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Fed conferma costo del denaro

Fed conferma costo del denaro

Piazza Affari in calo in avvio con il Ftse Mib che perde lo 0,64%. La Fed annuncia di mantenere i tassi invariati, in linea con le attese dei mercati. In Cina l’indice dei prezzi alla produzione rallenta la crescita 

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari in calo in avvio: il Ftse Mib scende dello 0,64%. Male TIM (-3,3%) che nei conti trimestrali ha evidenziato una svalutazione di EUR 2 mld e Leonardo (-4,3%), a causa di una trimestrale priva di spunti positivi per il futuro. Al contrario, Unipol (+1,5%) e Ferragamo (+4,3%) salgono dopo il rilascio dei conti dei primi nove mesi.

Lega e Movimento Cinque Stelle hanno raggiunto un accordo sulla sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio entro
gennaio 2020, chiudendo un confronto che aveva alimentato forti tensioni nell’esecutivo.

Allianz (EUR 187,02): ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto in rialzo del 24% su anno a EUR 1,936 mld da 1,877 mld delle attese degli
analisti e ha confermato i target sul 2018;

Leonardo (EUR 9,72): nel terzo trimestre ha visto nuovi ordini assestarsi a EUR 3,4 mld, grazie soprattutto all’acquisizione di un contratto in Qatar da EUR 3 mld, e ricavi in aumento a EUR 8,2 mld. Il risultato netto di 263 mln beneficia del rilascio di parte del fondo stanziato a fronte delle garanzie prestate in occasione della cessione della partecipaione in Ansaldo Energia. In considerazione dei risultati ottenuti e delle aspettative per i prossimi mesi del 2018, Leonardo ha confermato la guidance formulato lo scorso luglio;

UnipolSai (EUR 3,63): ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con un utile netto di EUR 862 mln da 430 mln dello stesso periodo del 2017 e dopo la plusvalenza di 309 mln generata dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita. L’indice di solvibilità consolidato è pari al 201% in
diminuzione da 210% di fine dicembre prevalentemente a causa dell’allargamento dello spread sui titoli governativi italiani.

Wall Street non reagisce univocamente all’annuncio della Fed di mantenere i tassi invariati, decisione tra l’altro altamente prevista dai mercati: al termine della giornata di scambi il Dow Jones ha strappato un rialzo frazionale dello 0,04%, grazie agli acquisti su titoli come American Express (+1,11%), Walgreen Boots Alliance (+1,19%), McDonald’s (+0,64%) e UnitedHealth (+0,71%), mente hanno segnato il passo Caterpillar (-2,77%) e Exxon Mobil (-1,59%). L’S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno invece perso rispettivamente lo 0,25% e lo 0,62%. In particolare, Roku ha fatto registrare un crollo del 22,29% dopo che la società di telecomunicazioni ha rilasciato stime deludenti sui profitti attesi per il corrente trimestre fiscale.

Sfumato l’effetto positivo legato alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, l’azionario dell’area Asia/Pacifico staziona poco sopra la parità e ritraccia dal massimo di circa 30 giorni. Tokyo ha chiuso la seduta in calo dell’1,05% azzerando buona parte dei guadagni registrati nell’arco della settimana. I titoli finanziari spingono al ribasso Hong Kong (-2,36%), dopo che il presidente dell’organismo che vigila su banche e assicurazioni ha annunciato che saranno fissati obiettivi di erogazione del credito a sostegno delle imprese private, e Shanghai (-1,3%).

Cina: l’indice dei prezzi alla produzione ha mostrato una crescita annua di 3,3% da 3,6% di settembre, in linea alle attese degli analisti. L’indice dei prezzi al consumo ha mantenuto un ritmo di crescita annuo di 2,5%, anche in questo caso in linea alle attese. Il rallentamento probabilmente indurrà Pechino a mettere in campo misure espansive per fronteggiare le conseguenze della disputa commerciale con gli Stati Uniti.

Cambi: Eur/Usd a 1,1342. Dollaro in rialzo nei confronti dell’euro, sostenuto dall’esito del comitato di politica monetaria di Federal Reserve,
che appare orientato ad una nuova stretta del costo del denaro a dicembre.

Commodities: greggio a USD 60,63 al barile. Poco mosse le quotazioni petrolifere, in un mercato che resta sotto pressione sui timori di un
rallentamento dell’economia mondiale.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo di 11 tick in apertura a 159,49 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 297 pb, con il rendimento del nostro decennale al 3,39%.

Macroeconomia: la Federal Reserve ha confermato a 2-2,25% il riferimento per il costo del denaro e rimane orientata a guidare
gradualmente i tassi d’interesse verso l’alto, procedendo ad una nuova stretta a dicembre, alla luce di un’economia in buona salute, la cui unica
ombra è rappresentata da un rallentamento della crescita degli investimenti. Banca d’Italia pubblicherà i dati mensili sui principali indicatori bancari relativi a settembre:n agosto il tasso di crescita complessivo dei prestiti al settore privato è stato di 2,6% su anno dopo il
2,5% di luglio, mentre sul fronte della raccolta bancaria, in agosto la crescita dei depositi si era attestata a 4,3% annuo da +4,7% di luglio.

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