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La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati

La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati

Piazza Affari apre in terreno negativo, con il Ftse Mib che perde lo 0,24%. Wall Street sul filo della parità. In Germania i prezzi alla produzione hanno subito una flessione dello 0,1% m/m

Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Piazza Affari apre sotto la parità, con il Ftse Mib che cede lo 0,24%, con i mercati in attesa della decisione della Fed. Moncler scivola a -2,5% dopo che Eurazeo ha dato notizia della cessione dell’intera quota. Male anche Eni (-0,7%) e Saipem (-0,6%).

In una lunga lettera al ‘Corriere’ alla vigilia della sua visita in Italia, il presidente cinese Xi Jinping ha detto che Italia e Cina possono sviluppare una potenziale cooperazione in settori come quello della logistica portuale, del trasporto marittimo, delle Tlc e del medico-farmaceutico. Xi ha spiegato anche che intende creare linee guida per le relazioni bilaterali con Roma e di essere pronto a sviluppare ulteriormente una collaborazione strategica globale con l’Italia, rafforzando legami ai massimi livelli.

Bper Banca (EUR 3,73): ha ottenuto la concessione della garanzia dello Stato (GACS) sui titoli senior della cartolarizzazione AQUI, il cui valore nominale è pari a 544,7 mln.

Iren (EUR 2,28): la multiutility potrebbe vendere la sua quota del 49% nel terminale GNL di Livorno dopo che il co-investitore Uniper si appresta a vendere la sua partecipazione del 48% al fondo australiano First State, scrive MF.

Mediobanca (EUR 9,12): è uno dei soggetti interessati alla società di gestione patrimoniale Kairos, ma non è in fase di due diligence, scrive Il Sole 24 Ore. Tra gli interessati anche Lombard Odier.

Moncler (EUR 37,05): la società francese Eurazeo ha venduto tutte le sue azioni in Moncler per circa EUR 445 mln a EUR 36,5 per azione.

Nexi (Opa): gli analisti di Banca IMI stimano una valutazione pre aumento di capitale per l’Opa di Nexi tra EUR 4,84 e 5,7 mld. Bain Capital, Advent e Clessidra, i tre azionisti privati di Nexi, puntano a raccogliere tra EUR 600 e 700 mln collocando in borsa una parte delle loro quote.

Sessione interlocutoria ieri per Wall Street che ha archiviato la giornata di scambi sul filo dello zero. Al suono della campanella di chiusura infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,10%, mentre l’S&P 500 è rimasto sostanzialmente invariato. Positivo invece il Nasdaq 100, che ha piazzato un rialzo dello 0,31%. Tra i singoli titoli, i riferimenti più importanti sono giunti a chiusura dei mercati, con i conti trimestrali di due big quali FedEx e Tencent Music. Nel dettaglio, la società di spedizioni FedEx ha lasciato sul terreno il 5,66% nell’after-hour, con i conti del terzo trimestre fiscale 2019 che hanno deluso le attese. L’utile per azione si è attestato infatti a USD 3,03 rispetto ai USD3,10 pronosticati dagli analisti. Semaforo rosso pure sul fatturato che, a USD 17 mld, si è posto al di sotto delle previsioni di consenso posizionate a USD 17,64 mld. I vertici di FedEx inoltre, hanno visto al ribasso la guidance sugli utili sia per il quarto trimestre fiscale che per l’intero anno. Fa ancora peggio Tencent Music Entertainment Group che, al rilascio dei rimi dati trimestrali dopo l’Opa di dicembre, ha subito un tonfo del 7,11% nell’afterhour. La controllata di Tencent Holding specializzata in servizi di musica in streaming ha riportato una trimestrale relativa al quarto ed ultimo trimestre dell’anno fiscale con una perdita netta di USD 127 mln, ma con ricavi in crescita del 53% rispetto al trimestre precedente a USD 785 mln. A deludere è soprattutto la limitata crescita degli utenti, che ha segnato un +9,1% in relazione allo stesso periodo del 2017.

Le borse asiatiche sono poco mosse e per lo più precedute dal segno meno, spinte in attesa della conclusione della riunione del board della Federal Reserve che, secondo le indiscrezioni, potrebbe decidere di rallentare l’aumento dei tassi già programmato e reso pubblico. Tokyo (+0,20%) chiude in lieve rialzo, con investitori in attesa delle decisioni della Fed su eventuali modifiche alla politica monetaria. Sony e Nintendo hanno perso oltre il 3% dopo l’annuncio di Google di voler entrare nel business dei giochi. Shanghai (-0,01%) e Hong Kong (-0,36%) in flessione sulle indiscrezioni di possibili difficoltà nelle trattative sino-americane sul commercio estero.

Cambi: Eur/Usd a 1,1348. Dollaro in rialzo sulle indiscrezioni di nuove tensioni commerciali tra Usa e Cina anche se l’attesa per il meeting Fed limita i guadagni.

Commodities: petrolio Wti a USD 59,05 al barile. Prezzi contrastati, da un lato appesantiti dai timori per il rallentamento della crescita economica e dall’altro supportati dai tagli Opec e dalle sanzioni contro Iran e Venezuela.

Obbligazionario: futures Bund invariato a 163,95 mentre lo spread Btp/Bund 10y è a quota 238 pb, con il rendimento del nostro decennale al 2,48%.

Brexit: a meno di dieci giorni dalla deadline del 29 marzo per l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue e alla vigilia del summit del blocco, May dovrebbe chiedere a Bruxelles un rinvio della Brexit di almeno tre mesi. Intanto, in un contesto in cui regna l’incertezza, tutte le strade restano aperte: da un cospicuo rinvio, all’addio con l’accordo di May, a un’uscita senza accordo e persino a un nuovo referendum.

Fed: attesa in serata la conclusione del meeting del Fomc. Stando alle attese, la Federal Reserve dovrebbe mantenere invariati i tassi e ridurre il numero dei rialzi previsti per il resto dell’anno.

Macroeconomia: dal sondaggio mensile Reuters Tankan è emerso che il sentiment delle aziende manifatturiere giapponesi è scivolato a marzo a 10 punti, minimo dall’ottobre 2016, dai 13 punti di febbraio. L’indice dei servizi si è attestato invece a 22 punti, invariato rispetto alla rilevazione di febbraio. In Germania, i prezzi alla produzione a febbraio hanno subito una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente, ma sono cresciuti del 2,6% dallo stesso periodo dell’anno scorso

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