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Italia, Dbrs conferma rating BBB

Italia, Dbrs conferma rating BBB

Piazza Affari apre in calo, con il Ftse Mib che perde lo 0,35%. Per l’Italia Dbrs conferma il rating a BBB (high). L’export cinese ha segnato la flessione più marcata da due anni a dicembre, contraendosi di 4,4% su anno

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre in calo, con il Ftse Mib a –0,35%. Male Banco Bpm (-2,1%), Saipem (-1,8%) e Moncler (-1,7%). Positive Juventus (+0,6%), Atlantia (+0,5%) e Enel (+0,4%).

L’agenzia di rating Dbrs ha confermato il proprio giudizio sull’Italia a BBB (high), ribadendo l’outlook stabile e mantenendo una distanza di tre gradini dal comparto non investment grade.

Banca Carige (EUR 0,0015): L’agenzia Moody’s ha collocato il rating di emittenti a lungo termine Caa3 e i rating di depositi a lungo termine Caa1 dell’istituto genovese sotto revisione, con direzione incerta. Il senatore del M5S Gianluigi Paragone, favorito per la carica di presidente della prossima commissione d’inchiesta sul sistema bancario, spera che Carige vada avanti senza l’intervento dello Stato, sebbene la nazionalizzazione dell’istituto rimanga un’opzione sul tavolo. Secondo il Corriere di domenica, si punta poi a vendere almeno EUR 1,5 mld di Npl, possibilmente entro fine febbraio mentre il bond allo studio potrebbe essere a 12 mesi;

Enel (EUR 5,20): è tra i quattro gruppi giunti al secondo round di colloqui per l’acquisizione del business della distribuzione di energia della danese Orsted, in un deal da EUR 2,5 mld. Domenica però l’azienda danese, controllata statale, ha comunicato che il ministero delle Finanze ha annunciato che il disinvestimento dal business della distribuzione non avrebbe più avuto sostegno politico;

TIM (EUR 0,50): Avrà luogo oggi il voto del Cda sulla richiesta di Vivendi di riunire l’assemblea degli azionisti per sostituire cinque membri del board supportati da Elliott. Mentre infatti Vivendi vorrebbe vedere l’assemblea convocata entro il 15 febbraio, secondo diversi giornali di sabato il Cda punterebbe al 28-29 marzo.

Le borse Usa chiudono sostanzialmente invariate una settimana caratterizzata da forti i guadagni. Lo S&P 500 e il Dow Jones si fermano appena sotto la soglia della parità, chiudendo rispettivamente a -0,01% e -0,02%. Fa relativamente peggio il Nasdaq 100, in flessione dello 0,30%. Nel comparto delle bevande, volano le azioni di Anheuser-Busch, che sulla notizia di Bloomberg secondo cui la compagnia starebbe pensando ad un’offerta pubblica iniziale delle sue attività in Asia balza a +4,20%. Bene anche Ford, che registra un +1,73%, con il Ministero per l’Economia tedesco che ha reso noto di stare trattando con la compagnia in merito ai tagli dei posti di lavoro previsti in Europa. Il titolo di Apple perde lo 0,98%, dopo che numerosi distributori di elettronica cinesi hanno abbassato i prezzi degli iPhone in seguito all’avvertimento della società circa l’indebolimento delle vendite nella nazione asiatica. Intanto, la compagnia di Cupertino si prepara a lanciare tre nuovi modelli di iPhone.

I mercati azionari dell’area Asia-Pacifico oggi sono in calo dopo la contrazione a sorpresa dell’export cinese, che aumenta i timori per lo stato della seconda economia mondiale e di un più vasto rallentamento della crescita e dei profitti. I numeri deludenti hanno rafforzato i timori che i dazi Usa abbiano cominciato a pesare nettamente sull’economia cinese. Le piazze cinesi sono in rosso, anche se l’impegno delle autorità di Pechino per un piano di riduzione delle tasse che rilanci la crescita ha contenuto le perdite. Hong Kong soffre il calo maggiore, registrando un -1,5%, mentre Shanghai si ferma a -0,7%. La Borsa di Tokyo è invece rimasta chiusa per festività.

Cambi: Eur/Usd a 1,1459. Il tonfo dell’export cinese alimenta i timori di un rallentamento del ciclo economico mondiale e sostiene lo yen, che tende a sovraperformare nelle fasi di avversione al rischio. Il cambio euro/dollaro rimane comunque stabile.

Commodities: quotazioni del petrolio Wti in calo stamane a USD 50,76 al barile, con i prezzi in frenata a causa del rallentamento dell’export cinese.

Obbligazionario: futures bund marzo in rialzo di 20 tick a 164,61 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 264 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,87%.

Macroeconomia: l’export cinese ha segnato la flessione più marcata da due anni a dicembre, contraendosi di 4,4% su anno dopo la crescita di 5,4% segnata a novembre, mentre le attese erano per un rallentamento della crescita a 3,0%. Calo inatteso anche per le importazioni, scese di 7,6% su anno dopo +3,0% in novembre, mentre il consensus suggeriva un’espansione di 5,0%. I numeri Eurostat quantificheranno invece l’ampiezza della correzione della produzione industriale dell’Eurozona a novembre, alla luce delle pesanti flessioni registrate nelle principali economie manifatturiere della zona euro per l’impatto delle tensioni commerciali tra Usa e Cina.

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