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«Il valore degli Etf smart beta»

«Il valore degli Etf smart beta»
Caroline Baron Head of Etf Sales Emea Franklin Templeton Investments

Caroline Baron
Head of Etf Sales Emea
Franklin Templeton Investments

Intervista a Caroline Baron Head of Etf Sales Emea di Franklin Templeton Investments

Quali fattori favoriranno la crescita degli Etf smart beta?

«I concetti di smart beta e di investimento fattoriale non sono nuovi e la ricerca sui fattori è molto ricca e risale a decenni fa. Sono considerati come una soluzione interessante per mitigare gli alti e bassi che tendiamo a vedere con i tradizionali prodotti ponderati sulla capitalizzazione di mercato, poiché scavano più a fondo nel dna di un titolo per comprendere i driver del suo comportamento. Offrono potenzialmente un modo migliore di navigare nel mercato a lungo termine riducendo la volatilità e forniscono migliori rendimenti aggiustati per il rischio rispetto alla media e una migliore diversificazione. In prospettiva, riteniamo che la crescita di questi strumenti sarà guidata da condizioni di mercato sfidanti, non direzionali e con volatilità più elevata; con gli investitori sempre più avvezzi a soluzioni smart beta, dovremmo anche vedere un incremento nel loro utilizzo. Alcune di queste strategie hanno ora un track record più lungo e saranno in grado di dimostrare quale valore aggiunto possono fornire quando vengono inserite in portafoglio. Pensiamo che una crescente gamma di soluzioni disponibili sul mercato e una maggiore formazione degli investitori avranno effetti positivi per gli Etf smart beta».

Quali sono i vantaggi dei prodotti smart beta rispetto agli Etf tradizionali?

«L’investimento fattoriale viene esaminato da decenni e la ricerca sull’argomento risale agli anni ‘30, dove per la prima volta sono stati esaminati due criteri denominati quality e value. Questa prima analisi è giunta a una conclusione abbastanza semplice per qualsiasi investitore: le aziende con bilanci positivi, buona redditività e crescita costante degli utili hanno un rendimento migliore. Inoltre ha dimostrato che le azioni con un basso rapporto prezzo/utili o prezzo/valore di mercato sovraperformano i titoli growth. Fino a poco tempo fa, c’erano pochissimi strumenti basati su questo tipo di ricerche e alcuni emittenti di Etf, tra cui Franklin Templeton, hanno elaborato strategie che consentono di  beneficiare di anomalie come la qualità e il valore presenti sul mercato e catturare quei  “premi” utilizzando un veicolo molto efficiente e trasparente come l’Etf».

Gli Etf smart beta possono essere utilizzati per integrare strategie attive e passive tradizionali?

«Alcuni investitori si servono dei fattori in modo tattico, specialmente quando si tratta di strategie single factor, mentre quelle multi-fattoriali tendono a essere utilizzate per la parte core del portafoglio su un orizzonte temporale di lungo termine. L’obiettivo è avere un profilo di rendimento più basso con l’aspettativa che il portafoglio sia protetto meglio dai rischi di downside nelle fasi di mercato negative. Gli Etf smart beta offrono semplicemente un’opportunità per rimanere attivi in modo sistematico e trasparente e per sfruttare decenni di ricerca per gestire i portafogli in maniera più controllata. Non intendono sostituire altri strumenti tradizionali, ma possono coesistere con altre strategie, portando benefici ai portafogli, sia della clientela retail, sia istituzionale».

Fino a poco tempo fa, la gestione passiva veniva considerata un’alternativa alla gestione attiva. Oggi iniziamo a parlare di integrazione e di complementarietà dei due tipi di approccio. Qual è la vostra opinione al riguardo?

«Il mondo degli investimenti oggi non è più, né attivo, né passivo, ma riguarda la costruzione del portafoglio e gli obiettivi finali. La cassetta degli attrezzi a disposizione degli investitori si è notevolmente ampliata negli ultimi 20 anni e anche nell’universo degli Etf la scelta è molto più estesa di prima, il che significa che si possono costruire portafogli in modo sempre più puntuale. Con la possibilità di scegliere arriva la sfida aggiuntiva della selezione degli strumenti e da questo punto di vista siamo fermamente convinti che anche la gestione attiva abbia un forte appeal: il compito degli asset manager oggi consiste nell’aiutare i clienti a creare portafogli più solidi utilizzando le varie soluzioni a loro disposizione. Definire in maniera chiara orizzonte temporale e aspettative e comprendere ciò che offrono le diverse strategie sarà fondamentale per essere in grado di selezionare gli strumenti migliori. Tanto la gestione attiva, quanto quella passiva hanno diversi meriti e possono coesistere all’interno di qualunque tipo di portafoglio. Con l’avvento sul mercato di Etf più attivi, accade che effettivamente le linee tra i due mondi a volte appaiano confuse e che il processo di selezione debba focalizzarsi sul meccanismo di delivery (ossia una semplice azione od obbligazione, un fondo comune o un Etf) e sul contenuto (attivo, smart beta, passivo tradizionale), ma si tratta di un’evoluzione che porta una grande quantità di nuove di opportunità per gli investitori».

Il 2018 si sta rivelando un anno particolarmente difficile per i mercati. In questo momento, quali sono i quattro fattori ponderati all’interno dell’indice Franklin LibertyQ? E più in generale, in quale modo le strategie multi-fattoriali possono essere utili agli investitori per diversificare i loro portafogli?

«Le strategie multi-fattoriali mirano a raggiungere un obiettivo specifico: la riduzione del rischio o il miglioramento del rendimento. Qui, non stiamo “solo” guardando un criterio come quality o value, ma stiamo cercando di selezionare le aziende che hanno ottenuto il punteggio più alto tra più attributi. La ricerca mostra che la selezione dei giusti criteri o fattori si rivela difficile e trovare il giusto timing per questi criteri può essere molto impegnativo. Pertanto, la soluzione migliore per molti investitori è combinare le metriche. La gamma di Etf Ucits di Franklin LibertyQ si concentra in particolare su titoli di qualità e valore, ma comprende anche altri fattori, tra cui il momentum e la volatilità. La nostra ricerca proprietaria ci ha aiutati a identificare un mix di fattori che potrebbero perseguire rendimenti di mercato con un rischio inferiore rispetto all’indice ponderato sulla capitalizzazione di mercato, che potrebbe servire come componente attraente per il portafoglio core di un investitore. Questa ricerca si è concentrata sulle misure dei fattori e su quelli di peso. Il nostro approccio si basa sullo studio accademico del comportamento dei fattori, sulle intuizioni frutto dell’esperienza di investimento fondamentale bottom-up di Franklin Templeton e sulle nostre vaste capacità quantitative. La nostra ricerca mostra che definizioni più rigorose dei fattori, nonché pesi di fattori radicati in una solida logica economica, hanno avuto un impatto positivo sui rendimenti complessivi. Inoltre, hanno migliorato i rendimenti ipotetici, sia su base assoluta, sia su base aggiustata per il rischio».

Quali risultati stanno dando i prodotti smart beta in questo 2018 abbastanza difficile?

«Se guardiamo al 2018, tutte le nostre strategie multi-fattoriali che seguono la metodologia sopra riportata hanno prodotto i risultati attesi, fornendo un meccanismo difensivo e contribuendo a ridurre la volatilità. Riteniamo che le nostre strategie LibertyQ siano particolarmente adatte per questo tipo di ambiente in cui vi è maggiore incertezza e più elevata volatilità. Non tutte le strategie multi-fattoriali sono tuttavia le stesse: gli investitori dovranno decidere quale metodologia si adatta meglio a seconda dei loro obiettivi, oltre ad assicurarsi che siano a loro agio con ciascun elemento. Selezionare i fattori è una cosa, ma il modo in cui definirli e in definitiva pesarli potrebbe avere un forte impatto sul risultato finale». 

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

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