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Germania, cala la produzione industriale

Germania, cala la produzione industriale

Piazza Affari apre in rialzo con il Ftse Mib che registra +0,57%. Banca Carige: Decreto legge per garanzia di Stato su obbligazioni. In Germania cala la produzione industriale

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in rialzo, con il Ftse Mib che sale dello 0,57%. Scatta Prysmian, con un rialzo iniziale del 3,9%, seguito da Juventus a +3,4%. Più staccate Exor (+1,6%) e Banco Bpm (+1,4%). In fondo al listino Italgas, che perde il 2,6%.

Il governo ha varato ieri sera un decreto legge contenente una serie di misure urgenti per mettere in sicurezza Banca Carige, in particolare la concessione della garanzia di Stato su obbligazioni di nuova emissione per accedere a finanziamenti erogati da Bankitalia e la possibilità di richiedere una ricapitalizzazione pubblica precauzionale.

Bper Banca (EUR 3,41): secondo MF, dovrebbe essere pubblicato nella prima metà di febbraio il nuovo piano industriale, che conterrà probabilmente sia l’acquisizione di Unipol Banca sia l’acquisto del 49% delle azioni della controllata Banco di Sardegna.

Brunello Cucinelli (EUR 31,60): chiude il 2018 con ricavi in crescita dell’8,1% (+10,7% a cambi costanti) a EUR 553 mln, sostanzialmente in linea con le attese degli analisti di EUR 555 mln;

FCA (EUR 13,21): la Corte Suprema Usa ha respinto l’appello di Fca nell’ambito di una class action, secondo la quale alcuni modelli di Jeep e altri veicoli del gruppo sono vulnerabili all’attività di hacking. L’International Trade Commission (Itc) Usa proseguirà invece con l’indagine dopo l’esposto del gruppo italo-americano, secondo il quale il modello Roxor prodotto da Mahindra e Mahindra viola diritti proprietari del marchio Jeep;

Ferrari (EUR 91,32): Maurizio Arrivabene non è più il team principal della scuderia, incarico assunto ieri dal direttore tecnico Mattia Binotto.

Inizio di settimana sui guadagni per la piazza azionaria di Wall Street, che prolunga così il rally di venerdì scorso in scia all’ottimismo sui colloqui Usa-Cina, mentre sembra essere ancora in salita la strada verso lo stop allo shutdown. A conclusione della giornata di scambi, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,42%, mentre ha fatto leggermente meglio l’S&P 500 che ha chiuso a +0,70%. L’indice tecnologico Nasdaq 100 registra invece un guadagno lievemente superiore al punto percentuale. La giornata di ieri ha vissuto l’annuncio di un accordo di acquisizione nel settore farmaceutico: Eli Lilly & Co. (+0,60%) ha lanciato un takeover su Loxo Oncology (+66,23%) a USD 235 per azione, per un ammontare complessivo di USD 8 mld che verranno pagati in contanti. Nel comparto tecnologico, Amazon ha chiuso con un rialzo del 3,44%, che ha permesso all’Azienda di Jeff Bezos di diventare la società quotata più grande degli Stati Uniti, superando il colosso Microsoft. La capitalizzazione di mercato di Amazon è ora di USD 795 mld, contro i USD 780 mld di Microsoft, mentre Apple, che pochi mesi fa aveva superato la soglia del trilione, è scesa ad una capitalizzazione di USD 700 mld.

In calo le Borse dell’area Asia-Pacifico, dopo un breve avanzamento dovuto alle speranze che il dialogo tra Washington e Pechino produca un accordo commerciale e che la Federal Reserve statunitense interrompa il percorso di strette monetarie in caso di ulteriore rallentamento della crescita economica. Contrastate le piazze cinesi, con Shanghai che chiude a -0,3%, mentre Hong Kong segna +0,2%. Tokyo chiude invece in rialzo dello +0,82%, influenzata positivamente dalla Borsa di New York che spera in un allentamento della disputa commerciale tra Cina e Usa. Lo yen più debole ha spinto in avanti gli esportatori.

Cambi: Eur/Usd a 1,1441. Dollaro sulla difensiva nei confronti delle principali controparti valutarie negli scambi asiatici, frenato dalle crescenti scommesse degli investitori sul fatto che Federal Reserve non alzerà il costo del denaro nel corso di quest’anno, alla luce dei timori di un rallentamento della crescita globale.

Commodities: greggio a USD 48,83 al barile. Quotazioni petrolifere poco variate, supportate dall’ottimismo sull’andamento dei colloqui sul commercio tra Cina e Stati Uniti e dai tagli alla produzione decisi dall’Opec.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo di 9 tick a 163,87 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 268 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,90%.

Macroeconomia: la produzione industriale in Germania è scesa inaspettatamente a novembre per il terzo mese consecutivo, dando un nuovo segnale della debolezza complessiva della manifattura tedesca, scendendo dell’1,9% su mese, contro previsioni Reuters per un aumento dello 0,3%. La bilancia commerciale della Francia peggiora mostrando a novembre un deficit pari a EUR 5,10 mld, in allargamento rispetto ai -4,06 mld di ottobre. Gli analisti si aspettavano un peggioramento più contenuto con un deficit commerciale pari a 4,95 mld. In Giappone, l’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 42,7 a dicembre da 42,9 del mese precedente.

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