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Germania, ordini all’industria salgono oltre le attese

Germania, ordini all’industria salgono oltre le attese

Piazza Affari debole in avvio con il Ftse Mib che perde l’1,11%. Borse asiatiche in perdita dopo l’arresto del Cfo di Huawei. In Germania ordini all’industria oltre le aspettative

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Avvio in calo per Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede l’1,1%. Ancora in difficoltà STM e Buzzi, che perdono in avvio oltre il 2,5%. Male anche il comparto auto, con Cnh a -1,8%, Ferrari a -1,7% e Fca a -1,6%. Enel unico titolo in rialzo, seppur lieve, a +0,2%.

Il governo continua a lavorare ai numeri della legge di bilancio per il 2019 con l’obiettivo di evitare la procedura di infrazione. Una nuova bozza sarà inviata a Bruxelles entro la prossima settimana, secondo quanto riferito da una fonte del Tesoro.

Banco Bpm (EUR 2,22): lunedì si terrà un Cda straordinario per chiudere le trattative finali per la cessione di Npl, con la cordata Fonspa-Elliott in pole position, scrive il Messaggero;

CNH (EUR 8,72): ha annunciato il riacquisto di obbligazioni per EUR 538 milioni;

FCA (EUR 14,59): l’intesa tra Ford e Volkswagen fa tornare attuale l’ipotesi di un’alleanza, industriale e non più societaria, tra FCA e GM, secondo la Repubblica;

Generali (EUR 14,72): il gruppo Caltagirone ha acquistato nei giorni scorsi altre azioni Generali, salendo al 4,67% del capitale. Leonardo Del Vecchio, tramite Delfin, ha invece acquistato 785.000 azioni, pari allo 0,05%, salendo al 3,67%;

TIM (EUR 0.57): oggi si riunisce il Cda. I consiglieri di Vivendi sono pronti a chiedere l’assemblea per la nomina dei revisori e potrebbero essere supportati dall’ex Ad Genish che porterà in consiglio la preoccupazione di un gruppo di fondi tra cui Blackrock, scrive il Sole.

Wall Street è rimasta chiusa nella giornata di ieri per commemorare la scomparsa del 41° Presidente degli Stati Uniti d’America George H.W. Bush, lutto nazionale indetto dal Presidente Trump. La giornata di pausa segue la seduta nera di martedì, quando i principali indici di Wall Street avevano perso oltre il 3%, affondati dai dubbi legati alla tregua sui dazi tra Usa e Cina e più in generale dai timori legati alla
crescita dell’economia durante il 2019.

L’azionario dell’area Asia-Pacifico cede terreno dopo l’arresto a Vancouver in Canada di Meng Wanzhou, manager del colosso cinese hightech Huawei e figlia del fondatore della società produttrice di smartphone e prodotti elettronici, che alimenta i timori su nuove tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. L’arresto ha a che vedere con la violazione delle sanzioni americane ai danni dell’Iran con Washington che punta all’estradizione, ha reso noto il Dipartimento di giustizia canadese. La notizia scatena le vendite sull’azionario asiatico. Tokyo chiude la seduta in calo dell’1,91% sul livello più basso da circa cinque settimane. Shanghai e Hong Kong perdono rispettivamente l’1,7 e il 2,6%. A Hong Kong, soffrono i titoli IT, che lasciano sul terreno il 3,7% e i titoli Tech, che cedono il 4% circa.

Dati Giappone: l’indice sulla fiducia nel comparto manifatturiero registra in dicembre un calo a +23 dal +26 di novembre. Sul comparto non
manifatturiero l’indice si attesta a +31 da +30 di novembre. In marzo l’indice manifatturiero è visto a +22, quello sul non manifatturiero a +30.

Cambi: Eur/Usd a 1,1328. Dollaro cede contro yen, mentre la debolezza azionaria e i rendimenti più bassi scuotono la fiducia degli investitori. L’avversione al rischio ha infatti sollecitato la valuta giapponese e spinto al ribasso i rendimenti dei titoli Usa.

Commodities: greggio a USD 52,33 al barile. La debolezza delle borse influisce anche sull’andamento del greggio, con i prezzi in declino in vista comunque della riunione Opec a Vienna in avvio oggi.

Obbligazionario: futures bund dicembre in calo in rialzo di 36 tick a 162,35 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 279 pb, con il rendimento del nostro decennale al 3,05%.

Macroeconomia: gli ordini all’industria tedesca a ottobre sono saliti contrariamente alle attese: i nuovi ordini per i beni tedeschi sono saliti dello 0,3% dopo che il dato del mese precedente è stato rivisto al ribasso, fermandosi allo 0,1%. Si tratta del terzo incremento mensile consecutivo e il dato ha nettamente battuto le attese che avevano previsto un calo dello 0,4%. Molto ricca l’agenda statunitense: in attesa i dati sugli occupati nel settore privato di novembre, con un aumento atteso di 195 mila buste paga, che anticipano l’annuncio del dato sulla creazione dei posti di lavoro. In calendario le indagini Pmi di novembre sul comparto non manifatturiero e gli ordini all’industria per ottobre.