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Frontier markets, outlook positivo per il 2019

Frontier markets, outlook positivo per il 2019

Deirdre Maher, senior Gem Equity portfolio manager di Amundi, risponde alle domande di Fondi&Sicav su andamento e prospettive dei mercati di frontiera

Amundi

"In termini di posizionamento preferiamo Vietnam e Nigeria". Deirdre Maher, Amundi

“In termini di posizionamento preferiamo Vietnam e Nigeria”. Deirdre Maher, Amundi

Fino a questo momento il 2018 non è stato un anno facile per l’universo degli Em. Come si sono comportati i frontier markets nello stesso lasso di tempo?

Il 2018, caratterizzato da un rafforzamento del dollaro e dalla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, è stato un anno difficile per i frontier markets con l’Msci Frontier Markets che ha registrato un rendimento negativo in dollari pari a -16,4% da inizio anno. Tuttavia, tale risultato è migliore rispetto al -17,4% registrato nei mercati emergenti nello stesso periodo. È importante prendere in considerazione il fatto che questo calo sia dovuto in gran parte all’Argentina, che ha registrato -53,5% da inizio anno. Sebbene a inizio anno fosse evidente che l’Argentina stesse affrontando cambiamenti strutturali, il drammatico calo del 55% nel valore del Peso e il crollo del mercato azionario sono stati una sorpresa. Dunque, se si esclude il contributo negativo dall’Argentina, il rendimento aggregato da inizio anno per i frontier markets è di un rispettabile -3,1%. Nonostante ciò, il sentiment complessivo verso i frontier markets è stato negativo, con deflussi dai fondi e un calo dei volumi e della liquidità nel periodo.

Guardando al 2019, emerge un quadro più positivo. Dopo due anni di crescita debole del Pil, c’è stata una ripresa dei frontier markets nel 2018 e, con le condizioni economiche relativamente buone, è probabile che tale ripresa continui anche nel 2019 e oltre. L’outlook complessivo è positivo con Paesi come Vietnam, Bangladesh, Kenya e Nigeria che vedono una crescita continua o in accelerazione. Solo in Argentina e Pakistan c’è stato un peggioramento delle aspettative. Inoltre, le prospettive di inflazione per l’universo, in generale, lasciano ben sperare. Le condizioni di liquidità sono ancora accomodanti e si attendono condizioni più stringenti solo in alcune economie, in particolare in Argentina, Ucraina e Nigeria.

In quali frontier markets ritenete ci sia del valore e quali invece è opportuno evitare a causa di fondamentali poco solidi o in deterioramento?

Considerato tale scenario, in termini di posizionamento privilegiamo il Vietnam e la Nigeria. Il contesto economico del Vietnam rimane solido e il Pil per il 2019 è previsto intorno al 6,5%. Il Paese può emergere in qualità di vincitore relativo dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, in quanto potrebbe beneficiare del trasferimento di produzione dalla Cina, di cui si stanno già verificando prove aneddotiche, e dell’accesso diretto agli Stati Uniti per le esportazioni, le quali potrebbero aumentare ulteriormente. Il recente fenomeno di pullback del mercato azionario offre un interessante punto di ingresso poiché gli investimenti diretti esteri rimangono forti, i limiti di proprietà da parte di enti stranieri sono in continua diminuzione, si registra una forte scia di privatizzazione e la probabile promozione del Vietnam all’indice Msci sostiene il mercato.

Nigeria

Nigeria

Per quanto riguarda la Nigeria il contesto economico resta complesso, caratterizzato da una debole domanda interna ed esterna e da condizioni finanziarie rigide volte a mantenere stabile la valuta locale in vista delle imminenti elezioni presidenziali di febbraio. Tuttavia, siamo in una fase di ripresa economica con la crescita del Pil che continuerà a rafforzarsi nel 2019 al 3%. Con il sostegno del continuo aumento dei prezzi del petrolio e di una serie di catalizzatori al rialzo, riteniamo che il sell-off sul mercato azionario sia stato superato e le valutazioni siano molto interessanti in termini di rischio/rendimento.

Al contrario, la nostra view non è così positiva sullo Sri Lanka, con aspettative di crescita per il 2019 ridimensionate negli ultimi sei mesi. La domanda interna ed estera rimane debole e le aspettative di crescita del Pil si sono ridotte per l’anno prossimo. A questo aggiungiamo una crisi costituzionale permanente, pertanto rimaniamo sottopesati nel breve periodo.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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