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Mercati di frontiera: Asia offre enormi margini di crescita

Mercati di frontiera: Asia offre enormi margini di crescita

Xavier Hovasse, fund manager Emerging Equities, Carmignac, partecipa all’inchiesta di Fondi&Sicav su andamento e prospettive dei mercati di frontiera 

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Xavier

“Siamo molto positivi sulla Colombia”. Xavier Hovasse, Carmignac

Fino a questo momento il 2018 non è stato un anno facile per l’universo dei mercati emergenti. Come si sono comportati i mercati di frontiera nello stesso lasso di tempo?

Da inizio anno i mercati di frontiera hanno registrato un calo in dollari pari al 18,2%. Questa flessione è stata trainata principalmente dall’Argentina, maggiore ponderazione sull’indice (20%) all’inizio dell’anno, e ha perso il 55% del suo valore dalla metà di aprile, quando l’incremento della forza del dollaro ha avuto un netto impatto negativo sul mercato locale. Detto questo, considerare i mercati di frontiera nel proprio complesso non ha molto senso e potrebbe anche essere fuorviante perché non permette di cogliere le enormi disparità che caratterizzano i diversi Paesi. Da un lato, si tratta di un gruppo composto da Paesi come il Qatar, il cui Pil pro capite è tra i più alti del mondo ed è un importante esportatore di petrolio. Dall’altro, sono presenti anche Paesi come il Kenya, che ha il Pil pro capite più basso ed è un Paese importatore di petrolio. Da inizio dell’anno, il Qatar è cresciuto del 20% in dollari, mentre il Kenya ha perso il 12,6% nella stessa valuta. Quindi è davvero difficile avere una visione unica sui mercati di frontiera: tutti hanno particolari problemi e dinamiche interne, e questo ne rende molto difficile l’analisi nel loro insieme.

In quali mercati di frontiera ritenete ci sia del valore e quali invece è opportuno evitare a causa di fondamentali poco solidi o in deterioramento?

Il nostro approccio all’asset allocation dà la precedenza all’Asia, in quanto la regione, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette economie di frontiera, ospita ancora un’ampia gamma di mercati con enormi margini di crescita. Queste economie hanno in gran parte elevati surplus delle partite correnti e molti dei loro segmenti di mercato sono ancora sotto penetrati: proprio in queste aree è possibile trovare una parte rilevante delle società oggetto del nostro processo di investimento.

Un Paese che riteniamo interessante e monitoriamo attentamente è il Vietnam, che vanta solidi fondamentali macroeconomici e un tasso di crescita del 6,5%, con un surplus delle partite correnti del 6%. Negli ultimi anni il governo ha implementato una serie di riforme per aprire la sua economia agli investitori stranieri. Possiamo citare l’esempio dei piani di ristrutturazione delle società a partecipazione statale del 2011 e del 2016, la privatizzazione di diverse imprese, la riforma del sistema bancario del 2015 e la legge per ridurre gli squilibri fiscali, che ha come obiettivo un disavanzo del 3,5% da raggiungere nel 2020.

Un altro Paese su cui siamo molto positivi è la Colombia. Dopo anni di instabilità politica e di aggiustamenti economici, il Paese sembra essersi stabilizzato ed è fuori dal gruppo dei “Fragile Five”. Presenta un tasso di crescita del 2,7%, con una significativa riduzione dell’inflazione (9% a luglio 2016 rispetto al 3,2% attuale) che si avvicina al target della Banca Centrale. Grazie a un’economia abbastanza chiusa, la Colombia può considerarsi al riparo dal potenziale impatto della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Al contrario, manteniamo un atteggiamento abbastanza prudente sulla Nigeria. I fondamentali macroeconomici del Paese si stanno indebolendo e temiamo che il Paese possa entrare in un periodo di recessione. La spesa fiscale è aumentata ma le entrate fiscali sono diminuite, costringendo le autorità a rivolgersi ai mercati internazionali, aumentando quindi l’onere del debito pubblico del Paese.

Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

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