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Italia: atteso dato su produzione industriale

Italia: atteso dato su produzione industriale

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che segna +0,14%. In Italia è atteso il dato sulla produzione industriale. Brexit: oggi vertice Consiglio europeo

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in lieve rialzo, con il Ftse Mib che sale dello 0,14%. Atlantia cede lo 0,6%, seguita da Ferragamo a -0,5% e Bper Banca a -0,4%. Acquisti invece su STM (+0,9%). Buona partenza anche per UBI Banca e Saipem, che salgono dello 0,7%.

Il governo ha varato il Def in cui ha tagliato le stime di crescita per quest’anno, posizionandosi su +0,2% contro la stima dell’1% di dicembre. Per l’anno in corso inoltre, il deficit/Pil sale a 2,4% dal 2,04%. Nel frattempo il Fmi ha ulteriormente sforbiciato la stima di crescita per il 2019 a 0,1% dal precedente 0,6%, complice la debolezza della domanda interna.

Astaldi (EUR 0,73): è stata citata in giudizio da BNP Paribas per una presunta violazione di un contratto in Canada, scrive Il Messaggero dicendo che questo complica il piano di salvataggio della società.

Banca Carige (0,0015): i tre commissari hanno sottolineato nella relazione finanziaria sul 2018 che una “business combination” è necessaria in tempi brevi; l’alternativa è un aumento di capitale da 630 mln o, in ultima istanza, la ricapitalizzazione precauzionale dello Stato.

Banca Mediolanum (EUR 6,51): sta valutando la cessione della controllata tedesca Gamax, scrive MF citando l’Ad Massimo Doris.

Enel (EUR 5,64): Franco Bassanini e Elisabetta Ripa dovrebbero essere confermati rispettivamente come presidente e Ceo di Open Fiber dopo che i vertici di Cdp ed Enel, azionisti della jv, si sono incontrati ieri per discutere delle nomine, scrive il Sole.

Siti (EUR 4,70): ha siglato un contratto da EUR 37 mln per la costruzione di un impianto per la produzione di ceramiche in Pakistan.

TIM (EUR 0,54): la quota potenziale di JP Morgan sale al 5,7% del capitale dal 4,8%, con diritti di voto all’1,2%, secondo le ultime rilevazioni della Consob.

Chiusura tinta di rosso per la piazza azionaria di Wall Street. Al termine delle contrattazioni infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,72% con al gancio l’S&P 500 a -0,61%. Male a fine giornata anche il Nasdaq 100 che cede lo 0,41%. Tra i singoli titoli, nel settore bancario, le azioni di Bank of America Corp. hanno perso lo 0,96% in scia alla decisione della società di alzare il suo salario minimo: a partire dal primo maggio infatti, il salario salirà a USD 17 l’ora e continuerà a salire fino a raggiungere i 20 nel 2021. Nel settore dei sistemi e degli equipaggiamenti per l’industria dell’acqua, i titoli della Pentair hanno fatto registrare un crollo del 13,54% sul rilascio dei dati preliminari del primo trimestre, che hanno rivisto al ribasso la guidance sugli utili e sui ricavi dell’intero anno fiscale 2019. In controtendenza i titoli di The Walt Disney Company, che salgono dell’1,65% dopo che gli analisti di Cowen hanno rivisto al rialzo la raccomandazione sul titolo con un rating di Outperform. In chiusura di mercati, Levi’s ha presentato i conti del Q1 2019, che hanno segnato il ritorno all’utile: i profitti si sono infatti attestati a USD 147 mln rispetto alla perdita di 19 mln di un anno prima. I ricavi sono cresciuti del 7% attestandosi a 1,435 mld. Il titolo ha reagito bene ai numeri trimestrali, chiudendo la sessione after-hour con una crescita del 5,3%.

Le borse asiatiche flettono, allontanandosi dai massimi degli ultimi otto mesi, dopo la revisione al ribasso delle stime di crescita sul 2019 del Fondo monetario internazionale e dopo che Donald Trump, ieri, ha aperto un nuovo fronte di battaglia con la Ue. Tokyo chiude in calo di mezzo punto percentuale su una serie di dati macro contrastanti. L’indice dei prezzi alla produzione di marzo è infatti salito dell1,3% su base annua, battendo le aspettative posizionate su un rialzo dell’1%, mentre nel mese di febbraio la componente core degli ordinativi di macchinari ha fatto segnare +1,8%, contro le attese di +2,8%. Shanghai (+0,31%) e Hong Kong (-0,19%) si muovono in contrasto, ma entrambe limitate dalle nuove preoccupazioni per il possibile rallentamento dell’economia mondiale. Pesano anche le tensioni sul commercio internazionale.

Cambi: Eur/Jpy a 125,23. Yen in rialzo sulla scia delle tensioni sul commercio globale questa volta tra Ue e Usa e dei timori per la crescita.

Commodities: petrolio Wti a USD 64,20 al barile. Prezzi poco mossi dopo i decisi rialzi degli ultimi giorni che lo hanno portato sopra sogli aUSD 64 al barile. .

Obbligazionario: futures Bund in rialzo di 7 tick a 165,55 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 241 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,41%.

Brexit: i leader europei, impegnati nel vertice straordinario di oggi, accoglieranno la richiesta della premier britannica May di un nuovo rinvio
della Brexit ma potrebbero chiedere a Londra una proroga più in là nel tempo su richiesta di Parigi.

Bce e Fed: il mercato monitorerà con attenzione il meeting Bce dopo le speculazioni sulla possibilità che Francoforte adotti nei prossimi mesi una modulazione dei tassi di interesse per alleggerire la pressione sul settore bancario. In serata inoltre verranno diffuse le minute del Fomc della Fed del 19-20 marzo da cui potrebbero giungere nuovi spunti per prevedere il percorso dei tassi di interesse alla luce dei recenti dati macro Usa.

Macroeconomia: in Italia, atteso il dato sulla produzione industriale di febbraio che dovrebbe registrare una flessione di 0,8% su mese e un calo di 0,9% su anno dopo la sorpresa del +1,7% congiunturale di gennaio seguito a quattro cali consecutivi. In Francia invece, già pubblicato il dato sulla produzione industriale di febbraio, che si è attestato in crescita dello 0,4% a livello congiunturale, sorprendendo gli analisti che invece si erano posizionati su una flessione dello 0,5%.

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