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L’interesse verso le valute locali degli Em dipende dal trend del dollaro

L’interesse verso le valute locali degli Em dipende dal trend del dollaro

Il contributo di Kevin Daly, senior investment manager, Emerging Market Debt di Aberdeen Standard Investments, all’inchiesta di Fondi&Sicav dedicata ai bond emergenti in valuta locale

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I Bond emergenti in valuta locale vengono considerati una buona opzione per diversificare la componente obbligazionaria del portafoglio. Qual è il livello dei flussi cedolari attualmente offerti dal segmento e cosa aspettarsi in termini di oscillazioni delle quotazioni in uno scenario di tassi al rialzo?

La diversificazione è una delle ragioni principali per cui gli investitori internazionali investono nel debito dei mercati emergenti. Sebbene questi ultimi rappresentino il 59% del Pil mondiale (in base alla Parità di Potere d’Acquisto), la loro quota all’interno degli indici obbligazionari globali è storicamente bassa a causa di regole di esclusione come rating minimi, volumi minimi di emissione o accessibilità delle obbligazioni da parte degli investitori stranieri. Pertanto, l’esposizione verso i mercati emergenti all’interno del Bloomberg Barclays Global Aggregate Index è solo del 2%, nonostante questi rappresentino circa il 25% del debito globale.
Con una duration rispettivamente di 5,2 e 3,7 anni per queste asset class, esse tendono a presentare un rischio di tasso di interesse meno asimmetrico rispetto ai titoli di Stato europei attualmente in essere. Storicamente le obbligazioni in valuta locale Em hanno avuto un andamento positivo nel momento in cui la Federal Reserve ha innalzato i tassi di interesse.

Ritenete che in questa fase di mercato la potenziale spinta alla performance di medio-lungo termine dell’asset class derivante dalla rivalutazione delle divise locali possa rappresentare un’opportunità per l’investitore europeo?

In teoria, gli aumenti dei tassi negli Stati Uniti dovrebbero essere negativi per le obbligazioni Em Local Currency, poiché gli investitori ritornano verso le attività denominate in Usd se i differenziali dei tassi di interesse aumentano rispetto agli altri Paesi, se gli yield aumentano o se il dollaro si apprezza.
Tuttavia, anche dal punto di vista di un investitore in dollari, nei precedenti cicli di rialzo dei tassi è avvenuto il contrario. È probabile che la situazione sia simile in Europa, dove la Bce sarà prudente se e quando intraprenderà politiche di inasprimento monetario.
Da quando la Fed ha iniziato ad alzare i tassi nel dicembre 2015, il debito sovrano in valuta locale Em ha registrato rendimenti del +30,0%¹ (+16,2%²).
Il continuo interesse verso le valute locali dei mercati emergenti potrebbe dipendere in parte dal dollaro Usa che non si è effettivamente apprezzato nei confronti di queste valute dopo il primo rialzo dei tassi nel dicembre 2015. Poiché i mercati emergenti continuano a mostrare una solida crescita economica, una minore inflazione e una sottovalutazione di lungo termine, riteniamo che un approccio di investimento selettivo nel debito in valuta locale dei mercati emergenti offra agli investitori europei l’opportunità di incrementare la diversificazione di portafoglio e migliorare i rendimenti corretti per il rischio in un’ottica di lungo periodo.

¹ in Usd, unhedged.
² in Eur, unhedged.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Precedentemente ho lavorato presso Lob Media Relations occupandomi di ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. Esperienza decennale nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming AM a Milano e a Lussemburgo. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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