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Inchiesta

Esg, aumenta la sensibilità degli investitori italiani

Esg, aumenta la sensibilità degli investitori italiani

Investimenti Esg, nel corso della tavola rotonda organizzata dalla redazione di Fondi&Sicav abbiamo chiesto ai manager di Allianz Global Investors, Amundi Sgr, Axa Investment Managers e Fidelity International come è cambiata negli ultimi anni e come si sta evolvendo la sensibilità degli investitori italiani nei confronti delle tematiche legate alla sostenibilità. Ecco cosa ci hanno risposto.

«Oggi possiamo dire che ci si muove su un livello superiore rispetto al passato» ha spiegato Marco De Micheli, senior sales di Axa Investment Managers. «Nessun risparmiatore ormai acquista un asset perché ha l’etichetta generica Esg, come avveniva fino a pochi anni fa. L’investitore compra il fondo sulla gender diversity o sulla disruption o sull’education e si focalizza su temi molto più specifici. D’altronde, per fare un esempio, dei circa 750 miliardi di euro di asset under management in Axa IM, oltre 650 sono gestiti con criteri ambientali, sociali e di governance a vari livelli, e in futuro l’interezza delle nostre masse applicherà, sempre a vari livelli, criteri Esg».

«In Italia resta ancora elevato il divario rispetto ad altri Paesi europei (specie nordici) in termini di penetrazione Esg» ha evidenziato Donatella Principe, responsabile market e distribution strategy di Fidelity International. «Anche sul piano degli approcci Esg, c’è ancora spazio di miglioramento: l’esclusione resta di gran lunga la strategia più seguita, ma lasciano ben sperare i trend in accelerazione dell’approccio best in class e in generale dell’Esg integration. Esiste poi un ulteriore gap in Italia tra gli investitori istituzionali, come fondi pensione e compagnie assicurative, e quelli retail (sia promotori, sia clienti finali). Tuttavia la situazione è in fluido miglioramento sotto molti fronti: non solo l’Italia è stata leader nell’adozione di una legge sulle banche etiche, ma vanno considerate le iniziative dell’Ivass che seguono la direttiva europea Solvency II e le linee guida di Eiopa, e quelle dell’Assofondipensione con il suo comitato Sri; per non parlare della guida di Borsa Italiana sul reporting Esg per le società quotate. Se già oggi un investitore finale italiano su due si dichiara interessato a investire secondo criteri Esg, questo è uno degli ambiti nei quali la formazione diventa particolarmente rilevante. Una sfida che l’Anasf sembra avere attivamente raccolto. Ecco perché è molto importante l’aumento d’iniziative nazionali legate all’Esg, non solo come conferma del crescente interesse sul tema, ma anche come veicolo per la penetrazione dei messaggi: oggi la Sri week è un evento consolidato in Italia e lo stesso Salone del risparmio, che già nel 2018 aveva posto grande attenzione all’ Esg, quest’anno ha fatto della sostenibilità il suo tema chiave».

«Nello scorso decennio notavo un’attenzione limitata in Italia, ora però le cose sono cambiate» ha proseguito Paolo Proli, head of retail distribution di Amundi Sgr, il quale ha sottolineato che «un momento di svolta importante è stato l’Expo del 2015: il tema “Feeding the planet, energy for life” è stato di grande stimolo alla sensibilità Esg nel nostro Paese».

«I progressi sono numerosi e profondi: se fino a pochi anni fa il tema non era particolarmente sentito a livello retail, mentre a livello istituzionale ci si limitava a chiedere una lista di esclusione di alcuni investimenti, oggi, specialmente le nuove generazioni stanno mostrando una sensibilità straordinaria nei confronti soprattutto del tema del cambiamento climatico» ha concluso Isabel Reuss, head of Sri research di Allianz Global Investors. «Basti pensare alla partecipazione al recente sciopero degli studenti per il clima. Questo è un esempio di come i progressi verso una maggiore sostenibilità siano il risultato di un’indubbia importante spinta legislativa, accompagnata al contempo da fondamentali spinte dal basso da parte delle persone e delle aziende, cui va riconosciuto in molti casi un forte merito per i progressi fatti».

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

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