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Germania, nuovi ordini industriali superano attese

Germania, nuovi ordini industriali superano attese

Piazza Affari apre piatta con il Ftse Mib che segna -0,05%. Wall Street a due velocità: S&P 500 positivo, a +0,56%, mentre il Nasdaq 100 cede lo 0,4%. In Germania i nuovi ordini industriali battono le attese

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

La Borsa di Milano apre piatta, con il Ftse Mib che cede lo 0,05%. Tra i bancari si muove in negativo Intesa (-0,67%), che oggi aprirà le danze delle trimestrali bancarie. Bene Mediaset (+1%) dopo i dati sulla raccolta pubblicitaria.

I ministri delle Finanze della zona euro, riuniti ieri pomeriggio a Bruxelles, hanno chiesto all’Italia di modificare la manovra 2019 prima della
scadenza fissata il 13 novembre e di rispettare le regole dell’Unione europea, ma Roma è rimasta ferma sulle proprie posizioni dicendo che i
piani non cambieranno.

ENI (EUR 15,45): ha reso noto che valuterà le misure sanzonatorie nei confronti dell’Iran per verificare se esiste la possibilità di usare il greggio
iraniano per avere ulteriore flessibilità nel suo sistema di fornitura. Eni ha ricordato di non essere presente in Iran e che l’impatto delle esenzioni temporanee garantite all’Italia dagli Usa sono marginali per il suo business;

Luxottica (EUR 55,52): Leonardo del Vecchio intende proporre da subito l’AD di Luxottica Francesco Milleri come Ceo di Essilor-Luxottica;

Gedi (EUR 0,36): ha depositato presso Borsa Italiana la richiesta di ammissione delle azioni ordinarie della società alle negoziazioni sul
mercato telematico azionario, segmento Star;

Mediaset (EUR 2,77): secondo il Sole 24 ore, il gruppo ha esercitato l’opzione put di cessione a Sky della società R2, la piattaforma su cui gira
Premium. Il quotidiano scrive che l’ufficialità è arrivata ieri con una comunicazione fra le società. Una volta arrivati al closing e con l’ok
incondizionato dell’Antitrust, Sky ospiterà l’offerta pay di Premium. Il quotidiano scrive che in un tempo congruo Mediaset potrebbe comunque
decidere di chiudere l’attività pay.

Inizio di settimana a due velocità per Wall Street: a conclusione della giornata di scambi infatti, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,76% e l’S&P 500 lo 0,56%, mentre il Nasdaq 100 ha chiuso in ribasso dello 0,40%. A sostenere i listini sono gli acquisti sui titoli difensivi a partire da Walmart (+1,53%), passando per P&G (+1,55%) e Coca-Cola (+1,44%) e finendo con IBM (+3,80%) e Chevron Corp. (+3,74%). Strappa un rialzo anche Netflix (+2,05%), dopo che gli analisti di Buckingham Research hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo del titolo con rating che passa da Underperform a Buy. Vendite invece nel settore della distribuzione alimentare: Sysco Corp. ha fatto registrare un crollo del 9,48%, dopo che la società, per il primo trimestre fiscale del 2019, ha riportato utili e ricavi al di sotto delle aspettative.

Andamento contrastato per le Borse dell’area Asia/Pacifico, che risentono tra l’altro dell’incertezza legata alle elezioni di metà mandato
negli Stati Uniti, viste come un banco di prova per le politiche del presidente Donald Trump. Tokyo chiude in rialzo dell’1,14%, spinto dalla
chiusura positiva di Wall Street. I titoli tecnologici e in particolare i fornitopri di Apple, che nella giornata americana ha sospeso l’aumento di produzione dell’iPhone XR, appesantiscono Hong Kong che scambia poco sopra la parità e Shangai che perde lo 0,3%. Sunny Optical Tech. Group, uno dei principali fornitori di Apple, è tra i peggiori titoli della giornata, con una perdita del 4,2%.

Giappone: è scesa in settembre la spesa delle famiglie, che con una flessione annua dell’1,6% ha decisamente deluso le attese, che
convergevano su un aumento dell’1,6% dopo il +2,8% di agosto.

Cambi: Eur/Usd a 1,1405. Il dollaro tratta in range stretto contro le principali controvalute, con gli investitori cauti in vista del voto negli Stati
Uniti.

Commodities: greggio a USD 62,89 al barile. Quotazioni petrolifere in ribasso, penalizzate dalla deroga alle sanzioni di Washington che
consentirà ai principali clienti dell’Iran di continuare le importazioni, oltre che dai timori che un rallentamento dell’economia possa frenare la crescita della domanda di carburante.

Obbligazionario: futures bund dicembre in lieve calo di 6 tick in apertura a 159,68 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 290, con il rendimento del nostro decennale al 3,29%.

Macroeconomia: i nuovi ordini dell’industria tedesca a settembre sono aumentati in maniera inaspettata, sostenuti da una maggiore domanda
interna e di altri clienti della zona euro: i contratti per i prodotti tedeschi sono saliti dello 0,3% dopo un balzo del 2,5% nel mese precedente. Il dato si è rivelato superiore alle attese, che prevedevano un calo dello 0,6%. In arrivo in Italia la lettura di ottobre dell’indice dei direttori d’acquisto, che secondo le attese dovrebbe mostrare un rallentamento della crescita a 52,0 dopo il 53,3 di settembre. Poco dopo l’indicatore italiano verranno pubblicati anche i Pmi servizi e compositi di Francia, Germania e zona euro.

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