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La Nigeria scivola in recessione nel secondo trimestre

La Nigeria scivola in recessione nel secondo trimestre

La maggiore economia dell’Africa colpita dall’interruzione alla produzione di petrolio e dai prezzi bassi del greggio. Il commento di FocusEconomics

La maggiore economia africana è entrata in recessione nel secondo trimestre dell’anno. La forte interruzione di produzione del petrolio per gli attentati da parte dei militanti e la svalutazione del naira nigeriano sono andati ad aggiungersi alle costanti pressioni per l’abbassamento dei prezzi del greggio, alla ristrettezza di valuta estera e alle restrizioni alle importazioni. Tutti questi fattori hanno colpito l’economia, generando la contrazione del Pil. L’economia è scesa del 2,1% su base annua nel secondo trimestre a prezzi di base, registrando un deterioramento rispetto al lieve calo del primo trimestre pari allo 0,4%. A prezzi di mercato il Pil è calato del 2,2% anno su anno nel secondo trimestre, contro un calo più moderato dello 0,4% del primo trimestre.

Stando ai dati dell’ufficio nazionale di statistica (Nbs), la debole performance del secondo trimestre ha rispecchiato la pesante contrazione del settore petrolifero e la crescente debolezza del settore non-oil. Il settore petrolifero ha perso il 17,5% annuo nel secondo trimestre, contro un calo moderato dell’1,9% nel primo trimestre. Gli attentati da parte dei militanti sulle infrastrutture per il petrolio nella regione del Delta del Niger hanno causato una contrazione della produzione di petrolio da 2,11 milioni di barili al giorno nel primo trimestre a 1,69 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, aggiungendosi alla pressione sui prezzi contenuti del petrolio con conseguenze negative per il settore. Anche il settore non-oil è sceso nel secondo trimestre (-0,4% annuo; primo trimestre -0,2% anno su anno). La maggior parte delle aree dell’attività economica hanno registrato una perdita, soprattutto quelle strettamente correlate al settore petrolifero. Tra la maggiori aree dell’attività economica, l’estrazione di minerali ha subito la contrazione più forte (-17,2%; primo trimestre -3,0% anno su anno) per l’impatto degli attentati e per i prezzi bassi del petrolio. La contrazione dell’attività manifatturiera è rallentata dal 7,0% nel primo trimestre a -3,4% annuo nel secondo trimestre. L’attività delle costruzioni è diminuita del 6,3% nel secondo trimestre (primo trimestre: -5,4% anno su anno). Il commercio domestico ha registrato una crescita piatta nel secondo trimestre (primo trimestre: +2,1% anno su anno), trascinato al ribasso dalla domanda contenuta e dall’aumento dei prezzi dei fattori produttivi. Le attività in crescita nel secondo trimestre invece sono state agricoltura, informazione e comunicazione, approvvigionamento idrico, arte, spettacoli e tempo libero, servizi scientifici e tecnici e istruzione. La crescita nel settore agricolo più importante si è sollevata dal 3,5% nel primo trimestre al 4,5% mentre l’informazione e la comunicazione sono rallentate, da un aumento del 4,1% nel primo trimestre a +1,4%.

Gli esperti di FocuEconomics prevedono una crescita modesta dell’economia, pari a +0,3% nel 2016, in ribasso di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima dello scorso mese. Per il 2017 attesa una crescita dell’economia pari a +2,9%.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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