Cosa ci aspetta la settimana prossima

Cosa ci aspetta la settimana prossima. Il commento sui mercati nella prossima settimana a cura di Stefan Scheurer, director global capital markets & thematic research di Allianz Global Investors

Si attendono diversi dati interessanti dagli USA. Gli indicatori anticipatori come il Chicago Activity Index (lunedì), il Kansas City Fed Index sull’attività manifatturiera e il PMI manifatturiero di Markit (entrambi previsti per giovedì) dovrebbero segnalare ancora una moderata accelerazione della crescita. Mercoledì il verbale della riunione di aprile del FOMC potrebbe far luce sulla politica sui tassi della Fed nell’attuale contesto economico-finanziario; venerdì, a completare il quadro, usciranno le statistiche sugli ordini di beni di consumo durevoli. Il consensus prevede un calo della domanda in aprile, anche se dovrebbe proseguire la tendenza al rialzo degli ordini escluso il volatile settore dei trasporti.

Nell’Eurozona l’attenzione si concentrerà sui PMI manifatturieri relativi all’intera area e a Francia e Germania (giovedì). Sabato gli Stati Uniti prenderanno una decisione in merito a possibili dazi sulle auto europee. In Germania sarà particolarmente interessante il livello della fiducia delle imprese rilevato dall’ifo (giovedì), ritenuto un indicatore attendibile dei sei mesi successivi. Nel Regno Unito saranno protagonisti prezzi al consumo (mercoledì) e vendite al dettaglio escluse auto e benzina (venerdì).

In Asia sarà il Giappone al centro della scena. Gli ordini di macchinari (martedì) sono un segnale dell’attività di investimento e un indicatore anticipatore della produzione. Nel complesso, gli ordinativi contenuti degli ultimi mesi dovrebbero pesare sulla produzione industriale, a sua volta fortemente correlata alla crescita; non ci sorprenderebbe pertanto una lieve battuta d’arresto del PIL giapponese nel primo trimestre (lunedì). I dati commerciali (martedì) dovrebbero fornire maggiori indicazioni circa l’impatto della guerra dei dazi sull’economia nipponica. Nel frattempo, l’inflazione (core) dei prezzi al consumo (venerdì) non dovrebbe indurre la Bank of Japan a rimettere in discussione la politica monetaria estremamente accomodante nel prossimo futuro.

Active is: una gestione attiva

Questo mese l’ottimismo degli investitori internazionali, che era stato alimentato dai migliori dati sulla crescita e dalle speranze di una soluzione del conflitto commerciale, sembra aver lasciato il posto a un atteggiamento attendista. Aumenta l’acquisto di opzioni put e, secondo un sondaggio dell’American Association of Individual Investors (AAII), la percentuale di investitori “neutrali” è salita al 40%, il livello più alto in un anno. Dal punto di vista tecnico, i mercati azionari G3 sono, in alcuni casi, fortemente ipervenduti. C’è dunque un margine di rialzo. Ciononostante, l’escalation verbale nella guerra dei dazi sino-americana e le crescenti tensioni in Medio Oriente, suggeriscono di rimanere prudenti e pronti ad agire.