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Incubo mercati? Non è l’inizio di un bear market prolungato

Incubo mercati? Non è l’inizio di un bear market prolungato

Come bisogna affrontare questo scenario di allarme? Il commento di Pascal Blanqué, group chief investment officer e Vincent Mortier, deputy group chief investment officer di Amundi

Amundi

In questa fase terminale del ciclo l’incertezza legata alle tariffe, ai tassi e al petrolio fa scattare i segnali di allarme. L’autunno porta sul mercato un cambiamento di umore innescato dall’aumento dei rendimenti sui treasury americani, a cui si accompagna l’atteggiamento “hawkish” della Fed pronta a evitare ogni segnale di surriscaldamento, e dall’incertezza che accompagna la prossima stagione degli utili. Tutti elementi che possono stimolare l’aumento della volatilità nelle prossime settimane.

Non è un incubo, ma ci saranno momenti di difficoltà. Nonostante tutto, crediamo che questa sia una correzione di mercato e non l’inizio di un prolungato “bear market”. Ci aspettiamo che possa esserci ancora un’ondata di ribassi giustificata anche dalla riallocazione dei rischi sul mercato. In questo momento le aree più vulnerabili sono i titoli azionari growth e il credito di società con elevato indebitamento e valutazioni compresse.

Come bisogna affrontare questo scenario? Allungare la duration Usa, diversificare i rischi, rimanere concentrati sulla ricerca di qualità e sulla liquidità nel credito, favorire l’esposizione value (usare la liquidità disponibile per acquistare i titoli con maggiore sconto) ed evitare titoli growth sopravvalutati.