Debito/Pil eurozona in miglioramento. In controtendenza Grecia e Italia

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Debito/Pil eurozona in miglioramento. In controtendenza Grecia e Italia. Il livello di debito pubblico accumulato nel 2018 dai paesi che fanno parte dell’area euro si è posizionato in media all’85,1% del Pil, due punti meno del ratio registrato nel 2017

Si tratta del livello più basso dal 2010 (in base ai dati raccolti ed elaborati da Eurostat, l’officina di statistica europea. Il report indica la Grecia (con un ratio debito/pil del 181,1%) e l’Italia (con un ratio debito/ Pil del 132,2%) i paesi i più indebitati della macro-regione dopo aver registrato nuovi livelli massimi di indebitamento negli ultimi mesi.

Nonostante la diminuzione media del ratio debito/Pil archiviata nel 2018, il volume complessivo dei titoli di debito pubblico emessi da paesi dell’eurozona ha toccato i 9.850 mld di euro rispetto ai 9.760 mld del 2017. Il nuovo dato rappresenta anche il nuovo record storico.

Se si allarga l’orizzonte all’insieme dei paesi facenti parte dell’Unione Europea, il livello del ratio si è fermato all’80% nel 2018, in calo rispetto all’81,7% del 2017. Anche in questo caso, il volume complessivo ha subito un ulteriore accelerazione fino a quota 12.710 mld di euro rispetto ai 12.570 mld del 2017. Anche per questo valore si tratta del volume più elevato nella storia dell’UE.

Alla chiusura del 2018, i ratio più bassi di debito pubblico sono stati quelli di: Estonia (8,4%), Lussemburgo (21,4%), Bulgaria (22,6%), Repubblica Ceca (32,7%), Danimarca (34,1%) e Lituania (34,2%). Quattordici paesi membri hanno superato la soglia (consigliata dalle autorità europee) del 60%. Gli Stati con i ratio più elevati sono Grecia (181,1%), Italia (132,2%), Portogallo (121,5%), Cipro (102,5%), Belgio (102%), Francia (98,4%) e Spagna (97,1%).

Nel gruppo dei ventotto, solo tre paesi hanno sperimentato un peggioramento del ratio rispetto al dato archiviato nel 2017. Si tratta di Cipro (con un ratio lievitato dal 95,8% al 102,5%); Italia (con un ratio passato dal 131,4% al 132,2%); Grecia, con un ratio in accelerazione dal 176.2% al 181,1%.

Deficit sui minimi
Per il 2018, l’Eurostat ha analizzato anche il dato del deficit ed ha confermato che per l’insieme dell’eurozona il ratio è pari allo 0,5% del Pil (che equivale a 60.543 mln di euro, la metà rispetto a quanto accumulato nel 2017 e il valore più basso dall’inizio del nuovo millennio).

Nell’insieme dell’UE, il deficit è sceso nel 2018 allo 0,6% del Pil, quattro decimi in meno rispetto al 2017 (dato che equivale a 99.201 mln di euro, uno squilibrio tra entrate e uscite degli Stati sensibilmente inferiore ai 154.012 mln del 2017).

Nel gruppo dei ventotto, nel 2018 tredici paesi sono riusciti a ottenere un surplus: Lussemburgo (2,4%), Bulgaria e Malta (2% entrambe), Germania (1,7%), Paesi Bassi (1,5%), Grecia (1,1%), Repubblica Ceca e Svezia (0,9% entrambe), Lituania e Slovenia (0,7% entrambe), Danimarca (0,5%), Croazia (0,2%) e Austria (0,1%). L’Irlanda ha chiuso l’esercizio in perfetto equilibrio.

I deficit più elevati sono stati registrati da Cipro (4,8%) e Romania (3%), unici paesi ad aver superato il tetto del 3% fissato dal Patto di Stabilità e Crescita. Al di sotto del limite del 3% troviamo Spagna e Francia (entrambe al -2,5%), Ungheria (-2,2%), Italia (-2,1%), Regno Unito (-1,5%), Lettonia (-1%), Slovacchia, Finlandia e Belgio (-0,7%), Portogallo (-0,55) e Polonia (-0,4%).

Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.