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Ue-Usa: continua escalation dazi commerciali

Ue-Usa: continua escalation dazi commerciali

Piazza Affari apre in rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,53%. Wall Street chiude sui guadagni grazie alle trimestrali del settore bancario.  Eu-Usa: continua escalation dazi commerciali

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre positiva, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,53%. Estende i rialzi il settore bancario, con UBI a +2,2%, seguita da Bper Banca e Banco Bpm a +1,9%. Ribassi per Eni e Campari (-0,4%).

Tria da Washington ha detto che agli Spring Meetings di Fmi e Banca Mondiale la questione del debito italiano non è stata sollevata anche se la preoccupazione esiste, hanno scritto i giornali ieri. Venerdì il ministro si era detto fiducioso che Roma riuscirà a superare l’esame di Bruxelles sul debito nonostante gli ultimi dati ufficiali indichino un trend ancora in crescita.

Cattolica Assicurazioni (EUR 8,70): l’assemblea degli azionisti ha confermato Alberto Minali nel ruolo di Ad e Paolo Bedoni in quello di
presidente. Approvata anche la distribuzione del previsto dividendo di EUR 0,40 per azione.

Italgas (EUR 5,53): partirà oggi l’offerta di acquisto non vincolante per gli asset di distribuzione del gas di Ascopiave. L’intento della società è quello di proporre un progetto industriale di partnership che aiuti entrambe le società a valorizzare i propri asset.

Mediaset (EUR 2,76): ha reso noto sabato che non sono in corso colloqui per una fusione con la tedesca Prosiebensat1, smentendo quanto scritto dal Sole 24 Ore che parlava di una trattativa in corso tra le due società per un’integrazione da realizzare attraverso uno scambio azionario.

Safe Bag (EUR 4,31): ha deciso di conferire l’incarico al presidente per avviare le attività propedeutiche alla doppia quotazione, sulla Borsa di New York, per la precisione sul listino Nasdaq. Il processo dovrebbe durare circa 90 giorni e dovrebbe quindi concretizzarsi entro fine luglio.

Tim (EUR 0,51): ha chiesto all’autorità per le tlc di rinviare il verdetto sul progetto di separazione della rete avanzato dall’ex AD Genish, in quanto esso verrà modificato di pari passo col procedere dei colloqui tra Tim e Open Fiber su una possibile rete unica nazionale.

Chiusura di settimana sui guadagni per la piazza azionaria di Wall Street spinta in alto, in particolare, dalle trimestrali nel settore bancario. Nel dettaglio, al suono della campanella, il Dow Jones ha fatto meglio di tutti con un guadagno dell’1,03%. Semaforo verde al close pure per l’S&P 500 (+0,66%)e il Nasdaq 100 (+0,44%). Tra le Large Caps, i titoli della JP Morgan Chase & Co. hanno piazzato un balzo del 4,69% dopo che la società ha alzato il velo sui dati del primo trimestre fiscale del 2019. Nel dettaglio, la società ha archiviato il Q1 con un utile per azione a USD 2,65 rispetto ai USD 2,32 attesi dal mercato. Anche i ricavi netti, a USD 29,1 mld, si sono attestati ben al di sopra delle previsioni di consenso posizionate a USD 28 mld. Tra gli altri titoli del settore bancario, bene pure Citigroup (+2,29%) e Goldman Sachs (+2,47%) che comunicheranno i dati trimestrali prima dell’apertura ufficiale delle contrattazioni. In controtendenza Wells Fargo (-2,64%), nonostante una trimestrale con utili e ricavi sopra le previsioni degli analisti. A penalizzare il titolo, il margine di interesse netto che ha mancato le stime, attestandosi al 2,91%. Nel settore petrolifero, le azioni della Chevron perdono il 4,94% dopo l’ufficializzazione dell’acquisto di Andarko Petroleum (+33,01%) per USD 33 mld in cash e azioni. In base ai termini dell’accordo, Chevron acquisterà ogni azione di Andarko per USD 65, con un premio del 398% sul prezzo di chiusura del titolo nella giornata di giovedì.

Le borse asiatiche aprono la settimana in crescita e si muovono intorno ai massimi degli ultimi 9 mesi sull’onda delle aspettative positive circa l’esito del confronto Usa-Cina sulle regole del commercio internazionale e dei dati del credito e dell’export cinesi in marzo. Tokyo registra un netto rialzo dell’1,37%. Shanghai (+0,42%) e Hong Kong (+0,30%) si muovono in territorio positivo sospinte dai dati sull’andamento dei prestiti bancari. Inaspettatamente a marzo i prestiti alle imprese sono cresciuti e hanno raggiunto un massimo trimestrale dopo l’invito del governo cinese al sistema bancario di non fare mancare alle imprese il credito.

Cambi: Eur/Usd a 1,1307. L’euro tiene dopo il rialzo di venerdì su flussi speculativi legati al Giappone.

Commodities: petrolio Wti a USD 63,52 al barile.

Obbligazionario: futures Bund in rialzo di 3 tick a 164,65 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 233 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,37%.

Usa-Cina: il segretario del Tesoro Usa Steven Munchin spera che le parti siano “vicine al giro finale” di colloqui.

Eu-Usa: Bruxelles avrebbe stilato una lista di prodotti importati dagli Usa per un valore di circa EUR 20 mld su cui potrebbe imporre dazi, dopo la minaccia di Washington di imposte aggiuntive su una serie di beni Ue come ritorsione contro i sussidi europei al settore aereo.

OCSE su Giappone: per il Giappone è essenziale alzare le imposte sulle vendite dall’8% al 10% per aumentare le entrate, dice l’Ocse, segnalando la necessità per il Paese di contenere la spesa sanitaria e aggiungendo che gli acquisti di Etf da parte di Banca del Giappone starebbero distorcendo il mercato azionario.

Macroeconomia: si apre in sordina però una settimana piuttosto intensa sul fronte macro, con importanti indicazioni tra cui spiccano il Pil cinese e gli indici Pmi dell’Eurozona e Zew tedesco. Oggi, in arrivo i dati di Bankitalia sul controvalore del portafoglio di titoli di Stato italiani detenuti da soggetti esteri in gennaio. In dicembre era sceso ancora a EUR 634,393 mld da 646,883 mld del mese precedente, nuovo minimo da dicembre 2013.

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