Pil, a differenza degli Stati Uniti (in cui incide al 100%) o del Giappone (171%).

-Il governo cinese ha nei propri bilanci molti terreni di cui è proprietario e altri asset, che possono essere venduti in caso di problemi di liquidità.

-Infine, la Cina gode di uno tra i maggiori tassi di risparmio al mondo (il 46,5% della Cina contro solo il 17% degli Stati Uniti e il 25% della media mondiale a fine 2017), che comporta un cuscinetto fondamentale in tempi di deleveraging.

Gli altri fattori di rischio per il gigante cinese sono:

Guerra commerciale: ci aspettiamo un accordo onnicomprensivo tra Cina e Stati Uniti, grazie agli sviluppi positivi a cui abbiamo assistito nell’ultimo mese. Tuttavia, l’antagonismo ideologico tra le due nazioni non scomparirà a breve.

Il rallentamento del mercato immobiliare: la debolezza del mercato immobiliare nel 2018 e all’inizio del 2019 è pericolosa, poiché incide (direttamente o indirettamente) per il 25% sul Pil. La stiamo monitorando attentamente.