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Ghana ed Egitto: livelli di indebitamento restano elevati

Ghana ed Egitto: livelli di indebitamento restano elevati

Prosegue l’inchiesta di Fondi&Sicav su andamento e prospettive dei mercati di frontiera con la partecipazione di Koon Chow, Em Macro and Fx Strategist di Union Bancaire Privée (Ubp)

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CHOW Koon

“Quest’anno i bond in valuta forte dei mercati di frontiera sono stati penalizzati”. Koon Chow, Ubp

Fino a questo momento il 2018 non è stato un anno facile per l’universo degli Em. Come si sono comportati i frontier market nello stesso lasso di tempo?

Quest’anno i mercati di frontiera sono stati sotto pressione, in particolare i bond in valuta forte. Se ciò è giustificato a livello di fondamentali per alcuni Paesi, in molti altri casi il calo dei prezzi è dovuto all’avversione al rischio degli investitori e alla successiva vendita di obbligazioni di frontiera con una volatilità strutturalmente più elevata. In questo modo si puniscono ingiustamente alcuni mercati obbligazionari di frontiera in cui i fondamentali economici sono migliorati. L’indice JP Morgan Embi dei titoli sovrani globali per i mercati emergenti è sceso del 4,7% da inizio anno, mentre l’indice dei mercati di frontiera è sceso del 5%. L’effetto di contagio del portafoglio è stato un potente driver ed è sottolineato dalla diversa performance del mercato obbligazionario in valuta locale, dove la performance è stata significativamente migliore. L’indice JP Morgan sui bond governativi locali è sceso del 9,2% da inizio anno, ma alcuni importanti mercati locali di frontiera (Ghana, Egitto e Nigeria) hanno registrato una performance nettamente migliore, con valute che dall’anno scorso hanno perso poco rispetto al dollaro. La performance divergente tra le obbligazioni di frontiera in valuta forte e quelle in valuta locale è dovuta alla maggiore presenza di capitale dedicato agli investimenti nei mercati di frontiera sul mercato obbligazionario in valuta locale. Tra questi investitori, i fondamentali del Paese sono più importanti dei fattori globali.

In quali frontier market ritenete ci sia del valore e quali invece è opportuno evitare a causa di fondamentali poco solidi o in deterioramento?

Il sell-off delle obbligazioni di frontiera in valuta forte ha creato interessanti opportunità tra tre gruppi di Paesi: i primi sono i produttori di petrolio che beneficiano di livelli di prezzo molto elevati (una media di 68 dollari nel 2018 contro i 52 dollari nel 2017), tra cui Angola ed Ecuador. Al secondo gruppo appartengono quelli che hanno inasprito in modo aggressivo la politica fiscale con tagli alla spesa e con il sostegno finanziario del Fondo Monetario Internazionale. Costa d’Avorio, Repubblica Dominicana e Mongolia rientrano in questo gruppo ed è probabile che anche Angola ed Ecuador vi si qualificheranno nei prossimi sei mesi. L’ultima categoria sono quei Paesi di frontiera in cui abbiamo visto chiari segnali politici in favore di misure di liberalizzazione dei mercati che alla fine attireranno investimenti esteri, stimoleranno la crescita del Pil e il gettito fiscale. Il governo etiope ha fatto passi avanti in questa direzione e anche il nuovo primo ministro armeno sta spingendo in questa direzione. Al contrario, alcuni emittenti di frontiera, con rendimenti più compressi, hanno prospettive dei propri fondamentali che riteniamo non siano così strutturalmente migliorate come pensa il mercato. Il Ghana e l’Egitto sono i migliori esempi di Paesi in cui gli impegni di spesa a lungo termine e gli impegni del governo fanno sì che i loro livelli di indebitamento restino elevati. Di conseguenza, è necessaria una maggiore cautela sulle prospettive delle loro obbligazioni.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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