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Orizzonte temporale dettato dalla paura

Orizzonte temporale dettato dalla paura

Orizzonte temporale dettato dalla paura. Gli ingenti flussi diretti verso i prodotti monetari confermano che la strategia degli investitori è dominata dai timori per il deterioramento dei dati macro

I prodotti dell’industria del risparmio gestito appartenenti alla categoria ‘monetari’, vengono chiamati a offrire ai risparmiatori un’alternativa ai classici conti deposito. Tuttavia, stando ai dati che fotografano le performance offerte dai veicoli appartenenti alla categoria, sono molto pochi i fondi comuni che sono riusciti a chiudere in territorio positivo gli ultimi anni di gestione e garantire quello che gli investitori retail chiedono a questi prodotti: la conservazione del capitale.

Il 2019 è cominciato bene per gli investitori. I principali indici azionari mondiali hanno accumulato, fino a questo momento, performance che vanno dal 3,8% archiviato dal brasiliano Bovespa al 10,22% raggiunto dal giapponese Nikkei in 22 sedute di negoziazioni. Nello stesso arco temporale, il reddito fisso, che tante delusioni ha dato nel corso del 2018 agli investitori conservatori orientati alla prudenza, si mantiene in modalità wait and see, in attesa di capire quale potrebbe essere l’evoluzione delle prospettive economiche che tanto possono condizionare il processo di normalizzazione dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali.

L’avvio dei mercati nel 2018 non può essere considerato come particolarmente indicativo del fatto che il peggio potrebbe essere passato. La maggior parte dei portafogli d’investimento messi a punto dalle società di gestione resta improntato alla prudenza. Le ultime inchieste realizzate su panel di gestori operanti in ogni angolo del pianeta, confermano che anche le case d’investimento solitamente più aggressive, più propense ad accollarsi rischi sull’azionario, stanno mantenendo la quota di patrimonio in gestione dedicata ai titoli di rischio nei pressi o leggermente sotto il 50% dell’aum. Tutti aspettano una schiarita sul fronte dei dati macroeconomici dopo che diverse istituzioni nazionali e sovranazionali hanno rivisto al ribasso le stime sulla variazione del Pil per l’anno in corso e quelli immediatamente successivi.

In siffatto scenario di riferimento, non è strano che l’unica categoria di fondi comuni d’investimento ad aver chiuso la settimana scorsa con un bilancio entrate/uscite positivo sia quella dei prodotti monetari. Stando ai dati raccolti ed elaborati da Bank of America Merrill Lynch nel report ‘Follow the flow’, questa categoria di fondi ha calamitato durante la settimana ben 49.909 mln di dollari, il volume settimanale più elevato della storia. Il dato conferma il risk off che sta coinvolgendo un numero crescente di investitori.

A margine di questi dati è possibile fare due considerazioni. La prima riguarda l’attenuazione del recupero del tasso d’inflazione nelle principali aree industrializzate del pianeta. Si tratta di un dato che rende meno negative in termini reali le performance conseguite dalla maggior parte dei fondi monetari ma, allo stesso tempo, complica la strada delineata dalle banche centrali per completare –nel caso della Federal Reserve- o avviare –nel caso della Banca Centrale Europea- il processo di normalizzazione del costo del denaro.

La seconda riguarda la percezione dei rendimenti ottenibili dagli investitori. Se l’ottica continuerà a essere guidata dalla paura e da una visione miope o di brevissimo termine –come confermato dagli afflussi ingenti diretti verso i prodotti monetari- , i risultati potenzialmente conseguibili nel medio termine continueranno a restare quelli che da sempre coinvolgono la maggior parte degli investitori retail. Se poi l’obiettivo dell’investitore è quello di individuare il timing ideale di uscita/ingresso sui mercati azionari nel breve o medio termine, i risultati potrebbero essere ancor più deludenti.

Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

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