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Frontier markets, importante la gestione attiva e la sostenibilità

Frontier markets, importante la gestione attiva e la sostenibilità

Michael Vander Elst, senior portfolio manager di Degroof Petercam Am, risponde alle domande di Fondi&Sicav su andamento e prospettive dei mercati di frontiera

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Michaël Vander Elst

Michaël Vander Elst, Degroof Petercam Am

Fino a questo momento il 2018 non è stato un anno facile per l’universo degli Em. Come si sono comportati i frontier markets nello stesso lasso di tempo?

L’andamento dei mercati di frontiera non è affatto omogeneo. Si tratta di una situazione molto simile a quella dell’universo dei mercati emergenti più consolidati. Vi sono Paesi che hanno performato molto bene e altri invece che hanno registrato risultati meno positivi. Naturalmente il profilo di rischio complessivo è più elevato e consideriamo i mercati di frontiera come strumenti di aggiustamento interessanti del rapporto tra rischio e rendimento all’interno di un portafoglio.

In quali frontier markets ritenete ci sia del valore e quali invece è opportuno evitare a causa di fondamentali poco solidi o in deterioramento?

Favoriamo posizioni in Paesi come Ghana, Senegal, Kenya e Nigeria in Africa, Albania, Croazia e Serbia in Europa e Costa Rica e Uruguay in America Latina.

Un aspetto molto importante da menzionare è il filtro di sostenibilità che applichiamo, che viene naturalmente utilizzato anche per l’universo dei mercati di frontiera, parte dell’universo complessivo di investimento. Grazie ad esso, evitiamo i mercati di frontiera che possono invece essere presenti in fondi passivi o Etf ma che, secondo noi, non hanno caratteristiche di sostenibilità adeguate e fondamentali finanziari solidi. Ci riferiamo, ad esempio, al Kazakistan, Ruanda, Angola, Etiopia.

Inoltre, il filtro di sostenibilità ci permette anche di selezionare titoli obbligazionari che gli Etf potrebbero non prendere in considerazione. Pensate a un Paese come il Montenegro, o alle Seychelles. Una combinazione di gestione attiva, ricerca e sostenibilità permette di costruire un portafoglio atipico e molto solido che ha subìto cali in misura notevolmente inferiore rispetto ad altri fondi dall’inizio dell’anno. Questo grazie all’aver evitato Paesi non liberi e autoritari o dai fondamentali deboli.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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