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Etf che replicano trend materie prime: strategia efficace?

Etf che replicano trend materie prime: strategia efficace?

Luca Vaiani, head of Investment Strategy di Fideuram Investimenti Sgr, chiude l’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata alla correlazione tra inflazione e prezzi delle materie prime

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Luca Vaiani, Fideuram Investimenti Sgr

Prezzi delle materie prime e inflazione tendono a muoversi nella stessa direzione. Secondo voi, il recente recupero dell’inflazione è imputabile quasi del tutto al recupero delle quotazioni delle materie prime o credete che ci siano anche altre variabili a supporto dell’aumento dei prezzi al consumo?

“Il graduale rialzo dell’inflazione sia in Usa sia in Europa appare solo in parte spiegato dall’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. In Usa anche altri elementi sono importanti, tra cui un graduale rialzo dei salari, l’aumento dei prezzi nel settore farmaceutico, e l’effetto sui prezzi all’importazione che deriva dal deprezzamento del dollaro occorso lo scorso anno. In Europa le dinamiche inflative sono più contenute, ma comunque in rialzo.

Pensiamo che il graduale rialzo dei prezzi possa continuare nei prossimi mesi, sebbene non in modo troppo marcato. Il rischio di un rialzo dell’inflazione in una misura superiore alle nostre attese è prevalentemente funzione di dinamiche del costo del lavoro più robuste di quanto oggi rilevato, vale a dire la possibilità negli Stati Uniti che il mercato del lavoro smetta di assorbire nuovi occupati e che il costo marginale di assumere salga.

È vero però che in una fase del ciclo economico avanzata e caratterizzata da inflazione in crescita ma ancora non prossima a una fase recessiva, quale quella attuale, le materie prime tendono a fare bene. Peraltro, dopo un lungo periodo di rivalutazione degli asset finanziari per via di politiche monetarie fortemente espansive, la fase iniziale di rialzo dei tassi di interesse favorisce gli asset reali.

L’analisi dei flussi d’investimento conferma che i veicoli d’investimento (fondi comuni ed Etf) focalizzati sulle materie prime stanno catalizzando l’attenzione degli investitori. Credete che si tratti di una caccia a strumenti in grado di offrire una protezione adeguata da eventuali accelerazioni dell’inflazione o di opportunità d’investimento offerte dai fondamentali delle materie prime in generale?

Nel corso degli ultimi anni gli Etf legati alle materie prime sono diventati uno strumento sempre più utilizzato dagli investitori. Tuttavia, la volatilità dei prezzi delle materie prime è significativamente più alta di quella dei prezzi al consumo e la correlazione tra i due è positiva, ma non altissima.

L’investimento in Etf che replicano l’andamento delle materie prime non appare una strategia puntuale per coprire i portafogli dal rischio di inflazione nonostante la correlazione di lungo periodo sarà prevedibilmente positiva. Potrebbe essere più efficace in momenti di forte accelerazione dei prezzi, che non appaiono però lo scenario di riferimento attuale.

Infine, con gli Etf non si ottimizza la componente di rolling yield che caratterizza la struttura a termine delle curve dei prezzi delle materie prime, perdendo, potenzialmente, una fonte di remunerazione che l’asset class offre.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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