Fine del ciclo per l’economia Usa?

Fine del ciclo per l’economia Usa?

Fine del ciclo per l’economia Usa?. Questa settimana l’attenzione sarà rivolta al rilascio del dato di inflazione Usa di gennaio, previsto per mercoledì. Il weekly a cura di Cassa Lombarda

Un dato (molto) forte potrebbe riprezzare al rialzo le aspettative del mercato rispetto ai tre rialzi già nei prezzi. Secondo alcuni analisti, l’economia americana si trova nella fase finale del ciclo di crescita. Noi di Cassa Lombarda riteniamo di poter dubitare di questa visione. Il pieno impiego è stato sì superato, ma l’economia non è ancora surriscaldata, con l’inflazione ancora sotto il target. Riteniamo che la fine del ciclo per causa di stretta monetaria non sia ancora in vista. Questi episodi di volatilità conseguono al tentativo di alcuni di anticipare l’inversione ma vanno piuttosto sfruttati in ottica costruttiva finché permane la crescita degli utili, necessario presupposto per il sostegno delle quotazioni e il prolungamento del trend.
Continua la stagione delle trimestrali Usa così come quella europea, che in settimana vedrà nomi quali Heineken, Airbus, Nestle, Air Liquide, Vivendi, EDF, Danone, Eni, Credit Agricole, Credit Suisse, Aegon e Allianz.

EZ: nuovi record per i Pmi. Fiducia investitori in consolidamento (sui massimi) e vendite deceleranti

I dati finali degli indici delle attività Pmi sono stati migliori delle già forti anticipazioni e delle attese, con quello Composto ai massimi dal 6/06 indicando una probabile prosecuzione del trend di crescita. L’indice di fiducia degli investitori è, invece, calato dai massimi dal 7/07 con un contributo misto delle sue due componenti. Il procedere della crescita economica, con l’occupazione ai massimi decennali, contribuisce a mantenere sui massimi la valutazione della Situazione corrente. Viceversa, la correzione dei mercati e il permanere di incertezze conseguenti a tensioni politiche e internazionali contribuiscono a ridurre dai massimi la componente Aspettative, che comunque resta storicamente elevata. È calato anche il volume delle vendite di dicembre, prolungando un periodo di discontinuità dei dati e riportando la crescita tendenziale al livello di un anno fa.

US: ISM Servizi spettacolare, mercato lavoro e benessere consumatori sempre al top

Gli indici di attività hanno dato segnali misti, con i Pmi in ritracciamento ai valori di metà 2017 ma il più importante ISM Non Man. (che rappresenta il 90% del Pil americano) al nuovo massimo dall’8/05, con il secondo maggior incremento mensile dal 1997 (!). Il mercato del lavoro ha confermato le richieste di disoccupazione prossime ai minimi storici, anche se con i posti vacanti in riduzione dai massimi della serie, e di conseguenza il benessere dei consumatori che rimane prossimo ai massimi dal 2/01. La forza della domanda ha comportato un aumento del deficit della bilancia commerciale, che porterà a una riduzione nella revisione del Pil del 4° trimestre e una crescita delle vendite all’ingrosso superiore a quella delle scorte.

UK: si evidenziano le pene della Brexit

Gli indici delle attività hanno segnato cali superiori alle attese, evidenziando i risvolti negativi della Brexit e dell’incertezza politica connessa alla debolezza dell’attuale governo inglese. È proseguito anche il trend tendenziale discendente della crescita dei prezzi delle case. La domanda interna di case cala per l’inflazione maggiore degli aumenti salariali e quella estera cala per il timore di ulteriore svalutazione della sterlina. La crescita annualizzata dei prezzi è ora inferiore a quella di inizio 2017 e anche inferiore a quella dell’inflazione, contribuendo a ridurre ulteriormente l’appeal dell’investimento immobiliare. Nonostante i benefici competitivi della svalutazione, è decelerata anche la produzione industriale, soprattutto per la chiusura temporanea dell’oleodotto Forties. In questo contesto, la Banca d’Inghilterra non ha cambiato la politica monetaria ma ha alzato le stime future di ciclo e tassi per la buona crescita mondiale.