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Etf, il lupo travestito da agnello

Etf, il lupo travestito da agnello

Etf, il lupo travestito da agnello. Questa era la definizione preferita da John Bogle per criticare gli Etf azionari, figli dei suoi prediletti fondi indice

John Bogle era solito dire di essere solo il secondo migliore venditore di Vanguard perché il primo è Warren Buffett. Buffett è noto a tutti per essere uno dei migliori –sicuramente il più popolare- investitore attivo della storia dei mercati. Nonostante ciò, l’oracolo di Omaha ha sempre raccomandato la gestione passiva a basso costo come destinazione ideale per i soldi dei piccoli risparmiatori.

Bogle è stato il padre della gestione passiva con il lancio dei fondi indice, sfociati successivamente negli Etf. Il successo di Bogle è legato alla rottura con l’industria tradizionale del risparmio gestito realizzata con strumenti a gestione passiva. Da allora è partita una guerra sui costi che arriva ai giorni nostri. Fino al punto che alcuni media Usa hanno diffuso la notizia che sarebbero già pronti degli Etf da vendere a commissioni zero ad alcuni fondi pensione Usa in cambio di contratti di mandato. Attualmente, negli Usa, gli Etf più popolari focalizzati sull’indice Standard and Poor’s 500 (iShares- BlackRock, Vanguard, Spdr-State Street) vengono commercializzzati con costi annui di gestione inferiori allo 0,05% del capitale investito.

La rivoluzione ha avuto origine nel 1975 con il primo fondo indice che Bogle, attraverso Vanguard, ha lanciato sul mercato. Bogle lo fece dopo aver elaborato l’idea all’interno della sua tesi di dottorato discussa presso l’Università di Princeton. La partenza è stata lenta e l’accelerazione della gestione passiva è intervenuta negli ultimi due decenni, in particolare dopo lo scoppio della bolla speculativa sui titoli tecnologici nel 2001.

L’argomentazione di Bogle era semplice. Secondo i suoi calcoli, il rendimento annualizzato di Wall Street è stato del 9,5% nel secolo scorso e la ‘magia’ dell’interesse composto consente al patrimonio di lievitare non poco nel medio-lungo termine. Nel mercato Usa è molto popolare la ‘regola del 72’, che sostiene il raddoppio del capitale investito in un lasso di tempo ottenuto dividendo il 72 per il rendimento annualizzato. Nel caso di un rendimento annuo del 9,5%, gli anni indicati dalla regola sarebbero 7 e mezzo.

Bogle ha sempre sostenuto che è molto più razionale replicare gli indici piuttosto che dedicare tempo alla selezione di titoli che consentano potenzialmente di batterli. Diversi studi hanno confermato che appena il 10% dei fondi a gestione attiva ha saputo fare meglio dei rispettivi indici di riferimento. Il fondatore di Vanguard sosteneva anche che il problema della gestione attiva risiedeva nell’impossibilità di centrare risultati ottimali nel lungo termine. Secondo l’esperto, i dati sulle performance dimostravano che i fondi capaci di battere un indice per cinque anni mostravano tutta la loro debolezza negli anni successivi. Su un totale di 1.440 prodotti, i venti fondi azionari Usa a gestione attiva best performer tra il 1995 e il 2000, hanno finito con l’occupare posizioni mediocri nei cinque anni successivi ( prossime al posto 620 della graduatoria delle performance).

Alla fine del suo percorso di investitore, Bogle non ha evitato critiche alle conseguenze del mondo che aveva contribuito a costruire e diffondere. Secondo Bogle, il trading e la liquidità immediata offerti dagli Etf –in particolare quelli azionari- sono fattori negativi per i risparmiatori retail. Gli Etf vengono negoziati come semplici azioni e questo, a detta di Bogle, può destabilizzare non poco i mercati e la strada che ogni investitori retail dovrebbe perseguire: incrementare i propri risparmi nel lungo termine. Per Bogle gli Etf azionari sono fondi disegnati per facilitare la compravendita dei titoli azionari che li compongono (fare trading). Ecco perché Bogle definì gli Etf –figli dei suoi fondi indice- dei ‘lupi travestiti da agnelli’.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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