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In Europa con la protezione delle opzioni

In Europa con la  protezione delle opzioni
Michael Nizard gestore del fondo Edr Europe Solve Edmond de Rothschild

Michael Nizard
gestore del fondo Edr Europe Solve
Edmond de Rothschild

Intervista a Michael Nizard gestore del fondo Edr Europe Solve Edmond de Rothschild

L’anno appena terminato è stato abbastanza disastroso per i mercati finanziari in quasi ogni settore e dappertutto; qual è la vostra visione attuale in termini di valutazione del rischio?

«Negli otto-nove anni che hanno preceduto il 2018 i mercati hanno avuto a disposizione un mix ideale di elementi che hanno favorito l’ottenimento di rendimenti eccellenti. Innanzitutto si è registrata una crescita discreta, anche se non certo forte, accompagnata però da un’inflazione estremamente tenue, il che ha favorito l’azione delle banche centrali. Queste ultime, notoriamente, hanno creato un grande ammontare di liquidità che ha non solo spinto al rialzo le quotazioni, ma ha al contempo anche abbassato continuamente la volatilità. Se analizziamo infatti quanto è successo quest’anno, vediamo che, per la prima volta dal 2009, l’anno si è chiuso con un valore mediano del Vix in crescita. Anche la volatilità realizzata ha visto un notevole aumento».

Che cosa vi attendete dunque per il 2019?

«Il trend dovrebbe proseguire, poiché si stanno invertendo tutti e tre i pilastri degli anni passati. Come si è visto di recente, il rientro alla normalità da parte della Federal Reserve, che sta togliendo qualcosa come 50 miliardi di liquidità al mese, non è certo privo di difficoltà. Al tempo stesso le condizioni finanziarie globali stanno diventando più strette, in particolar modo per gli emergenti. Infatti il dollaro rimane piuttosto forte, mentre i tassi statunitensi sono in rialzo. Infine, anche il quadro della crescita è meno benigno: quest’ultima appare in chiara decelerazione con alcune spinte inflative da non sottovalutare. Tutto ciò crea un ambiente di rischi per l’anno appena iniziato: non ci aspettiamo esplosioni, ma il trend di volatilità in crescita dovrebbe permanere. Va detto che il 2017 è stato un anno statisticamente inusuale, con solo il 2% di tutte le asset class che hanno fornito rendimenti negativi. Il 2018 è stato una risposta altrettanto inusuale di normalizzazione della situazione: oltre il 90% dei mercati ha chiuso con il segno meno, qualcosa che non succedeva dal 1901. Anche i  tassi Libor hanno sovraperformato i Treasury statunitensi, un evento che, in condizioni di mercato negative, non accadeva dai primi anni ‘80. Nel 2008, ad esempio, gli investitori poterono trovare ampio rifugio nel debito pubblico statunitense».

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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.

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