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Investire in un futuro sostenibile secondo BNP Paribas

Investire in un futuro sostenibile secondo BNP Paribas

Di strada se ne è fatta tanta. Come spiega Jane Ambachtsheer, global head of sustainability di BNP Paribas Am, abbiamo assistito a progressi senza precedenti nell’impegno a livello globale per affrontare le più grandi sfide legate alla sostenibilità, un impegno suffragato dal lancio nel 2015 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dell’Accordo di Parigi sul clima. Entrambi godono dell’ampio sostegno da parte dei maggiori investitori, delle aziende e della società civile a livello globale, oltre che di numerosi organi di governo a livello locale, regionale e nazionale.

Tuttavia, questi progressi sono oggi frenati dall’ascesa in diverse regioni del mondo dell’instabilità politica e del populismo. Si tratta di un fenomeno che potrebbe perdurare per qualche tempo, perché i trend di lungo periodo in atto in questo momento, che includono la globalizzazione, i cambiamenti tecnologici e le disparità a livello di opportunità stanno generando insicurezza sia sociale che culturale. Come conseguenza di questo contesto di incertezza alcuni Paesi hanno fatto marcia indietro rispetto agli impegni presi sul clima (e non solo), e se questo non significa che i progressi si fermeranno, certamente non aiuta.

Jane Ambachtsheer, nuovo responsabile globale della sostenibilità di BNP Paribas AM

Jane Ambachtsheer, responsabile globale della sostenibilità di BNP Paribas AM

Cosa si può fare allora? Asset manager e investitori possono apportare un contributo importante, facendo leva sui loro asset e utilizzando la loro influenza per costruire un mondo più sostenibile. In questo contesto si colloca l’appello, che Jane Ambachtsheer rivolge alla comunità finanziaria, affinchè questa assuma il ruolo di leadership nella gestione del cambiamento climatico. La responsabile della sostenibilità di BNP Paribas Am esorta gli investitori a prendere decisioni informate quando si investe e si disinveste nel contesto della sostenibilità, e a integrare davvero il criterio della sostenibilità nelle scelte d’investimento. Inoltre gli investitori dovrebbero agire, esercitare la loro influenza sui governi nell’ambito del finanziamento del cambiamento climatico, e operare con maggiore trasparenza. «Io non credo che manchino gli strumenti, credo che manchi una leadership. Abbiamo la necessità di avere più organizzazioni individuali che abbiano il potere di stabilire delle regole, e una volta che si sia raggiunta la massa critica di quelle società che si porranno come capofila di questo processo, inevitabilmente molte altre seguiranno». «La TCFD (Task force on Climate-related Financing Disclosures) ha aiutato molto a fissare nero su bianco le modalità con le quali aziende e investitori possono comunicare quali rischi e opportunità legati al clima sono per loro rilevanti e come vengono gestiti, e integrando questo tipo di informazioni possiamo avere aziende, investitori e cittadini che prendono decisioni più consapevoli su dove vorrebbero allocare i loro capitali».

«Il mondo sta cambiando e deve cambiare nella giusta direzione; io penso che il modo per arrivarci sia attraverso asset manager più attivi che non vedono solo l’opportunità, ma riconoscono il dovere di essere parte della soluzione».

«Non possiamo essere passivi “consumatori” del futuro» conclude la manager di BNP Paribas Am  «ma dobbiamo costruire il mondo che vogliamo, e di cui abbiamo bisogno, per i nostri investimenti, per i nostri clienti, e per le generazioni che seguiranno».

Paola Sacerdote

Nata a Milano ma cresciuta a Ivrea, patria del sogno olivettiano di cui ho visto il triste tramonto, ho studiato Scienze Politiche all'Università degli Studi di Milano. Dopo una esperienza nel mondo della finanza come consulente, oggi collaboro a tempo pieno con il gruppo FONDI&SICAV.

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